Calciomercato Lazio/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Lazio, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio? Biancocelesti arrembanti a caccia dell’Europa con i gol di Immobile e le scelte di Simone Inzaghi

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Il serbo Sergej Milinkovic-Savic, 22 anni, centrocampista della Lazio (LAPRESSE)

Per il calciomercato di gennaio la Lazio va a caccia di un attaccante: Keita Balde Diao sarà impegnato in Coppa d’Africa e Filip Djordjevic è di fatto fuori dal progetto di Simone Inzaghi. Serve dunque non solo un vice Immobile, ma un giocatore che sia in grado di ricoprire più ruoli ed essere anche titolare. Il nome concreto può essere quello di Alberto Paloschi in uscita dall’Atalanta, il sogno sarebbe Memphis Depay che però potrebbe essere un’idea riguardante più il calciomercato di giugno.

La Lazio chiude il 2016 con il quarto posto in classifica (sia pure con il Milan che ha una partita in meno): 34 punti frutto di 10 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. I gol segnati sono 32, quelli subiti 21; il cannoniere è Ciro Immobile, autore di 9 gol (ma a secco nelle ultime sette giornate). Di questi tempi i biancocelesti avevano 24 punti (dunque 10 in meno) e avevano già perso otto volte, incassando 26 gol. 

Diciamo la verità: ben pochi addetti ai lavori avrebbero ipotizzato una Lazio in corsa per la Champions League. Va dato credito e merito a Simone Inzaghi: il giovane tecnico avrebbe dovuto lasciare il passo a Marcelo Bielsa, ma la latitanza del Loco ha di fatto portato a una conferma semi-forzata. Inzaghi, come sempre tenendo un basso profilo, si è messo a lavorare con dedizione e volontà e dopo quattro mesi di campionato eccolo tra le grandi, esprimendo a tratti un ottimo gioco e riuscendo anche a migliorare la fase difensiva. A tre o a quattro, il rendimento biancoceleste è sostanzialmente immutato; nel 2017 vedremo se ci sarà il fondamentale passo in più per evitare di rimanere a metà del guado.

I gol di Ciro Immobile, che ha dimostrato di sapere segnare anche senza il suo “ispiratore” Ventura; lo sviluppo della manovra, sempre molto incisivo e con tanta qualità; la rinascita di Keita Balde Diao, separato in casa qualche mese fa e oggi decisivo e pienamente integrato nel gruppo. Soprattutto la classifica, che è ottima e permetterà di vivere qualche giornata di rendita, sapendo che la corsa all’Europa è appena cominciata ma i biancocelesti partono da un’ottima posizione. 

La Lazio soffre ancora di clamorose amnesie: individuali (il clamoroso errore di Wallace nel derby) e collettive (i tre gol subiti dall’Inter a stretto giro di posta). Inaccettabile per una squadra che aspira a entrare nelle prime tre o comunque ad andare in Europa; è come se si staccasse troppo facilmente la spina e si smettesse di giocare. Simone Inzaghi dovrà certamente lavorare su questo aspetto, che rischia davvero di vanificare quanto di buono fatto fino a questo momento. In più le sette partite di astinenza di Ciro Immobile; capita a tutti gli attaccanti, il nuovo anno può riconsegnarci il bomber smarrito.

Difficile nominare un singolo, perchè nella Lazio a funzionare è davvero tutto l’insieme. Premiamo il ventunenne serbo, che già lo scorso anno si era messo in luce come giovane molto interessante; in questa prima parte di stagione Milinkovic ha già segnato tre gol ed è uno degli insostituibili di Inzaghi. 

Per lui anche due assist vincenti, a conferma della sua versatilità: è un interno che può agilmente giocare sulla trequarti o, all’occorrenza, davanti alla difesa. Ha chiuso il 2016 con un brutto errore (decisivo) contro l’Inter: peccati di gioventù di un giocatore già pronto per grandi palcoscenici.

 Che fine ha fatto l’attaccante che, arrivato in punta di piedi alla Lazio, si era affermato come ottimo attaccante fino a diventare insostituibile? E’ come se il grave infortunio subito a metà del primo anno in Italia gli abbia tolto certezze: dopo 18 partite di campionato il serbo ha giocato 10 partite, solo due volte da titolare e con un totale di 237 minuti in campo. Dire che sia fuori dal progetto è quasi riduttivo: Djordjevic ha giocato appena 22 minuti nelle ultime sei partite, restando fuori in cinque occasioni. Certamente un flop: come valore assoluto sarebbe potuto essere un degnissimo vice-Immobile.

 Mai visto: 13 minuti complessivi con due spezzoni contro Udinese e Cagliari, a vittoria già acquisita. Il resto? Panchina e mancate convocazioni: eppure nella seconda parte della scorsa stagione il centrocampista tedesco aveva mostrato ottime cose e la Lazio ha comunque speso due milioni di euro per strapparlo al Borussia Dortmund. Bocciato da Simone Inzaghi? A questo punto sì, ma la stagione è lunga e c’è stato anche qualche problema fisico: la speranza insomma è che nel 2017 anche Leitner faccia parte di questo interessante progetto, perchè di sicuro lo merita.

(Claudio Franceschini)

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