FORMULA 1/ Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, Hermann Tilke racconta il circuito

- La Redazione

Domenica la Formula 1 tornerà dopo 5 anni a disputare il Gran Premio degli Stati Uniti. Si corre sull’inedito circuito di Austin, descritto così dal progettista Hermann Tilke

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La partenza del Gran Premio a Indianapolis nel 2006 (Infophoto)

Questa domenica torna in pista la Formula 1, per il penultimo appuntamento con il Mondiale 2012: l’inedito circuito di Austin (in Texas) ospiterà il Gran Premio degli Stati Uniti, che ritorna nel calendario dopo cinque anni di assenza. L’attesa tra gli appassionati è grandissima, perché la lotta per la conquista del titolo iridato è ancora vivissima, con il campione in carica Sebastian Vettel che conduce la classifica con 10 punti di vantaggio su Fernando Alonso. Sarà lotta fino all’ultima curva tra il tedesco della Red Bull e lo spagnolo della Ferrari, insomma. Quindi, è più che comprensibile il fatto che tutti stiano in questi giorni cercando di capire quali siano le caratteristiche principali di questo ‘Circuito delle Americhe‘. Come tutti i tracciati che sono entrati nel calendario della Formula 1 da Sepang (1999) in poi, anche questo impianto texano è stato progettato dall’architetto tedesco Hermann Tilke, uomo di fiducia del boss del Circus, Bernie Ecclestone. Allora, ci affidiamo proprio alle parole di Tilke per cercare di descrivere il circuito di Austin.

Il progettista tedesco sottolinea anzitutto la principale peculiarità del circuito, cioè il suo andamento ondulato, con dislivelli molto marcati: “Ci hanno messo a disposizione un terreno lungo e stretto, leggermente collinare, così ho pensato di sfruttare sino in fondo queste caratteristiche. La pendenza massima in salita è pari al 14,6%, in discesa del 12,4%”. Tilke paragona quindi Austin alla mitica Eau Rouge di Spa, e tra i tracciati che non sono più in calendario Brands Hatch e il vecchio Nurburgring. Le difficoltà cominceranno già dalla prima curva, come racconta l’architetto: “L’unica zona piatta è quella del rettifilo del traguardo, ma già alla fine dei box la pista inizia a salire e la prima curva è molto impegnativa in quanto dentro la macchina gli occhi del pilota punteranno il cielo e ci vorrà in po’ di tempo per cominciare a capire la traiettoria corretta”. Sarà dunque fondamentale girare molto nelle prove libere, per imparare a conoscere tutti i segreti del tracciato, che Tilke definisce “uno dei più difficili del Mondiale, con diversi tranelli e punti dove è facile commettere errori”. Su questo probabilmente fa affidamento Alonso, che deve recuperare lo svantaggio da Vettel.

Tilke descrive anche la seconda parte del circuito: “Un lungo rettifilo conduce all’Arena, la zona dove saranno concentrati gli spettatori e dove ci saranno una serie di curvette lente chiuse da un tornantino”. Infine, un accenno all’aspetto architettonico dell’impianto: “Il principio alla base del mio lavoro è quello di far emergere l’anima del Paese dove si corre: ad Austin esprimo la modernità degli Stati Uniti”.

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