FORMULA 1/ Gran Premio del Brasile (Interlagos): cronaca, ordine d’arrivo, classifiche costruttori e piloti

- La Redazione

Niente da fare per Fernando Alonso: Sebastian Vettel arriva sesto a Interlagos e il piazzamento gli basta per laurearsi per la terza volta consecutiva campione del mondo di Formula 1.

Interlagos
Infophoto

E’ sfumato il sogno mondiale di Fernando Alonso. Come tante in volte in passato la pista di Interlagos si rivela piena di emozioni: alla fine Sebastian Vettel conquista il terzo titolo mondiale consecutivo (solo Michael Schumacher con 5 e Fangio con 4 hanno fatto meglio, ma nessuno era mai stato tricampione del mondo a 25 anni di età) come era nelle previsioni della vigilia; il tedesco partiva da un vantaggio di 13 punti e l’esito più scontato era questo. Tuttavia, per come si era messa la gara, si può dire che Alonso abbia accarezzato il sogno di vincerlo lui, il terzo mondiale in carriera, e di non averci messo le mani sopra per un nulla. Stavolta però non c’è stato nessun epilogo stile 2008, ma nemmeno 2007: lo spagnolo si è ritrovato secondo quasi per incanto, favorito da una serie di situazioni esterne, e Vettel è stato costretto a ripartire dal fondo del gruppo non per errori suoi. Il sesto posto finale del pilota Red Bull gli vale quindi l’iride: 281 i punti del tedesco, 278 quelli di Alonso che viene beffato per quelli che sono dettagli; chiamatela sfortuna (le due eliminazioni in partenza per contatti causati da rivali), chiamatela fortuna di Vettel che non ha avuto situazioni sfavorevoli da vivere (non è del tutto vero), ma la realtà è che dal Gran Premio di Germania in poi (ed eravamo a fine luglio) la Ferrari non ha più tenuto il passo della Red Bull, e che solo un miracolo avrebbe potuto permettere allo spagnolo di fregiarsi del titolo. Va riconosciuta una cosa tuttavia: Alonso è andato ben al di là dei meriti della sua macchina, ha saputo spingersi oltre i limiti tecnici di una Rossa impietosa nel confronto anche con la McLaren (oggi vincitrice con Button per la settima volta in stagione). Gli incidenti di Belgio e Giappone lasciano il tempo che trovano: certo, con il senno di poi staremmo raccontando un’altra storia, ma di episodi simili bisogna tenere conto nell’arco di una stagione, e Vettel nel complesso è stato più costante e ha avuto una macchina migliore quando contava. Eppure il miracolo si stava concretizzando al via: c’è qualche goccia di pioggia, Alonso scatta benissimo portandosi dietro Hamilton e Button saltando in un sol colpo Webber e Massa. Il tripudio c’era stato poco prima: Vettel, toccato da Bruno Senna, si gira sulla pista ed è costretto a una rimonta  che manda in orbita tutto il box Ferrari. Nel frattempo Alonso compie due dritti su una pista che si bagna sempre più per la pioggia che aumenta di intensità, sul primo di questi viene passato da Hulkenberg e tre giri più tardi, dopo un altro testacoda  Red Bull (di Webber) gli segnalano che Vettel è già ottavo. Scattano i taccuini e le calcolatrici per fare conti: Alonso con il quarto posto deve sperare che il tedesco non faccia punti. Davanti è monologo McLaren, ma poi la pista si asciuga e chi ha montato intermedie da bagnato paga: ne approfitta Hulkenberg, che si porta in testa davanti alle due McLaren; ma ne approfitta anche Button, che come Hulkenberg ha montato le slick da subito e prende un grande vantaggio. Alonso ha la quarta posizione, ma adesso Vettel è immediatamente dietro. Al 23esimo giro prima Safety Car: detriti in pista, Hulkenberg e Button riescono a entrare in tempo nella pit lane e cambiano le gomme nello stesso ordine. Al 31esimo giro Hamilton passa Button, va all’inseguimento di Hulkenberg e lo passa 17 giri più tardi sfruttando una vistosa sbandata del tedesco della Force India; ma stiamo andando avanti. Al 24esimo giro nuove speranze per la Ferrari: Massa passa Vettel, che quasi si scansa perchè il sesto posto gli va bene. Il brasiliano poi salta anche Kobayashi, diventa quinto e va a prendere Alonso per cercare di dargli una mano. Dietro, Vettel perde una posizione, e Alonso comincia a crederci: confermando il quarto posto avrebbe bisogno “solo” di un ritiro della Red Bull numero uno. Solo che la pista si asciuga, e le posizioni si cristallizzano. Altro pit stop per montare gomme da asciutto, ed ecco al 55esimo giro il colpo di scena che fa balzare il cuore nel petto dei tifosi della Rossa: Hulkenberg arriva lungo nel tentativo di passare Hamilton, tocca l’inglese e lo costringe al ritiro, mentre lui prosegue ma è secondo, passato da Button. Al 59esimo giro però la FIA fa il suo dovere: drive through per Hulkenberg, che si ritrova quinto. A questo punto Button precede Massa e Alonso (si erano scambiati la posizione attraverso le soste ai box) ed è pressochè scontato quello che succederà: accade al 62esimo giro, quando il brasiliano alza il pedale e Fernando si prende la seconda posizione. I secondi da Button però sono 20, mancano nove giri: Vettel dov’è? Eccolo, è settimo e gli va bene: sarebbe iridato per un solo punto. La Ferrari spera in un miracolo: che Button rompa, che Vettel tocchi qualcuno, che Alonso rimonti più di due secondi al giro alla McLaren. Non succede niente di tutto questo: anzi, pur se la pioggia aumenta di intensità Vettel passa Schumacher due giri più avanti e si prende la sesta posizione. Alonso non recupera, adesso il pilota Red Bull sarebbe iridato per tre punti. Si cambia ancora ai box: i meccanici Red Bull clamorosamente non sono pronti, Vettel perde tempo, si torna a sperare, ma il tedesco mantiene la posizione. Finisce tutto al 70esimo giro: Paul Di Resta trova il muro, entra in pista la Safety Car per l’ultima volta nel mondiale 2012. I piloti si accodano, Alonso mangia la pista e riprende Button ma non serve a niente: il primo posto che gli varrebbe il titolo è irraggiungibile perchè il traguardo si taglia tutti in fila. Sebastian Vettel è campione del mondo: al di là di tutto, un titolo meritato. C’è anche il thriller finale: qualcuno avrebbe visto un sorpasso di Vettel con le bandiere gialle esposte. La direzione corse, tuttavia, sembra non aver notato niente, così come i box Ferrari. Alonso mastica amaro, ma personalmente non ha niente da recriminare. Può consolarsi con un dato: prima del pokerissimo in Ferrari, Michael Schumacher (onore: oggi la sua ultima gara in Formula 1) ha dovuto trascorrere quattro anni di delusioni.

Pos No Driver Team Laps Time/Retired Grid Pts
1 3 Jenson Button McLaren-Mercedes 71 Winner 2 25
2 5 Fernando Alonso Ferrari 71 +2.7 secs 7 18
3 6 Felipe Massa Ferrari 71 +3.6 secs 5 15
4 2 Mark Webber Red Bull Racing-Renault 71 +4.9 secs 3 12
5 12 Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 71 +5.7 secs 6 10
6 1 Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault 71 +9.4 secs 4 8
7 7 Michael Schumacher Mercedes 71 +11.9 secs 13 6
8 17 Jean-Eric Vergne STR-Ferrari 71 +28.6 secs 17 4
9 14 Kamui Kobayashi Sauber-Ferrari 71 +31.2 secs 14 2
10 9 Kimi Räikkönen Lotus-Renault 70 +1 Lap 8 1
11 21 Vitaly Petrov Caterham-Renault 70 +1 Lap 19  
12 25 Charles Pic Marussia-Cosworth 70 +1 Lap 22  
13 16 Daniel Ricciardo STR-Ferrari 70 +1 Lap 15  
14 20 Heikki Kovalainen Caterham-Renault 70 +1 Lap 20  
15 8 Nico Rosberg Mercedes 70 +1 Lap 9  
16 24 Timo Glock Marussia-Cosworth 70 +1 Lap 21  
17 22 Pedro de la Rosa HRT-Cosworth 69 +2 Laps 24  
18 23 Narain Karthikeyan HRT-Cosworth 69 +2 Laps 23  
19 11 Paul di Resta Force India-Mercedes 68 +3 Laps 10  
Ret 4 Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 54 Accident 1  
Ret 10 Romain Grosjean Lotus-Renault 5 Accident 18  
Ret 18 Pastor Maldonado Williams-Renault 1 +70 Laps 16  
Ret 19 Bruno Senna Williams-Renault 0 Accident 11  
Ret 15 Sergio Perez Sauber-Ferrari 0 Accident 12

Pos Team Points
1 Red Bull Racing-Renault 460
2 Ferrari 400
3 McLaren-Mercedes 378
4 Lotus-Renault 303
5 Mercedes 142
6 Sauber-Ferrari 126
7 Force India-Mercedes 109
8 Williams-Renault 76
9 STR-Ferrari 26
10 Caterham-Renault 0
11 Marussia-Cosworth 0
12 HRT-Cosworth 0
Pos Driver Nationality Team Points
1 Sebastian Vettel German Red Bull Racing-Renault 281 
2 Fernando Alonso Spanish Ferrari 278
3 Kimi Räikkönen Finnish Lotus-Renault 207
4 Lewis Hamilton British McLaren-Mercedes 190
5 Jenson Button British McLaren-Mercedes 188
6 Mark Webber Australian Red Bull Racing-Renault 179
7 Felipe Massa Brazilian Ferrari 122
8 Romain Grosjean French Lotus-Renault 96
9 Nico Rosberg German Mercedes 93
10 Sergio Perez Mexican Sauber-Ferrari 66
11 Nico Hulkenberg German Force India-Mercedes 63
12 Kamui Kobayashi Japanese Sauber-Ferrari 60
13 Michael Schumacher German Mercedes 49
14 Paul di Resta British Force India-Mercedes 46
15 Pastor Maldonado Venezuelan Williams-Renault 45
16 Bruno Senna Brazilian Williams-Renault 31
17 Jean-Eric Vergne French STR-Ferrari 16
18 Daniel Ricciardo Australian STR-Ferrari 10
19 Vitaly Petrov Russian Caterham-Renault 0
20 Timo Glock German Marussia-Cosworth 0
21 Charles Pic French Marussia-Cosworth 0
22 Heikki Kovalainen Finnish Caterham-Renault 0
23 Jerome D’Ambrosio Belgian Lotus-Renault 0
24 Narain Karthikeyan Indian HRT-Cosworth 0
25 Pedro de la Rosa Spanish HRT-Cosworth 0


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