Calciomercato Roma/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Roma, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017? I giallorossi sono secondi in campionato e vanno a caccia di un esterno offensivo e un centrocampista

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Foto LaPresse

E’ chiaro su cosa sta lavorando la Roma sul calciomercato di gennaio: un centrocampista centrale e soprattutto un esterno offensivo che possa prendere il posto di Mohamed Salah, impegnato in Coppa d’Africa. Sono tanti i nomi che gravitano intorno alla società giallorossa: sicuramente quello del vecchio pallino Anwar El Ghazi, più staccati Alejandro Gomez (che però dovrebbe restare all’Atalanta almeno fino a giugno) e Grégoire Defrel che tornerebbe utile anche e soprattutto come vice-Dzeko. Per la mediana piace molto Rincon del Genoa e c’è anche la suggestione Milan Badelj; si proverà anche a monetizzare, con Iago Falque che potrebbe essere riportato nella capitale per poi venderlo all’estero.

Alla diciottesima giornata di Serie A la Roma è seconda in classifica: i punti sono 38, 4 di ritardo dalla Juventus (che ha una partita in meno). I 39 gol segnati fanno dei giallorossi il secondo miglior attacco del campionato (dietro il Napoli); sono invece 18 i gol subiti, meglio fa soltanto la Juventus. Capocannoniere Edin Dzeko con 13 gol, che è secondo alle spalle di Mauro Icardi; in Europa League superato il girone con il primo posto, 12 punti frutto di tre vittorie e tre pareggi con 16 gol segnati e 7 subiti. Anche qui è Dzeko (5) il miglior realizzatore della squadra. 

Che la Roma fosse lì a giocarsi lo scudetto era sostanzialmente una certezza; tuttavia i giallorossi hanno alternato grandi prestazioni (soprattutto quella di Napoli) a giornate molto meno brillanti, come nei casi delle sconfitte contro Torino e Atalanta. La distanza dalla Juventus, anche in virtù della sfida diretta persa, rischia di diventare già troppo ampia in inverno; sarebbe dunque l’ennesima corsa al secondo posto. In generale sembra che la Roma non riesca mai a fare il passo che la farebbe passare dallo status di ottima squadra a quello di super team in grado di vincere i titoli. In ogni caso il bilancio non può che essere positivo.

L’attacco gira alla perfezione, Dzeko è rinato e la cura Spalletti ha tirato fuori il meglio da tutti (si veda ad esempio il rendimento di Emerson Palmieri). Aver ritrovato un Kevin Strootman al 100% è una chiave fondamentale, così come il ritorno ai livelli consueti di Radja Nainggolan; a livello di gioco espresso la Roma è sicuramente al top in Europa e anche la fase difensiva, come dimostrano i numeri, è decisamente migliorata rispetto alle ultime stagioni. In più anche le seconde linee garantiscono un rendimento simile a quello dei titolari, e questo chiaramente aumenta le possibilità di turnover per far rifiatare i giocatori chiave.

Quanto si diceva prima, ovvero che la Roma non riesce ancora a diventare vincente; Spalletti ha più volte posto l’accento su questa difficoltà, come si è visto in occasione della partita contro la Juventus quando, pur non giocando male – anzi – i giallorossi non sono stati in grado di costruire palle gol credibili. A volte nel corso della stagione la Roma ha improvvisamente smesso di giocare, ad esempio a Bergamo o nella partita di Europa League contro l’Austria Vienna (da 3-1 a 3-3); anche all’interno della singola partita i giallorossi vivono troppi momenti diversi che non aiutano nella crescita e hanno contribuito a scavare il solco in classifica rispetto al primo posto.

Un altro giocatore rispetto a quello dell’anno scorso. Allora aveva segnato 8 gol in tutto il campionato, cifra che ora ha raggiunto nelle prime nove giornate; sono già 13 le reti messe a segno dal bosniaco – più le 5 in Europa League – che finalmente sta facendo vedere perchè i giallorossi hanno investito tanto su di lui. 

Oltre ai gol, fondamentali e a volte bellissime, c’è anche il lavoro di sponda e sacrificio che Dzeko garantisce, permettendo agli esterni di avere campo per correre; se sarà questo fino al termine della stagione la Roma potrà certamente sognare in grande, per il momento non ci sono stati segni di cedimento.

 Avremmo potuto dire Gerson, ma sul brasiliano pagato 16 milioni influisce la giovane età e il fatto che l’investimento riguarda anche e soprattutto il futuro (infatti potrebbe partire in prestito). Juan Jesus, arrivato per essere la prima alternativa in difesa e forse anche un titolare aggiunto, quando è stato impiegato ha deluso le attese; Spalletti lo vede soprattutto come un terzino sinistro, al momento ha giocato meno di 500 minuti in Serie A dove, a parte il minuto nel derby, non vede il campo da inizio novembre. La Roma si attendeva ben altro da lui; con il pieno recupero di Vermaelen e il rientro di Mario Rui per lui gli spazi si chiuderanno ancor più.

 Doveva essere il terzino sinistro titolare, reduce da due ottime stagioni a Empoli; l’estate però ha portato in dote la rottura del legamento crociato e il lungo stop. Il 26 novembre è tornato a giocare con la Primavera, la settimana seguente è stato portato per la prima volta in panchina; deve ancora fare il suo esordio ufficiale con la maglia della Roma ma il suo rientro è manna dal cielo per Spalletti, che ha trovato una soluzione in più su quella corsia. Se il portoghese sarà lo stesso di Empoli non potrà che venirne fuori qualcosa di buono, considerato che Emerson Palmieri sta garantendo un ottimo contributo alla causa.

(Claudio Franceschini)

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