Fabrizio Miccoli, “Chiedo scusa a Giovanni Falcone”/ “È un fango”, un tormento

- Matteo Fantozzi

Fabrizio Miccoli ha deciso di chiedere scusa a Giovanni Falcone dopo che era stato sorpreso in un’intercettazione a parlare del magistrato ucciso dalla mafia come un fango.

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Fabrizio Miccoli, La Presse

Fabrizio Miccoli è tornato sulle parole che l’hanno tragicamente reso famoso, chiedendo finalmente scusa a Giovanni Falcone. L’ex calciatore di Palermo e Juventus infatti disse in tempi non sospetti “è un fango” riferendosi al famosissimo magistrato, da lì arrivarono intercettazioni e condanne per legami con la mafia. A SportItalia Miccoli ha specificato: “Non mi do pace per quell’intercettazione in cui parlai di Giovanni Falcone. Non mi fa dormire la notte questa cosa. Ora sono a disposizione per arrivare a quella che è la verità. Non è quello il mio pensiero. All’epoca dei fatti ho provato subito a scusarmi con la famiglia, ma non c’è stata occasione per un confronto. A distanza di tempo vorrei incontrare Maria Falcone, la sorella di Giovanni, per dirle che non pensavo quello che ho detto”. Dopo quelle parole la carriera da calciatore si è incrinata con tantissime polemiche che ovviamente l’hanno travolto. Fabrizio però ha deciso di riaprire un capitolo per cercare di spiegare cosa lo portò a dire quella frase difficile da ripetere.

Fabrizio Miccoli, “Chiedo scusa a Giovanni Falcone”: la cittadinanza onoraria di Corleone

Fabrizio Miccoli ha parlato anche di altro a margine di una lunga intervista a SportItalia nella quale chiede scusa a Giovanni Falcone. Specifica: “Ho avuto la cittadinanza onoraria di Corleone tramite lo sponsor del club. Andavamo ogni giovedì mattina a parlare nelle scuole elementare. Una volta promisi che avrei segnato contro la Juventus e poi addirittura a Torino riuscimmo a vincere con una mia rete. Mi hanno accolto come un re e tutto è nato lì. Poi me l’hanno levata per il caos mediatico che si era ricreato attorno a me“. Miccoli nel 2017 era stato processato con un rito abbreviato ed era stato poi infine condannato nel 2017 a tre anni e sei mesi di reclusione. Dopo due anni al Lecce tra il 2013 e il 2015 il calciatore salentino era volato a Malta per chiudere la carriera con 6 gol in 11 partite al Birkirkara.



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