FORMULA 1/ Gran Premio del Giappone, S. Modena: Alonso corre in attesa, a Suzuka la Ferrari sarà a suo agio (esclusiva)

- int. Stefano Modena

Si sono disputate oggi le prove libere del Gran Premio del Giappone 2012 di Formula 1 a Suzuka: commentiamo i risultati con l’ex pilota STEFANO MODENA, fiducioso sulle possibilità Ferrari

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Sebastian Vettel e Fernando Alonso (Infophoto)

Oggi, nelle prime ore del mattino italiano, è cominciato sul circuito di Suzuka il fine-settimana del Gran Premio del Giappone di Formula 1. La prima giornata di prove libere ha promosso Red Bull (Mark Webber primo, Sebastian Vettel terzo) e McLaren, con Jenson Button il migliore al mattino e Lewis Hamilton che è apparso il pilota messo meglio come passo-gara. Sembra invece dovere correre ancora in difesa Fernando Alonso, quinto con la Ferrari, mentre Felipe Massa ha chiuso al nono posto (clicca qui per leggere la cronaca e tutti i risultati di FP1 e FP2). Naturalmente però i momenti più attesi saranno domani con le qualifiche alle 7.00 ore italiane, e domenica con il Gran Premio che scatterà quando in Italia saranno le 8.00. Per parlare di questo Gran Premio del Giappone abbiamo sentito Stefano Modena, ex pilota di Formula Uno dal 1987 al 1992. Eccolo in questa intervista per ilsussidiario.net.

Come vede questo Gran Premio del Giappone?

Devo dire che Alonso si potrà giocare le sue chance, ma Hamilton e Vettel potrebbero fare molto bene. Alonso potrà essere un outsider: negli ultimi Gran premi ha mantenuto sempre una grande regolarità, è arrivato sempre al termine delle gare, a differenza della McLaren e della Red Bull che hanno mostrato diverse volte i problemi meccanici della loro vettura.

Gli altri piloti o le altre squadre cosa potrebbero far bene?
Button è sempre un pilota di grande esperienza, molto affidabile. Webber fa bene in prova, ma spesso delude in gara: è un pilota altalenante. La Lotus è sempre un enigma dall’inizio del campionato. Mi piacerebbe vedere quello che farà Perez, che sta dimostrando con la Sauber di avere grandi qualità. Il suo compagno giapponese (Kobayashi, ndr) su questa pista di casa potrebbe fare un exploit.

Come giudica il tracciato?

Mi sembra un tracciato favorevole alla Ferrari, dove Alonso potrà trovarsi molto a suo agio.
Webber primo nelle prove libere: si aspettava questo risultato del pilota australiano?

Ripeto, Webber è pilota che in questi anni non ha mai mostrato mai costanza di rendimento. Bene nelle prove, male in gara. Certo che la Red Bull è molto migliorata negli ultimi Gran Premi.
Poi c’è Hamilton: è lui il favorito di questo Gran Premio?

Hamilton potrà fare sicuramente molto bene. Ma sia la McLaren sia la Red Bull dovranno stare attenti ai problemi meccanici che ne limitano spesso il rendimento durante la gara, costringendo i loro piloti a fermarsi.

Red Bull comunque protagoniste su questo circuito?

Come ho detto prima, le due Red Bull hanno ripreso una costanza di rendimento che è sintomo di quei miglioramenti che hanno fatto, come la McLaren.

Alonso solo quinto: c’è da preoccuparsi?

Sì, ma le prove libere non sono mai veramente attendibili, si cerca l’assetto ideale della macchina, le gomme giuste da usare in gara. Poi Alonso è sicuramente il pilota più completo di tutti, sa leggere la gara, sa interpretarla al modo giusto, non si fa mai prendere dall’ansia che prende certe volte gli altri piloti.

Sembra in ogni caso che la Ferrari abbia qualcosa in meno della McLaren e della Red Bull in questo momento…

Non sono d’accordo, secondo me dipende dagli ultimi circuiti non favorevoli per la Ferrari, che con Alonso arriva sempre in zona punti. Tutti dicono che corre in difesa, io direi che corre in attesa, gestendo il vantaggio di punti che il pilota spagnolo ha nel Campionato del Mondo.

Cosa è cambiato da quando correva lei in Formula Uno?
Ci sono stati tanti miglioramenti nella sicurezza, nell’evitare incidenti spesso letali. D’altra parte il mondo della Formula Uno mi sembra molto più freddo, tutto sembra calcolato fino in fondo, quasi si rispondesse a un grande business che decide tutto. Si è perso un po’ l’aspetto umano di questo sport che un tempo era così preminente, così importante.

 

(Franco Vittadini)



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