Calciomercato Atalanta/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Atalanta, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio? La Dea occupa la sesta posizione in classifica, sta giocando un ottimo calcio e sogna l’Europa

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Foto LaPresse

L’Atalanta si approccia al calciomercato di gennaio con un desiderio ben definito: quello di non perdere i suoi giovani talenti che le stanno permettendo di disputare un campionato straordinario. Per le cosiddette provinciali il rischio è sempre dietro l’angolo; smontare anche solo parzialmente il giocattolo sarebbe deleterio, non solo per i traguardi che si possono raggiungere ma anche per il mero piacere di veder giocare la Dea. Franck Kessie (che andrà comunque in Coppa d’Africa) e Andrea Conti quelli che possono partire subito; Mattia Caldara è già della Juventus ma resterà a Bergamo ancora fino a giugno (almeno), così Roberto Gagliardini qualora i bianconeri chiudessero. In entrata? Un attaccante che funga da vice-Petagna, là davanti la coperta è corta.

Arrivati alla diciottesima giornata l’Atalanta è sesta in classifica: i suoi punti sono 32 con 10 vittorie, due pareggi e 6 sconfitte. La Dea ha segnato 27 gol incassandone 21; il miglior marcatore è Franck Kessie, autore di 6 gol. Vale la pena ricordare che l’Atalanta aveva 3 punti dopo cinque giornate; ne ha ottenuti 29 nelle seguenti 13, vincendo nove partite (sei di fila e otto su nove tra fine settembre e fine novembre). In Coppa Italia gli orobici sono agli ottavi grazie al doppio 3-0 contro Cremonese e Pescara; a gennaio sfideranno la Juventus.

Per il gioco espresso, per una classifica fantastica, per come la squadra ha saputo reagire a una situazione di crisi, per un Gian Piero Gasperini quasi dominante dopo aver sfiorato l’esonero: l’Atalanta merita un voto molto alto anche per i tanti giovani del vivaio che sta lanciando come titolari, mostrando ancora una volta che un progetto solido parte da lontano. Paradossalmente la Dea ha giocato la miglior partita dell’anno in un pomeriggio in cui ha perso (contro l’Udinese); la dice lunga sulla qualità della rosa e su come ormai i giocatori mandino a memoria i dettami dei loro allenatore. Altre versioni dell’Atalanta si erano spinte anche più in alto in classifica per poi crollare; la speranza è che questa si confermi anche nel 2017.

Alcune partite dell’Atalanta andrebbero mostrate nelle scuole calcio: palla a terra, gioco allargato sulle corsie, pressing alto per recuperare subito il possesso. Soprattutto, a convincere è il rendimento dei giovani: carta d’identità verdissima ma una sicurezza che tanti veterani non hanno, o hanno impiegato anni per acquisire. I nomi che si possono fare sono tanti; preferiamo sottolineare la coesione tecnico-tattica che Gasperini ha saputo creare, a dimostrazione di come sia in grado di tirar fuori sempre il massimo dai giocatori che ha a disposizione. Ad andare, ovviamente, è anche la classifica: salvezza di fatto già ottenuta e sogno Europa concreto.

Lo ha detto lo stesso Gasperini: l’Atalanta deve migliorare sotto porta. I gol segnati non sono pochissimi in senso assoluto, ma spesso e volentieri la Dea ha creato tante opportunità senza riuscire a concretizzare. L’emblema è la già citata sconfitta interna contro l’Udinese, ma anche contro l’Empoli gli orobici hanno rischiato di non portare a casa i tre punti; Andrea Petagna, che il tecnico ha elevato a titolarissimo come riferimento offensivo, ha segnato appena tre gol e deve certamente aumentare la sua cattiveria quando ha l’occasione di segnare. Siamo comunque ai dettagli, anche perchè nessuno si aspettava che la squadra fosse così in alto a una giornata dal termine del girone di andata.

Diciamo che condivide la palma del migliore con, almeno, Franck Kessie e Roberto Gagliardini: tre giovani del vivaio che sintetizzano la prima parte di stagione dell’Atalanta. Caldara, 22 anni, si era messo in luce a Cesena in Serie B; rientrato alla base dopo un biennio in prestito (primo anno a Trapani), Gasperini lo ha lanciato al centro della sua difesa. 

Prendendosi tanti rischi ma vincendo la scommessa: tra i giocatori che il giovane bergamasco ha annullato figurano Icardi e Dzeko, se vogliamo anche Higuain che pur nel 3-1 della Juventus non ha fatto una gran figura. Personalità, testa alta, arcigno in marcatura e umile quel tanto da fargli dichiarare di aver avuto vergogna all’idea di chiedere la maglia al suo idolo Chiellini.

 Doveva essere l’acquisto di punta e il giocatore da doppia cifra di gol: terminerà forse con una cessione a gennaio per rilanciarsi. Parabola strana per Paloschi, che non ha mai trovato il feeling con Gasperini: titolare in tre delle prime cinque partite e poi ancora a Pescara, il ventiseienne di Chiari non ha ancora segnato in questo campionato e, dopo una serie da sei panchine senza vedere il campo (in sette partite) si è fermato per un misterioso infortunio muscolare. Per il gioco dell’Atalanta pare che Petagna sia più utile; Paloschi, 42 gol in Serie A con la maglia del Chievo, è certamente un flop per le aspettative non ripagate e per la cifra spesa dalla Dea per acquistarlo (7,5 milioni di euro).

 Vedremo anche lui protagonista in Serie A? Per il momento lo abbiamo ammirato in Coppa Italia: 57 minuti in due partite e due buone occasioni contro il Pescara. Un attaccante esterno ivoriano, classe ’99; soltanto l’ultimo gioiello in uscita dall’infinito vivaio dell’Atalanta. Parliamo di speranza perchè Gasperini lo ha portato in panchina tre volte in campionato; l’esordio non è ancora arrivato, ma avanti di questo passo Latte Lath potrebbe davvero entrare in prima squadra in pianta stabile e, già in questo secondo scorcio di campionato che ci attende nel 2017, mettersi in mostra.

(Claudio Franceschini)

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