FORMULA UNO/ Il ritiro di Michael Schumacher, Minardi: se ne va un mito dell’automobilismo (esclusiva)

- int. Giancarlo Minardi

GIANCARLO MINARDI ci parla della straordinaria carriera di Michael Schumacher, che oggi ha ufficializzato il proprio ritiro dalla Formula 1 al termine di questa stagione con la Mercedes.

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Michael Schumacher (Infophoto)

Michael Schumacher ha annunciato il suo ritiro dalle corse. Il sette volte campione del mondo (due con la Benetton, cinque con la Ferrari) ha deciso di lasciare la Formula Uno. Decisione che aveva già preso nel 2006, per poi tornare nel 2010, a 41 anni, con la Mercedes, nel tentativo di vincere l’ottavo titolo mondiale con un programma triennale che avrebbe dovuto portare la casa di Stoccarda ai vertici assoluti. Così però non è stato: il bilancio di Schumacher con la monoposto tedesca parla di un solo podio e di una pole position in tre stagioni. Numeri molto diversi da quelli ai quali il campione di Kerpen era abituato – ed aveva abituato i suoi tifosi: sette titoli mondiali, 91 Gran Premi vinti, 155 podi e 68 pole position. Ha scritto pagine leggendarie di questo sport, con la Benetton prima e con la Ferrari poi. In particolare, aveva riportato la scuderia di Maranello alla vittoria del titolo mondiale dopo 20 anni di digiuno e per cinque stagioni consecutive (clicca qui per leggere di più sul suo ritiro). Numeri incredibili di questo pilota, che rimarrà sicuramente nel cuore di tanti tifosi. Per commentare il suo ritiro abbiamo sentito Giancarlo Minardi. Eccolo in questa intervista a ilsussidiario.net.

Schumacher ha annunciato il ritiro definitivo: se ne va un mito della Formula Uno?

Direi proprio di sì. Un pilota che ha vinto così tanti titoli mondiali è un personaggio che ha certamente lasciato il segno nella storia della Formula Uno.

In che posizione lo metterebbe tra i piloti più forti di tutti i tempi?

Non si possono fare classifiche, non credo sia possibile capire se sia stato meglio Fangio o Senna o Prost o Schumacher. Si diceva che Fangio fosse il più forte perché aveva vinto cinque titoli mondiali, poi Schumacher ne ha vinti sette. Ma comunque ripeto: non si possono fare classifiche.

E come lo definirebbe?

Schumacher è stato un pilota che ha vinto tanto. Semplicemente questo: ha fatto cose straordinarie con le macchine che aveva quando queste erano competitive.

Cosa pensa del suo periodo in Ferrari?

Incredibile, ha vinto cinque titoli con la Ferrari: ha fatto cose irripetibili anche se noi tutti naturalmente speriamo di no, speriamo che Alonso possa arrivare con la Ferrari ai traguardi raggiunti da Schumacher.

Però alla Mercedes ha deluso: colpa della macchina o del pilota?

Non credo che Schumacher possa avere colpe particolari. Semplicemente la macchina non c’era e lui ha potuto fare poco con una Mercedes così.
O forse Schumacher non era più quello dei tempi migliori?

No, perché anche Rosberg, che certo non è un pilota di secondo piano, con la Mercedes ha vinto solo un Gran Premio. 

In ogni caso cosa perderà la Formula Uno?

Perderà un campione del Mondo di grande valore tecnico. D’altronde il tempo passa per tutti e credo che Schumacher abbia fatto la scelta giusta.

Pensa che rimarrà nell’ambiente o staccherà per sempre come tanti altri piloti?

Non lo so se questo accadrà. Dico solo che passare dal ruolo di pilota ad altri incarichi non è per niente facile. E’ completamente diverso e non sempre si riesce a ottenere gli stessi risultati che si facevano in pista.

 

(Franco Vittadini)



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