FORMULA 1/ Ferrari, Domenicali: Un errore non può cancellare una grande stagione

- La Redazione

Il team manager della Ferrari si rammarica per il mondiale sfumato, ma elogia Alonso e il lavoro fatto dalla squadra in stagione

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FORMULA 1 FERRARI – Stefano Domenicali, dopo l’amarezza del primo momento, ritorna sul disgraziato GP di Abu Dhabi. Un errore, certo, anche grave. Ma che non può cancellare una stagione ad alti livelli. E a vincere, comunque, è stata la vettura migliore. Alla fine un ringraziamento particolare ad Alonso, lui sì il migliore in pista.

E’ stata una notte brevissima per la Scuderia Ferrari Marlboro, tornata subito in pista dopo la grande amarezza di ieri con il neocollaudatore Jules Bianchi. Poi, venerdì e sabato, test con le nuove gomme Pirelli, che saranno provate da Massa e Alonso. Sicuramente le pochissime ore di sonno che è riuscito a mettere insieme non sono servite a Stefano Domenicali per superare la delusione dopo il negativo epilogo del campionato.

“Quello che è successo ieri pomeriggio è stato un episodio negativo ma non può cancellare tutte le cose positive che si sono viste in questa stagione – ha detto Domenicali alla sua partenza da Abu Dhabi – Se siamo tornati a lottare per l’iride fino all’ultimo lo dobbiamo alla bontà del lavoro che avevamo iniziato già alla fine dello scorso anno sulla macchina del 2010, alla coesione e alla capacità di reazione che abbiamo dimostrato nei momenti più difficili di questa stagione. Poi è come quando si arriva alla finale della Coppa del Mondo di calcio e si va ai rigori: se si mettono dentro tutti e cinque i tiri sei un eroe, se ne sbagli qualcuno sei un somaro.. Dovremmo saper accettare che lo sport è fatto di vittorie e di sconfitte e chi lavora nel nostro mondo lo sa bene. E’ in questi momenti che i veri sportivi sanno trarre le energie per ripartire e guardare al futuro, con forza e determinazione.”

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E ancora: “Non dobbiamo dimenticarci che di fronte avevamo una macchina migliore della nostra, su questo non ci sono dubbi” – prosegue Domenicali – Ieri abbiamo semplicemente fatto alla Red Bull un regalo ma non è che il campionato lo abbiamo perso qui o, almeno, soltanto qui. Potrei citare altre gare dove abbiamo lasciato per strada punti pesantissimi, senza contare Gran Premi come quelli di Valencia e Silverstone dove certo ci sono stati degli episodi sfortunati. E’ facile imprecare contro chi sbaglia il rigore all’ultima giornata di campionato ma, magari, qualcun altro si era mangiato un gol clamoroso alla prima partita: i punti valgono sempre uguale, all’inizio e alla fine della stagione. Abbiamo lavorato tanto in questi dodici mesi e i risultati si sono visti. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto, anche se è chiaro che i primi a non essere contenti di non aver vinto siamo proprio noi. Ci sono delle aree su cui dobbiamo migliorare, penso soprattutto alla competitività della macchina che deve sicuramente crescere. I nostri tecnici lo sanno bene e da loro mi aspetto una reazione importante. Sul fronte dell’affidabilità credo che abbiamo fatto dei buoni passi avanti: le iniziali preoccupazioni sul fronte motore sono state gestite nella maniera migliore tanto che abbiamo concluso la stagione in una condizione simile a quella dei nostri principali concorrenti”.

 

Non ci sono rivoluzioni in vista, nonostante l’emotività del momento e le grida di chi vuol vedere rotolare delle teste ad ogni costo, secondo un malcostume purtroppo radicato.

 

“Chi conosce la Formula 1 sa quanto sia difficile rimanere al vertice per tanti anni, chiedetelo ad esempio a chi l’anno scorso ha dominato e quest’anno non ha raccolto nulla o a chi, come alcuni fra i costruttori automobilistici più grandi del mondo, ha affrontato questa sfida con grandi spiegamenti di forze salvo poi abbandonarla per mancanza di risultati”,  dice il Team Principal della Scuderia.

 

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“Noi siamo al vertice da quasi tre lustri: in quattordici anni abbiamo vinto altrettanti titoli iridati (sei Piloti e otto Costruttori) e abbiamo conquistato 107 vittorie su 242 Gran Premi disputati e i cambiamenti all’interno della Gestione Sportiva sono sempre stati minimi. Le persone che oggi sono nei ruoli nei ruoli nevralgici sono alla Ferrari da tanti anni e hanno vinto molto. Questo non vuol dire immobilismo, tutt’altro. Sappiamo che dobbiamo avere un rendimento migliore in alcuni settori e abbiamo già rafforzato la struttura con alcuni innesti, come quello di Pat Fry che riveste il ruolo di Vicedirettore Tecnico ed è impegnato su alcuni progetti trasversali a varie aree, legate alla nuova macchina”.

 

“Voglio ringraziare ancora una volta Fernando per quello che ha saputo fare al suo primo anno con noi” – conclude Domenicali – Conoscevamo il suo talento ma aver avuto la possibilità di averlo nella nostra squadra ci ha fatto apprezzare le sue qualità di uomo e di leader. Posso capire quale sia la sua sofferenza in queste ore e mi dispiace molto per l’errore che la squadra ha commeso. Ci ha creduto fino in fondo ed è stato straordinario nel trasmetterci la sua fiducia: ieri non siamo riusciti a vincere insieme un titolo che abbiamo inseguito fino all’ultimo, con grande tenacia, ma faremo di tutto per riuscirci l’anno prossimo, perché la magnifica condanna della Ferrari è una sola: vincere”.

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