Calciomercato Napoli/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Napoli, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017? I partenopei arrivano alla sosta con il terzo posto in Serie A e sono agli ottavi di Champions

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LaPresse

Il Napoli ha di fatto già realizzato il suo colpo del calciomercato di gennaio 2017: preso Leonardo Pavoletti, ovvero l’attaccante chiesto da Maurizio Sarri dopo il grave infortunio occorso a Milik. A far spazio al toscano in arrivo dal Genoa sarà Manolo Gabbiadini, che lascia non senza rimpianti; Kalidou Koulibaly andrà in Coppa d’Africa ma la società in estate aveva già chiuso per due difensori centrali che dunque potranno farne le veci. Si parla di una possibile uscita di Rafael Cabral; qualora fosse così potrebbe arrivare, in qualità di secondo portiere, Marco Sportiello che piace da tempo.

Napoli terzo in classifica con 35 punti: 10 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte. Ancora una volta i partenopei hanno il miglior attacco del campionato (40 gol) e hanno subito 21 gol; capocannoniere Dries Mertens con 11 reti. In Champions League il Napoli ha superato il girone con il primo posto, 11 punti con tre vittorie, due pareggi e una sconfitta; Mertens è capocannoniere anche qui con 4 gol, tra febbraio e marzo la super sfida al Real Madrid.

Voto sufficiente, ma probabilmente non di più: certamente sul rendimento dei partenoei ha influito l’infortunio di Milik perchè la squadra pensata con lui stava volando (soprattutto in Europa), ma lo stop del polacco ha confermato la mancanza di un piano B. Maurizio Sarri, che è uno straordinario stratega, ha infine trovato la quadratura del cerchio e le ultime uscite sono state spettacolari; nel frattempo però il Napoli ha perso punti preziosi in campionato (è a -7 dalla Juventus, che ha una partita in meno) e si è clamorosamente complicato la vita in Champions League, giocandosi il primo posto all’ultima giornata quando dopo tre turni sarebbe potuto essere aritmeticamente agli ottavi. Insomma: promosso ma con riserve, soprattutto per le cose mostrate lo scorso anno.

I 51 gol segnati in 24 partite ci dicono che il Napoli è una macchina offensiva straordinaria; nessuno in Serie A gioca come i partenopei e questo è riconosciuto anche e soprattutto dagli allenatori avversari. Lo shock per la partenza di Higuain è stato – parzialmente – assorbito; in più si sta confermando il vero X Factor, ovvero Maurizio Sarri che si è inventato il Mertens falso nueve e ha gradualmente lanciato nuovi acquisti (Piotr Zielinski e Amadou Diawara) che alle porte dell’inverno sono diventati giocatori fondamentali per il progetto, già titolari in campionato. La rosa che sembrava corta adesso sembra avere più soluzioni: servirà in primavera quando tornerà la Champions League.

In estate il Napoli ha speso circa 35 milioni di euro per Nikola Maksimovic e Lorenzo Tonelli: il primo ha giocato davvero poco e il secondo non si è mai visto (anche per un infortunio), lasciando il dubbio che i 90 milioni incassati per Gonzalo Higuain potessero essere spesi in maniera più consistente, magari per due cosiddetti top player. Certo come detto Arkadiusz Milik era partito alla grande e il suo lungo stop non era previsto, ma la sensazione data dai partenopei tra ottobre e fine novembre è stata quella di una squadra incapace di uscire dal suo singolo piano. Vale anche per la difesa: senza Koulibaly il Napoli ha subito troppo, si vedano le partite contro il Torino e la Fiorentina in cui sono arrivati 6 gol incassati (pur con 4 punti in cascina).

E’ un testa a testa con Kalidou Koulibaly, diventato uno dei migliori difensori in Europa; impossibile però non parlare di un Mertens che era già partito benissimo in stagione (doppietta a Pescara) e che è ora diventato imprescindibile per il Napoli. 

I 7 gol nelle due partite contro Cagliari e Torino – non succedeva da 21 anni – sono incredibili anche per il modo in cui sono arrivati; come ha detto Maurizio Sarri il punto non è se sia o meno un falso centravanti, ma che trattandosi di un giocatore forte deve stare in campo e può giocare ovunque. Con un Mertens così anche la partenza di Higuain potrebbe assumere altri contorni.

 Difficile parlare di un vero e proprio flop, perchè ognuno ha più o meno dato il suo; forse però il centrocampista italo-brasiliano è quello che ha fatto meno rispetto alle attese. L’anno scorso la cura Sarri lo aveva fatto rinascere dopo una stagione anonima, rendendolo insostituibile; al Natale 2016 ha giocato solo 11 partite in campinato, finendo in panchina per la prima volta a Crotone e poi cinque volte nelle ultime otto. Sicuramente c’entra la crescita di Amadou Diawara, ma è vero anche il contrario: forse se Jorginho non fosse calato così tanto il guineano avrebbe giocato molto meno.

 Due spezzoni per un totale di 34 minuti in campionato, più altri 10 in Champions League: per adesso il ventunenne croato è stato un oggetto misterioso. Il talento c’è e può avere la sua parte in campionato, ma è difficile esprimersi in una mediana in cui Hamsik è insostituibile e il duo Allan-Zielinski parte con passi di vantaggio. La speranza per il 2017 è che anche per lui succeda quello che è accaduto ad Amadou Diawara: tante panchine e poi il proscenio. Sarri sa di poter contare anche sul croato, dunque Rog potrebbe finalmente emergere ed evitare di fare la fine del suo connazionale Josip Radosevic.

(Claudio Franceschini)

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