RALLY/ Cambiaghi: bello che Kubica continui a correre, gli servirà per il ritorno in Formula 1 (esclusiva)

- int. Anna Cambiaghi

L’ex pilota di rally ANNA CAMBIAGHI commenta in esclusiva la decisione di Robert Kubica di continuare a correre, e ci spiega come questo influirà sull’eventuale ritorno in Formula 1.

Kubica
Robert Kubica (infophoto)

Dal febbraio del 2011 quando rischiò la vita al Rally Ronde di Andora è passato tanto tempo, ma il sogno di Robert Kubica è sempre quello, di tornare a correre in Formula Uno. Attualmente sta gareggiando con successo in alcuni rally italiani, ma ha già dichiarato che il 2013 sarà per lui un anno di allenamento anche nelle gare di velocità per poter sperare di tornare a gareggiare in Formula Uno nel 2014. Il talentuoso pilota polacco ripropone l’antico dilemma, quello cioè se un pilota possa essere competitivo in ogni tipo di gara, dal rally appunto alla stessa Formula Uno. E la vittoria di Kimi Raikkonen al Gran Premio degli Emirati Arabi Uniti domenica dimostra che questo dovrebbe essere possibile. Raikkonen aveva abbandonato la Formula Uno per andare a correre nei rally e adesso eccolo di nuovo competitivo sulla sua Lotus in questo Mondiale 2012. Per parlare di tutto questo abbiamo sentito Anna Cambiaghi, ex pilota che ci ha voluto dare una risposta su questo quesito e sulle possibilità di Kubica di tornare a correre in Formula Uno. Eccola in questa intervista esclusiva rilasciata a ilsussidiario.net.

Cosa pensa di questa scelta di Kubica di continuare a correre nei rally? Direi che è una scelta giusta. Un pilota ha soltanto da imparare a provare tutti i tipi di corse di velocità, dalla Formula Uno ai rally. Così è stata anche la mia esperienza durante la mia carriera.

Per Kubica che è pilota di Formula uno i rally possono essere quindi una palestra per un eventuale ritorno in pista? Direi di più: nei rally si impara ad acquistare improvvisazione, come nelle gare di Formula Uno è molto importante saper far coincidere la velocità della macchina con la propria abilità tecnica di pilota.

Del resto anche Raikkonen prima di tornare in Formula Uno aveva scelto i rally… Certo, è stata un’esperienza che gli è servita molto e si sono visti i risultati in questa stagione, dove è stato molto competitivo nel Mondiale di Formula Uno. Domenica poi ha vinto il Gran Premio degli Emirati Arabi Uniti.

Anche nei rally Kubica sta dimostrando le sue grandi doti tecniche, è d’accordo? Sì, e questo dimostra che un pilota può cimentarsi in tante prove di velocità e in tutte queste può dimostrare tutto il suo talento. Peccato che questa è una tradizione che fa parte più dei piloti francesi che di quelli italiani. Tanto per capirci: secondo me un pilota come Alonso, ritenuto il migliore tra quelli che corrono in Formula Uno, non farebbe male neanche nei rally.

Non è però pericoloso cimentarsi in un altro tipo di corse in cui non si ha particolare dimestichezza? No, perchè basta imparare a gareggiare in questo altro tipo di corse e non si corrono particolari pericoli. Anzi, si mettono a punto quei dettagli che poi potranno servire in seguito nel corso di una carriera. Io ad esempio, correndo sul ghiaccio durante le gare di rally, ho perfezionato il mio stile di guida nella gare di velocità, quando si correva sulle piste bagnate.

Quindi, quando si nasce piloti lo si è in ogni tipo di corsa? 

E’ un po’ nel dna del pilota: se lo sei in Formula Uno, lo sei in ogni tipo di corse. Devi solo perfezionare il tuo stile di guida.

Entriamo nello specifico del rally: Sebastian Loeb è il più grande di tutti i tempi? Direi che oltre a lui, che considero un autentico fuoriclasse, un altro nome che aggiungerei è quello di Walter Rohrl, un altro campione indiscusso della storia dei rally.

Lei è una donna che corre in auto: si sente una “mosca bianca” di questi sport? Un tempo c’erano anche più donne che correvano in auto. Io nella mia carriera ho praticamente provato tutte le specialità dell’automobilismo e ho corso anche nella 24 ore di Le Mans. Adesso il numero di donne che corrono è diminuito.

Come mai, secondo lei? Un po’ perchè c’è sempre questa mentalità per cui i motori devono essere appannaggio esclusivo degli uomini, un po’ perchè è rimasta questa consuetudine che le stesse donne non hanno il coraggio di provare a cimentarsi in questi sport.

Un ultima domanda: si può essere nello stesso tempo grandi piloti nell’automobilismo e nel motociclismo? Non posso giudicarlo personalmente. Forse non è così semplice essere campioni sia nelle auto che nelle moto, perchè c’è un diverso approccio a questi sport. Ma ci sono anche stati casi di personaggi che hanno eccelso in entrambi gli sport, come lo stesso Mike Hailwood.

 

(Franco Vittadini)

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