TEST FORMULA 1/ Boccafogli: Red Bull già avanti, ma aspettiamo la “rivoluzione” Ferrari (esclusiva)

- La Redazione

ROBERTO BOCCAFOGLI, firma del giornalismo motoristico e commentatore Rai di F1, commenta i risultati della terza giornata di test sul Circuit de Catalunya a Montmelò, a Barcellona

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Sebastian Vettel, vincitore di questo Gran Premio (Infophoto)

«In test come questi si fanno notare soprattutto i piccoli team, che sono spesso portati a dover fare un ottimo tempo anche solo per impressionare positivamente gli sponsor, una necessità per tutte quelle altre squadre che non sono Red Bull, McLaren o Ferrari». Roberto Boccafogli, firma del giornalismo motoristico e commentatore Rai di F1, commenta in questa intervista per IlSussidiario.net i risultati della terza giornata di test sul Circuit de Catalunya a Montmelò, nei pressi di Barcellona, che hanno visto chiudere in testa Pastor Maldonado. Il pilota venezuelano della Williams, utilizzando le Pirelli a mescola super soft, ha ottenuto in mattinata il miglior tempo di 1’22″391.

Oltre ai top team, anche le squadre minori come Toro Rosso e Force India sono partite bene…

E’ vero, la Toro Rosso e la Force India sembrano partite molto bene, anche se probabilmente le ragioni sono quelle che dicevamo poco fa. La Force India ha bisogno di fare appeal sugli sponsor, è stata una macchina veloce non solo lo scorso anno ma anche due anni fa sulle piste con poco carico aerodinamico, e adesso è difficile dire cosa stia provando. E’ però molto complicato valutare la consistenza tecnica dei piccoli in questi test di inizio campionato, proprio per le motivazioni che abbiamo accennato.

Per quanto riguarda invece i top team, crede che la Red Bull stia già partendo da una posizione di vantaggio?

Certamente è in vantaggio, perché conosce bene il materiale e la filosofia della monoposto, che il team ha dovuto modificare visto che non sono più consentiti i cosiddetti scarichi “soffiati”. Il vantaggio aerodinamico è comunque evidente, ed è fin da subito chiaro che la macchina ha un equilibrio assolutamente eccezionale.

La Ferrari ha invece operato cambiamenti molto notevoli. Come giudica questa fase di “apprendistato”?

Più che un apprendistato, la Ferrari ha dovuto intraprendere una vera e propria rivoluzione: l’anno scorso è stata pesantemente sconfitta, e giustamente adesso deve provare a imboccare strade completamente diverse. Questo la mette però in difficoltà, perché va a scontrarsi contro realtà tecniche già da molto consolidate, vedi Red Bull e McLaren nel finale di stagione. Il problema è che se partiamo con la consapevolezza che la Red Bull sia da subito una vettura vincente, o quantomeno ipercompetitiva, allo stesso modo abbiamo la certezza che la Ferrari in questo momento non sia potenzialmente vincente, ed ecco che allora avrà bisogno di notevoli sviluppi e modifiche.

Alonso sembra particolarmente soddisfatto delle gomme, che andando prima in temperatura potrebbero portare notevoli vantaggi nelle qualifiche.

Questo è vero, ma stiamo parlando di dati che la Ferrari avrebbe dovuto già avere in mano da tempo, e che invece sta rilevando solo ora in pista. Quindi a mio giudizio questa non è una notizia così positiva per la casa di Maranello.  

Quali sono i maggiori problemi da risolvere secondo lei?

Non è facile da dire, perché la Ferrari non li comunica con piacere. Posso dire però con certezza che non c’è quel grandissimo appoggio aerodinamico che invece sembra essere già una sicurezza per la Red Bull. Il progetto della Ferrari è in via di sviluppo, si stanno provando diversi tipi di soluzioni con gli scarichi ma, pur non sapendo niente con certezza, la Red Bull sembra orientata su una strada più precisa.

Crede comunque che una rivoluzione in casa Ferrari fosse d’obbligo?

Sì, bisognava assolutamente cambiare, quindi condivido la scelta di provare qualcosa di nuovo. E’ però troppo presto per poter essere d’accordo con il progetto Ferrari, che ancora non è chiaro.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro adesso che non c’è più neanche un pilota italiano a correre?

Il futuro italiano dipende in particolare da due fattori: quello economico, che quindi ci vede più in difficoltà rispetto ai cosiddetti mercati emergenti, e quello tecnico, perché il nostro vivaio non sembra contenere piloti molto interessanti, a differenza di altre nazioni. Speriamo che iniziative come quella della Ferrari Driver Academy possano dare qualche importante risultato in futuro.

Un’ultima domanda: cosa possiamo invece aspettarci dalla Mercedes dopo il notevole ritardo nella presentazione della macchina?

Una totale imprevedibilità perché, nonostante il ritardo, sembrano comunque molto sicuri. Ci sono solo tre sessioni in pista prima del Mondiale, e una l’hanno comunque persa per averla fatta con la  monoposto precedente. Nonostante l’apparente tranquillità dovranno comunque andar bene, anche perché immagino che si tratti dell’ultimo anno di Schumacher.

 

(Mauro Mantegazza)  

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