Calciomercato Inter/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Inter, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio? I nerazzurri hanno invertito la tendenza negativa e si sono rilanciati verso le posizioni europee

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Mauro Icardi (LaPresse)

Sotto l’albero di Natale l’Inter spera di trovare un esterno basso: prima bisogna vendere (lo ha confermato anche Pioli) e in questo senso i maggiori indiziati sono Stevan Jovetic e Jonathan Biabiany. I nomi? Matteo Darmian è sempre d’attualità, a inizio stagione si era parlato di Jonas Hector mentre negli ultimi giorni sarebbe spuntato anche un Aleix Vidal poco utilizzato a Barcellona. Chiaro comunque il concetto: si va a caccia di un terzino che all’occorrenza possa alzarsi sulla linea di centrocampo, al netto dei possibili sogni (James Rodriguez) più indicati per il mercato di giugno.

Dopo 18 giornate di campionato l’Inter è settima con 30 punti: 9 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte con 28 gol realizzati e 21 subiti. Mauro Icardi ha realizzato 14 gol ed è il capocannoniere della Serie A; in Europa League purtroppo il rendimento non è stato lo stesso e, con due vittorie e quattro sconfitte, i nerazzurri sono stati eliminati nel girone, con l’ultimo posto alle spalle di Sparta Praga, Hapoel Beer Sheva e Southampton.

Fin qui bilancio negativo soprattutto in Europa, finita davvero in malo modo. Frank De Boer ha colpe (la media punti e certe brutte sconfitte non mentono) ma è anche stato difeso pochissimo, l’auspicio è che il ritorno alla “normalità” di Stefano Pioli riporti ad un rendimento all’altezza delle possibilità, come le ultime giornate fanno pensare. Il voto poteva essere anche peggiore fino a inizio dicembre, ma con tre vittorie consecutive per chiudere il 2016 l’Europa per l’anno prossimo è ancora possibile.

Gli ultimi risultati, che hanno detto con chiarezza come questa Inter se la possa giocare anche per il terzo posto. La scelta di Stefano Pioli, sia pure figlia di possibili errori precedenti, sta pagando dividendi: lo dicono i 13 punti in 6 partite, lo dice il gioco che è migliorato, lo dice una squadra che ha saputo rialzare la testa. Icardi ha forse fatto pace con i tifosi, nel mentre segna a raffica; la difesa sembra tornata quella della prima parte della stagione scorsa, in generale l’inversione di tendenza piace ai tifosi e rilancia una squadra che non può rimanere nella fanghiglia di metà classifica.

Intanto la prima parte della stagione: De Boer ha pagato per tutti, forse dargli più tempo sarebbe stata la soluzione più giusta ma, al di là di questo, la prima Inter è stata deludente sotto tanti punti di vista. Il girone di Europa League andava dominato: i nerazzurri sono arrivati ultimi senza giustificazioni, nemmeno quello di un approccio morbido al torneo volendo puntare più fiche sul campionato. Poi i punti oscuri della dirigenza: il caso dell’autobiografia di Mauro Icardi riassume una situazione di incertezza tra compiti poco chiari e dichiarazioni frutto di uno scarso polso da parte di chi comanda. Si spera che Suning giri le consuete due viti anche e soprattutto da questo punto di vista.

Certamente Antonio Candreva ha disputato una prima parte della stagione all’altezza delle aspettative estive: tra i nuovi acquisti il migliore è lui. Non si può però non citare Mauro Icardi: parlano per lui i 14 gol messi a segno in campionato, con la media di una rete ogni 115 minuti. Trasforma in oro tutto quello che tocca, e ha già sei doppiette in Serie A; peccato che in Europa League non sia riuscito a fare la differenza (due gol) ma certamente all’interno dei confini nazionali è uno che risolve le partite. 

Oggi è tra i top in Europa nel suo ruolo, senza discussioni; certo l’episodio dell’autobiografia e della conseguente protesta della Curva Nord non gli fa onore, ma si parla di vicende extra-campo e le colpe sono sicuramente da dividere. Particolare: quando ha segnato (10 partite) l’Inter ha vinto soltanto due volte. Decisivo come pochi, l’Inter ha fatto bene a non cedere alle lusinghe estive di De Laurentiis.

 Avendo negli occhi il super gol contro la Lazio il giudizio appare forse severo; la verità è che l’Inter e i suoi tifosi si aspettavano di più. Ovvero che fosse quel trascinatore che si era visto a Siviglia, in grado di migliorare esponenzialmente la qualità della squadra e di prendere in mano la situazione con la barca in affondamento. A oggi i “contro” superano i “pro”; la standing ovation ricevuta a San Siro lo scorso mercoledì può essere un punto dal quale ripartire, perchè l’Inter ha bisogno di Banega e Pioli, che pure lo ha utlizzato con il contagocce, lo sa fin troppo bene. Per questo l’argentino sarà rilanciato nella seconda parte della stagione.

 In estate conteso da Inter e Juventus a suon di offerte al rialzo, alla diciottesima di Serie A la miseria di 21 minuti in campo. Gabigol è l’oggetto misterioso; per lui può valere lo stesso discorso fatto per Banega, nel senso che due o tre numeri mostrati contro la Lazio hanno infiammato i tifosi che lo hanno accolto sotto la loro ala. Certo l’attaccante brasiliano si era presentato a San Siro con ben altre credenziali, e non si aspettava di dover giocare tre spezzoni (uno dei quali con risultato già in ghiaccio); siccome con Pioli è già entrato il doppio delle volte che in tutta la gestione De Boer, la speranza è che nel 2017 anche il ventenne brasiliano sia protagonista nella rincorsa dell’Inter all’Europa.

(Mauro Mantegazza)

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