FORMULA 1/ Fiorio: Alonso il migliore, Vettel ieri fortunato ma globalmente superiore (esclusiva)

- int. Cesare Fiorio

CESARE FIORIO commenta l’appassionante finale del Mondiale di Formula 1, che a Interlagos ha laureato Sebastian Vettel campione ma con soli 3 punti di vantaggio su Fernando Alonso…

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Sebastian Vettel e Fernando Alonso a Interlagos, ma stavolta sono altri i protagonisti (Infophoto)

Ieri pomeriggio un drammatico e spettacolare Gran Premio del Brasile, disputato sotto la pioggia di Interlagos, ha chiuso il Mondiale 2012 laureando campione del Mondo per la terza volta consecutiva Sebastian Vettel. Il pilota della Red Bull è riuscito a conservare tre piccoli ma fondamentali punti di vantaggio su Fernando Alonso, a cui il secondo posto di giornata non è bastato per recuperare i 13 punti di ritardo (clicca qui per la cronaca della corsa e le classifiche mondiali finali). La stagione ci lascia con molti argomenti: la superiorità tecnica della vettura progettata dal genio di Adrian Newey, la grande capacità della Ferrari di rimanere in corsa fino all’ultima gara, e naturalmente il dibattito su chi sia il pilota più forte in circolazione. In questo dibattito sono logicamente coinvolti i due grandi rivali, ma anche lo sfortunatissimo Lewis Hamilton (clicca qui per una descrizione della stagione dei tre piloti). Per commentare sia il Gran Premio che la stagione, abbiamo contattato Cesare Fiorio, direttore sportivo di grande esperienza e attualmente stimato commentatore televisivo. Intervista in esclusiva per IlSussidiario.net.

Gran Premio caotico, proprio come la Ferrari sperava. Però non è bastato… La situazione era abbastanza disperata, e poteva evolvere in favore della Ferrari solo in virtù di qualche episodio estremo. In effetti questo è davvero successo, ma Vettel è stato fortunato a non riportare danni dall’incidente che ha subito alla seconda curva, con tutto il gruppo che lo ha sfiorato. In episodi simili, ad Alonso era andata molto peggio…

La Ferrari poteva fare di più ieri? Direi che ha fatto il massimo con il materiale di cui disponeva. Il problema è che le McLaren erano imprendibili, e lo sarebbe stato anche Hulkenberg senza l’incidente. Detto questo, i rimpianti restano grandi, perché Fernando era il pilota che si sarebbe meritato di più il titolo…

Colpa della macchina, dunque? Sì, più che altro per il rendimento in qualifica. Troppo spesso Alonso è dovuto partire anche dietro a Lotus, Williams o Force India… E questo è un problema anche se hai il pilota migliore.

Quindi Alonso avrebbe meritato più di Vettel? Ecco, purtroppo oggi in Formula 1 contano moltissimo tanti altri aspetti, e globalmente la Red Bull è stata superiore. Da questo punto di vista, è giusto e logico che abbiano vinto loro il Mondiale.

Il vero vincitore quindi è stato Adrian Newey?

Su questo non c’è dubbio. Lui ha vinto con tutte le sue macchine, e ancora una volta ha colpito interpretando il regolamento nel modo migliore.

Comunque per la Ferrari è già stata un’impresa arrivare a soli 3 punti dai più forti… Certamente sì. Alonso e tutta la squadra hanno lavorato benissimo. Onore al merito, e una ‘medaglia d’argento’ non è mai da disprezzare.

Nelle ultime gare è cresciuto molto Massa. Come giudica questa ‘rinascita’? Certamente Massa è migliorato, ma forse c’è anche stata una piccola crisi psicologica di Alonso, quando ha visto che in qualifica non riusciva mai a essere competitivo. Anche così si spiegano alcune qualifiche migliori di Massa rispetto ad Alonso.

Il più sfortunato dell’anno invece è stato Hamilton… Avrebbe potuto vincere il Mondiale? Hamilton è un grande campione, secondo me anche lui è leggermente superiore a Vettel. Però ci sono stati davvero troppi errori del team e una affidabilità troppo scarsa, oltre alla sfortuna di alcuni incidenti. Certamente avrà molti rimpianti.

Ieri invece si è ritirato Schumacher. Cosa lascia il campione tedesco? Ha segnato la storia di questo sport, ha raccolto molto anche se aveva finito da sconfitto la sua prima carriera. Forse per questo ha voluto riprovarci, e non gli è andata bene, ma il suo ruolo resta indiscutibile. Ha segnato un’epoca.

 

(Mauro Mantegazza)



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