FORMULA 1/ Gp Monza, Capelli: Red Bull superiori, ma le Ferrari… (esclusiva)

- La Redazione

Il Mondiale di Formula Uno prevede l’appuntamento con il circuito di Monza, vera e propria casa della Ferrari. IVAN CAPELLI, in esclusiva, ha parlato con noi della gara.

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Fernando Alonso (foto Ansa)

Il Gran Premio di Monza è ormai un appuntamento a cui gli innamorati della rossa più famosa al mondo non possono assolutamente mancare: e anche quest’anno saranno in tanti a tifare e a sognare un successo di Alonso o di Massa. Nonostante la superiorità delle due Red Bull sembra essere incontrastabile. Ma l’anno scorso qui vinse proprio Alonso e nulla vieta che la storia possa ripetersi, regalando emozioni al popolo ferrarista. Per parlare di Monza e del Mondiale di Formula Uno è intervenuto – in esclusiva a ilsussidiario.net – Ivan Capelli, ex pilota di F1 e commentatore dei Gran Premi sui canali Rai.

Il Mondiale di Formula Uno è davvero finito?

Beh, diciamo che Vettel ha veramente tanti punti di vantaggio sugli altri piloti: è come se avesse tre Gran Premi di scarto a suo favore. Non deve correre senza particolari pressione e può gestire questo Campionato del Mondo in assoluta tranquillità.

Cos’hanno in più le Red Bull rispetto alle altre macchine?

Hanno sicuramente più affidabilità. E’ una macchina che poi non nasce improvvisamente: c’è dietro un lavoro di anni, fatto con estrema meticolosità e assoluta precisione. E i risultati si vedono fino in fondo.

Quindi Red Bull e Vettel imbattibili anche a Monza?

Non ne sarei così sicuro. Monza è un circuito veloce, con caratteristiche particolari che possono favorire altri team di Formula Uno. Un circuito dove anche la Ferrari è in grado di dire la sua sul risultato finale di questa corsa.

Vedremo quindi un Alonso in lotta per la vittoria?

Non mi stupirei di vedere il pilota spagnolo e lo stesso Massa competere con le Red Bull in una gara straordinaria. In fondo nel 2010 fu proprio Alonso a vincere a Monza.

Altre squadre favorite?

Direi che sono due: la McLaren e la Mercedes. La squadra tedesca ultimamente sta utilizzando un motore molto valido e può contare sulla classe e sull’esperienza di quel grande pilota che è Michael Schumacher.

Ci sono team che possono essere la sorpresa in questo Gran Premio?

La Force India potesse essere un team molto valido, in grado di fare bene in questo circuito. Staremo a vedere, perché questa scuderia potrebbe non aver ancora fatto il salto di qualità per competere con le Red Bull e gli altri team favoriti a Monza.

Monza è sempre e comunque uno spettacolo…

Sì: spettacolo di pubblico e di Formula Uno. Monza è unica nel suo genere: rappresenta l’anima della festa di questo sport. Invidio i piloti che saliranno sul podio domenica e che si godranno il bagno di folla.

Quali sono secondo lei i piloti emergenti di questo Mondiale di Formula Uno?

Direi Perez e Maldonato.

Quando invece un pilota italiano tornerà a guidare una Ferrari?

Attualmente ci sono Trulli e Liuzzi. Forse però a loro difficilmente sarà data la possibilità di guidare una Ferrari. Poi ci sono dei buoni piloti nelle Formule minori. Ma credo che passerà ancora un po’ di tempo prima che un pilota italiano possa guidare una Ferrari.

Per lei invece è stata un’esperienza indimenticabile essere pilota della Ferrari…

E’ un qualcosa che mi porterò sempre nel cuore, un’esperienza indimenticabile. Non erano tempi facili per la Ferrari, che faceva tanta fatica in termini di competitività. Rimane comunque qualcosa di straordinario essere stato il pilota della Ferrari.

I suoi erano tempi diversi da quelli attuali? Com’era la Formula Uno quando correva lei?

Si dava spazio più al pilota e meno alla macchina: era certamente una Formula Uno differente, non così tecnologica. Direi quasi più umana.

Ha conosciuto Enzo Ferrari?

Si l’ho conosciuto. Era un personaggio sempre lucido, tagliente e geniale. Un uomo che ha contributo alla grandezza di questa macchina, ma anche di tutta la Formula Uno.

Secondo lei quali sono i tre piloti più grandi di sempre?

Non posso non mettere al primo posto Ayrton Senna, un pilota straordinario che sapeva intendere a trecessosessanta gradi questa professione, inserendo cose come la preparazione fisica, la capacità di saper guidare una monoposto di formula uno, l’approccio stesso con la gara. Poi metterei Schumacher. Quiindi Alonso, Vettel e Hamilton.

I ferraristi metterebbero anche Villeneuve tra i piloti più grandi di sempre…

Sì, anche se lui più che vincere pensava solo ad andare sempre più veloce… Villenueve era l’emblema di un pilota che voleva andare oltre ogni limite, andare più forte della velocità.

 

(Franco Vittadini)

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