FORMULA 1/ Michael Schumacher ufficializza il ritiro a fine stagione

- La Redazione

Michael Schumacher ha annunciato oggi a Suzuka il ritiro dalla Formula 1 a fine stagione. Finisce così la carriera del sette volte campione del Mondo, nelle ultime tre stagioni in Mercedes.

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Michael Schumacher (Infophoto)

Stavolta è per sempre: Michael Schumacher oggi a Suzuka ha ufficializzato che a fine stagione si ritirerà dalle competizioni. L’annuncio del campione tedesco è stato l’evento principale del giovedì che precede il Gran Premio del Giappone. Schumacher, evidentemente commosso e con gli occhi lucidi, ha letto una dichiarazione che conferma la fine della sua ‘seconda carriera’ in Formula 1. Il pilota della Mercedes si è detto “sollevato e felice”, durante la lettura di quelle righe che sancivano definitivamente la fine della carriera del pilota più vincente di sempre nel massimo sport automobilistico. In una hospitality della Mercedes gremita di telecamere, fotografi e giornalisti, seduto tra Ross Brawn e Norbert Haug, Schumacher ha detto basta. All’età di 43 anni e mezzo sente di avere “le batterie che stanno ancora una volta arrivando vicino al rosso” e dichiara con sicurezza: “E’ tempo di riprendere la vita normale. Non so cosa farò e per ora non prenderò nessuna decisione per il futuro. Voglio solo finire il campionato facendo al 100% il mio dovere”.

Il sette volte campione del Mondo – uno dei tanti record di una carriera da leggenda – è stato appiedato dall’arrivo in Mercedes di Lewis Hamilton, e si è dovuto rassegnare all’idea che non ci fossero altre soluzioni all’altezza, degne di far proseguire bene la storia agonistica di una leggenda di questo sport. Certo, già questi tre anni non sono stati proprio all’altezza di quanto Schumi si aspettasse. Le due soddisfazioni più importanti sono arrivate quest’anno: il podio di Valencia e la pole position a Montecarlo. Per il resto alcune belle gare – più frequenti sulle piste ‘storiche’ come Spa e Monza – ma anche prestazioni incolori e incidenti, ultimo quello di Singapore che lo costringerà a subire una penalizzazione a Suzuka. “In questi tre anni non abbiamo raggiunto il traguardo di creare una squadra vincente alla Mercedes, ma a volte impari più in una sconfitta che in una vittoria”, ha spiegato Schumacher: “Era da un po’ che pensavo a questa soluzione. Sono stati tre anni duri, è difficile mantenere le motivazioni e le energie, soprattutto quando gli anni passano. Questa decisione non mi rende triste, anzi. Sono felice perché adesso mi sento libero”. Cosa che probabilmente non era avvenuta nel 2006, quando si ritirò per la prima volta ma forse non con piena convinzione.

Schumacher rivendica comunque di essere ancora un pilota all’altezza: “Anche se sono ancora in grado di competere con i migliori piloti, a un certo punto è giusto fermarsi e dire addio. Durante il mese scorso ho riflettuto molto, non ero sicuro di avere le giuste motivazioni e l’energia necessaria per correre ancora. Non è nel mio stile andare avanti se non sono al 100%, ora che ho deciso mi sento più sollevato”. Al di là del giudizio su questi tre anni, resta il momento dei saluti per l’uomo dei record in Formula 1. Una carriera iniziata portando ad un doppio titolo mondiale una scuderia “piccola” come la Benetton, e poi naturalmente resa leggendaria dall’epopea in Ferrari, riportata alla vittoria dopo 20 anni di digiuno e al successo di cinque Mondiali consecutivi. I numeri sono impressionanti: sette titoli mondiali, 91 gran premi vinti, 155 podi, 68 pole position, 77 giri veloci. Numeri da Kaiser, numeri da Michael Schumacher.

 

(Mauro Mantegazza)

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