Calciomercato Torino/ News, la pagella di metà stagione: cosa fare sul mercato di gennaio 2017?

- La Redazione

Calciomercato Torino, la pagella di metà stagione: cosa serve ai granata sul mercato di gennaio? La società cerca un centrocampista e un esterno offensivo, potrebbe partire Iago Falque

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Foto LaPresse

Di cosa ha bisogno il Torino per il calciomercato di gennaio? Le mosse del presidente Cairo e del DS Petrachi sono piuttosto chiare: si va alla ricerca di un centrocampista che aumenti la qualità e la pericolosità negli inserimenti e di un esterno offensivo. Qui potrebbe aprirsi una sorta di incrocio con la Roma che vorrebbe riprendere Iago Falque per poi rivenderlo; in mediana invece piace Lucas Castro, che sarebbe un’alternativa più valida di quelle attualmente a disposiziojne di Sinisa Mihajlovic (anche perchè Giuseppe Vives potrebbe lasciare per fare ritorno in Serie B).

Il Torino occupa l’ottava posizione in classifica: ha 28 punti con 8 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. I gol segnati sono 36: terzo miglior attacco al pari della Serie A, 27 invece le reti subite che ne fanno la quindicesima difesa in Serie A e la peggiore tra le prime dodici della classifica. Il cannoniere è Andrea Belotti, con 13 reti; in Coppa Italia il Torino ha superato 4-1 la Pro Vercelli e 4-0 il Pisa (dopo i tempi supplementari), a gennaio giocherà contro il Milan e al momento Adem Ljajic e Lucas Boyé sono i cannonieri con 2 gol a testa.

Non può che essere di piena sufficienza il voto del Torino: non va dimenticato che prima delle recenti tre sconfitte in serie i granata erano addirittura a ridosso della zona Champions League. Soprattutto la squadra ha mostrato una potenza offensiva che Sinisa Mihajlovic non era stato in grado di trovare nelle sue precedenti avventure; formazione solida in grado di mettere in difficoltà tante belle realtà del nostro campionato (battuta la Roma e tre gol segnati al Napoli, oltre a un derby giocato quasi alla pari con la Juventus). Il futuro è roseo anche perchè questo è un gruppo formato da tanti giovani.

La fase offensiva appunto; i tanti gol e le varie soluzioni con cui il Torino sa colpire, come la crescita di giocatori come Valdifiori (rinato dopo un anno passato in panchina), Belotti e Zappacosta, diventato un terzino tra i migliori del nostro calcio. In più il ritorno al calcio giocato di Leandro Castan dopo l’edema cerebrale che ne aveva messo a rischio la carriera; il rinnovato entusiasmo della piazza, a cominciare dall’estate quando è stato messo a segno il colpo Joe Hart. Che, per altro, si è rivelato un portiere solido e importante.

Solo quattro volte il Torino non ha preso gol e, Genoa a parte, è successo contro tre delle ultime quattro della classifica; le reti incassate sono un po’ troppe per una squadra che aspira ad andare in Europa. Fase difensiva da rivedere, poi la discontinuità: anche a causa del calendario il Torino ha perso tre partite consecutive (subendo 10 gol) m,a anche a fine ottobre aveva avuto un periodo di tre partite senza vincere. Bisogna migliorare nell’attenzione generale e nella gestione dei momenti; quando viene presa d’infilata la squadra soffre un po’ troppo.

Sarà anche banale, ma un giocatore che segna 13 gol in 16 partite non può che avere la copertina. A segno nelle ultime tre gare, Belotti è finalmente diventato un attaccante totale, di sicuro tra i primi cinque in Italia: lo scorso anno di questi tempi aveva segnato soltanto una volta, scatenandosi poi nel girone di ritorno. 

Di sicuro è agevolato dalla presenza di due esterni rapidi e incisivi come Iago Falque e Ljajic, ma ha doti fisiche invidiabili e un fiuto del gol che fa ricordare ai tifosi il leggendario Paolo Pulici. Stabilmente in Nazionale, segna anche in Azzurro: il futuro è suo, il Torino è pronto a blindare e per questa stagione gli chiede di essere il trascinatore in grado di portare questa squadra ancora una volta a giocare le coppe.

 Salutato come acquisto top in estate, a fine settembre era già diventato un’alternativa: cinque delle prime sei partite da titolare, poi Mihajlovic gli ha sempre preferito Zappacosta che si è preso la maglia di terzino destro. Eppure De Silvestri arrivava da un’ottima stagione con la Sampdoria e Mihajlovic, che lo aveva allenato in blucerchiato, lo conosce bene; chissà che nel 2017 non possa trovare altro spazio, ma per il momento il Torino, che ha speso quasi 4 milioni di euro per assicurarselo, non è certamente soddisfatto del suo rendimento.

 Parlare di speranza è forse riduttivo, visto che ha già giocato 15 volte in campionato (573 minuti) e in Coppa Italia ha segnato due gol in altrettante partite. Tuttavia è un classe ’96, e dunque al momento il suo ruolo è quello di dare una mano alla fase offensiva senza troppe responsabilità; nel 2017 il Torino potrebbe ritrovarsi con un altro giovane dal grande talento e soprattutto incisivo per le sorti della squadra granata. E’ questa la speranza: che Boyé diventi sempre più importante per Sinisa Mihajlovic e si ritagli ancora più spazio nella seconda parte della stagione.

(Claudio Franceschini)

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