Calciomercato Juventus/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Juventus, la pagella di metà stagione: cosa devono fare i bianconeri nel corso del mercato di gennaio? Intanto sono primi in Serie A e agli ottavi di Champions League

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Alex Sandro, 25 anni (Foto LaPresse)

La Juventus muoverà poco sul calciomercato, ma dovrebbe comunque operare come fatto in passato. Qualcuno potrebbe uscire subito (Hernanes), per giugno è stato preso Mattia Caldara oltre a Rodrigo Bentancur mentre si cercherà di chiudere definitivamente il colpo Axel Witsel che dovrà rinforzare la mediana nella seconda parte della stagione. Quello che servirebbe? Forse un terzino destro (da valutare le condizioni di Dani Alves) e una seconda punta di scorta visti i tanti infortuni che hanno colpito la rosa. 

La Juventus chiude l’anno solare con una partita in meno (causa Supercoppa): prima in campionato con 42 punti (14 vittorie e 3 sconfitte), 36 gol fatti e 14 subiti (miglior difesa della Serie A), non ha mai pareggiato e ha 9 punti in più rispetto alla passata stagione, con Gonzalo Higuain capocannoniere (10 gol). In Champions League primo posto nel girone da imbattuta (14 punti con 4 vittorie e due pareggi) e miglior difesa della prima fase (2 gol subiti); anche qui Higuain è il miglior realizzatore con 3 reti.

Il primato in campionato e il girone superato quasi in scioltezza sono sul piatto; l’enorme vantaggio in Serie A – la Juventus è già campione d’inverno, nonostante la partita in meno – con più punti dell’anno scorso anche, eppure raramente i bianconeri hanno dato dimostrazione di grande solidità e controllo. E’ piuttosto vero il contrario: nei primi mesi della stagione la Juventus ha sofferto sul piano del gioco, vincendo con le individualità ma lasciando un po’ di amaro in bocca. Il voto non può essere di eccellenza per questo motivo; ci sono già tre sconfitte in campionato e, soprattutto, la caduta in Supercoppa sia pure ai rigori (come due anni fa). Discorso simile in Champions League, dove la squadra ha cavato il massimo pur con prestazioni sotto la media; i tanti infortuni abbassano la valutazione, per contro però la Juventus continua a dominare anche in queste condizioni e alla fine è quello che conta.

La crescita esponenziale di Alex Sandro, diventato fondamentale per questa squadra; la condizione straripante di Mario Mandzukic e i gol di Gonzalo Higuain, così come il ritorno di alcuni giocatori chiave (su tutti Marchisio e Dybala). A livello generale, girando il discorso di cui sopra, il fatto che la Juventus abbia in tasca mezzo scudetto (letteralmente) pur avendo espresso un gioco a singhiozzo; dimostrazione del fatto che la rosa è superiore e che ci sono sempre i giocatori in grado di risolvere con una giocata. Bravo è stato Massimiliano Allegri a rivalutare Stephan Lichtsteiner, che sembrava fuori dal progetto e invece tornerà in lista UEFA per gli ottavi e si è preso il posto da titolare in campionato. 

Detto delle prestazioni spesso poco esaltanti, la Juventus sembra essere meno ermetica in difesa: a questo punto dell’anno in campionato aveva subito lo stesso numero di gol, ma resta la sensazione che questa squadra soffra decisamente di più e sia maggiormente attaccabile di un tempo. Dani Alves rimane un oggetto misterioso – al netto del serio infortunio – e non si è davvero integrato nel progetto, Miralem Pjanic ha segnato 6 gol (5 in campionato) ma per il gioco espresso è sotto il par, in più continua a mancare una vera alternativa a Marchisio e dunque la regia è spesso poco illuminata. 

Parlare di Higuain sarebbe semplice; il Pipita ha sicuramente tanti meriti nei 42 punti della Juventus (come li ha un gladiatorio Mario Mandzukic), ma vogliamo premiare il laterale brasiliano il cui rendimento è schizzato alle stelle in questa stagione. Un anno fa, dopo 17 giornate in Serie A, Alex Sandro aveva giocato otto partite per un totale di 438 minuti, senza gol e con due assist. 

Quest’anno è stato sempre titolare tranne una volta (contro la Sampdoria), ha giocato 1489 minuti raccogliendo un gol e tre assist; anche i numeri dicono di una crescita importantissima per la Juventus, che può contare su un terzino in grado di giocare anche come esterno offensivo, dalla grande spinta (a volte travolgente) e molto migliorato nella fase difensiva. Se Higuain e Mandzukic garantiscono i gol il merito è anche suo, spesso e volentieri soprattutto suo.

 Da un terzino verdeoro all’altro: arrivato a parametro zero dopo otto stagioni a Barcellona e la bacheca straripante di trofei, il brasiliano è una delle delusioni stagionali in casa la Juventus. La più cocente, perchè ci si aspettava tutt’altro rendimento; titolare nelle prime due partite di campionato, ha poi progressivamente perso minuti a favore di Lichtsteiner – in Champions League ha sempre giocato – e a oggi ha 8 apparizioni, una delle quali per appena sei minuti (contro il Chievo). Un gol in Serie A e uno in Champions League, raramente incisivo; la sua migliore partita resta forse la prima, contro la Fiorentina. Fuori da fine novembre per la frattura del perone, Allegri spera di ritrovarlo nel 2017 nella condizione che nelle 14 stagioni di Liga spagnola gli ha permesso di diventare uno dei migliori laterali bassi al mondo.

 Citazione ovvia anche per Marko Pjaca, rientrato dopo uno stop di due mesi e mezzo; il croato aveva lasciato intendere di possedere talento e personalità ma si è fermato presto, il 2017 potrebbe essere il suo anno. La vera speranza si chiama però Rolando Mandragora: Allegri se ne era innamorato quando, sconfitto dal Genoa, il ragazzino aveva annullato un certo Pogba. Portato a Torino in estate, il classe ’97 non ha mai giocato a causa della frattura al quinto metatarso del piede destro, che lo ha costretto a operarsi per la seconda volta in quattro mesi; a gennaio potrebbe tornare a disposizione, chiaramente la sua stagione sarà tutta in rincorsa ma chissà che non possa rappresentare una soluzione in più nel settore nevralgico del campo già dai prossimi mesi.

(Claudio Franceschini)

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