Calciomercato Milan/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Milan, la pagella di metà stagione: cosa fare nel corso del mercato di gennaio? I rossoneri chiudono l’anno solare con il quinto posto in campionato e tante belle cose mostrate

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Foto LaPresse

Cosa serve al Milan sul calciomercato di gennaio? Difficile dirlo, dipenderà dalle uscite. Certamente però un centrocampista di qualità farebbe comodo a Vincenzo Montella, così come una reale alternativa agli esterni offensivi (vista la virata definitiva sul 4-3-3). Riccardo Orsolini è un’idea che riguarda maggiormente il calciomercato dell’estate; più immediata la pista che potrebbe portare a Stevan Jovetic – Montella l’ha allenato alla Fiorentina – a fargli spazio potrebbe essere Luiz Adriano che può andare a giocare in Russia. Per ora però si attende il closing con i cinesi per i grandi botti.

Il Milan chiude la prima parte del suo campionato con il quinto posto in classifica e una partita in meno rispetto alle altre (Juventus a parte): i punti sono 35, frutto di 10 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte, con 27 gol segnati e 20 subiti. Capocannoniere Carlos Bacca con 6 gol; vale la pena sottolineare che un anno fa, dopo 17 giornate, i rossoneri avevano 7 punti in meno con quattro gol segnati in meno e uno subito in più.

Qualche sbandata c’è stata, ma l’opinione comune e ripetuta da più parti è che il Milan abbia fatto più del suo reale valore, e che occupi una posizione di classifica insperata in estate. La squadra gira e a tratti ha espresso un ottimo calcio; gli highlights della stagione sono sicuramente la vittoria contro la Juventus e la grande rimonta contro il Sassuolo, forse il vero snodo del campionato. A completare il quadro, ovviamente la vittoria in Supercoppa che impreziosisce ancor più questa prima parte di stagione per i rossoneri.

I giovani e la loro personalità: il Milan gioca costantemente con un ’93 (Suso), un ’94 (Niang), un ’95 (Romagnoli), un ’98 (Locatelli) e un ’99 (Donnarumma). Presi singolarmente, sono sostanzialmente i giocatori che stanno elevando il rendimento della squadra: Donnarumma è già un portiere top in Europa, Romagnoli fa costantemente parte della Nazionale, Locatelli ha stupito (pur avendo tanti margini di miglioramento) e Niang nonostante i rigori sbagliati e qualche amnesia tattica rimane molto importante per il Milan. Suso rappresenta poi un discorso a parte; i rossoneri vincono al di là del loro valore e questo non può che essere un punto a favore.

Nelle ultime due partite del 2016 il Milan non ha segnato, dimostrando che quando le energie e le condizioni calano è difficile rimanere al passo con le migliori; questo anche perchè le alternative scarseggiano e la sensazione forte è che questa squadra si regga sul rendimento dei titolari, con le seconde scelte non al livello di chi va regolarmente in campo. A volte la fase difensiva non è impeccabile, a dimostrazione dei gol incassati che non sono pochissimi; quando stacca la spina il Milan diventa battibile da chiunque (Udinese e Genoa lo dimostrano). 

Lui più di Suso, che pure è tornato trasformato dal prestito al Genoa ed è decisivo per questa squadra; Donnarumma – che, non va dimenticato, ha 17 anni – ha messo le sue manone su alcuni risultati importanti per la squadra, come quando ha tolto dall’incrocio il velenoso destro di Khedira nella partita contro la Juventus. 

Ormai una certezza, tanto che le sue prestazioni fanno meno notizia degli errori, che pure sono arrivati; i margini per diventare un grandissimo ci sono ancora, ma questa prima parte di stagione ha confermato come dietro la quinta posizione in classifica derivi certamente dalle sue parate e dalla personalità grazie alla quale è già praticamente un leader nello spogliatoio e nella squadra.

 Diventa difficile anche solo giudicarlo, visto che non ha mai giocato: zero minuti ufficiali per il terzino sinistro arrivato dal River Plate. Dieci panchine, due mancate convocazioni e anche uno stop per un problema alla coscia: doveva essere una delle punte della nuova squadra, un giocatore che aveva fatto vedere ottime cose con la maglia dei Millionarios, è diventato invece un oggetto misterioso. Tecnicamente davanti a lui ci sarebbe pure Antonelli; si mormora addirittura di un addio il prossimo mese perchè a questo punto è evidente che Montella non lo veda proprio. Peccato, perchè le potenzialità ci sarebbero; eppure quest’anno ogni singolo componente della rosa del Milan ha giocato più di lui, anche i giovanissimi o quelli che erano arrivati a completamento dell’organico e per fare numero.

 Speranza di ritrovarlo grande protagonista nel 2017: l’infortunio alla caviglia che lo ha bloccato a metà ottobre si è rivelato più serio del previsto e da allora il terzino destro non ha più giocato. Prima, era stato titolare tre volte, mostrando ottima personalità e talento non indifferente; Sinisa Mihajlovic lo aveva lanciato l’anno scorso, Montella ha dimostrato che il tecnico serbo non bluffava. Può diventare uno dei laterali più forti nel panorama italiano, e viste le poche scelte nel ruolo sarebbe una manna anche per la Nazionale; scalzare Abate dal ruolo non sarà facile, ma per la seconda parte della stagione il Milan potrebbe regalarsi una credibilissima alternativa in più nel rush verso il terzo posto.

(Claudio Franceschini)

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