Calciomercato Genoa/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Genoa, la pagella di metà stagione: il top e il flop, il rendimento del Grifone nella prima parte del campionato. Pavoletti in uscita, potrebbe tornare Mauricio Pinilla

Laxalt_Castro
Foto LaPresse

Il Genoa avanza a grandi passi verso il calciomercato di gennaio con la consapevolezza di aver bisogno di un attaccante: Leonardo Pavoletti è del Napoli, dunque servirà una prima punta che ne prenda il posto. In pole position il ritorno di Mauricio Pinilla, a margine invece l’affare Leonardo Morosini che può rappresentare un grande colpo per il Grifone. Si pensa anche a un esterno offensivo, o seconda punta che dir si voglia: è asta con il Torino per Juan Manuel Iturbe in uscita dalla Roma.

Giunti alla sosta del campionato di Serie A, il Genoa è dodicesimo in classifica: i suoi punti sono 23 con 6 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte. Il Grifone ha una differenza reti in negativo: 21 i gol segnati (solo sei squadre hanno fatto peggio), 22 quelli subiti. Giovanni Simeone è il capocannoniere con 6 gol; in Coppa Italia dopo il 3-2 al Lecce e il 4-3 al Perugia (dopo i tempi supplementari), il Genoa affronterà la Lazio allo stadio Olimpico.

Sinceramente ci aspettavamo di più: Ivan Juric paga probabilmente lo scotto dell’esordio in Serie A e l’infortunio di Pavoletti ha inciso, ma questo Genoa avrebbe potuto trovarsi in posizioni più alte della classifica senza particolari problemi. Raramente invece si è visto il Grifone arrembante che conoscevamo; certo ci sono state partite splendide (i tre gol rifilati a Milan e Juventus per esempio) ma anche cadute senza appelli come quella interna contro il Palermo, con la squadra in vantaggio per 3-1. 

Quando gioca, il Genoa lo fa per davvero: è bastata la prima mezz’ora contro la Juventus per capire quale sia il potenziale di questa squadra. L’inserimento di Giovanni Simeone è stato straordinario, Perin garantisce il solito rendimento, in generale stiamo assistendo alla crescita di tanti giocatori chiave. Il fatto di aver subito archiviato la corsa alla salvezza (non sempre era stato così) è un altro punto a favore; l’approccio di Juric è stato buono anche se, come detto, non sempre perfetto.

I clamorosi cali di tensione, vecchi difetti che non si cancellano: perdere come lo si è fatto contro il Palermo è inaccettabile e racconta bene di una squadra capace di demolire la capolista e poi perdere contro una squadra in zona retrocessione. Il rendimento esterno non soddisfa: 7 punti in 9 partite e una vittoria che manca da quasi tre mesi (lo diventeranno alla ripresa del campionato). Infine, il calo vertiginoso delle ultime giornate: tre sconfitte consecutive, al di là del calendario a preoccupare sono state le prestazioni della squadra.

La grande suggestione sarebbe Giovanni Simeone che ha avuto uno straordinario impatto sul campionato, ma la verità è che Diego Laxalt è diventato a soli 23 anni l’anima di questa squadra. Sempre in campo se non contro il Chievo (per problemi fisici, nemmeno convocato), sostituito solo quattro volte e tre dopo l’80’ minuto, l’uruguayano è imprescindibile per il Genoa: sulla fascia sinistra detta legge con grandi accelerazioni, si inserisce, si occupa anche della fase difensiva. 

Gasperini lo ha plasmato, con Juric è diventato grande: in questo momento pensare a un altro giocatore in quella zona del campo è davvero complicato, l’Inter ha un diritto di controriscatto e a questo punto potrebbe anche farci più di un pensierino.

 Le parole di Juric sono emblematiche: il tecnico del Genoa ha affermato di non essere riuscito a valorizzarlo. Certo Ntcham prometteva altro al suo arrivo in Italia: d’accordo la giovane età, ma già nel 2013 era al multimilionario Manchester City con i crismi del fenomeno in erba. Così al momento non è: quest’anno Ntcham ha giocato appena 7 partite, spesso e volentieri spezzoni, e non ha lasciato il segno. Ha una collocazione difficile in campo: sarebbe un trequartista, Gasperini lo utilizzava come esterno nel tridente mentre Juric lo ha impiegato anche in mediana. Non una bocciatura totale, di sicuro un grosso punto di domanda.

 C’è chi maliziosamente dice che Juric lo abbia messo in campo, nei minuti finali della partita contro il Torino, soltanto per fargli battere il record di Moise Kean. Sia come sia, Pellegri ha fatto il suo esordio in Serie A a 15 anni e 9 mesi: niente male davvero. Cresciuto nel settore giovanile del Genoa, adesso ha la possibilità di fare strada: il 2017 ci dirà se effettivamente il suo ingresso al Grande Torino è stato un caso o se invece ha ragione chi lo ha seguito fin dalla tenera età e ne ha parlato come di un campioncino in erba, pronto ad affermarsi da un momento all’altro. Attendiamo fiduciosi.

(Claudio Franceschini)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori