FORMULA 1/ Gran Premio d’Australia 2012 (Melbourne): la cronaca e la classifica

- La Redazione

Il primo Gran Premio della stagione 2012 di Formula 1 ha vissuto di grandi emozioni e ha delineato il quadro di un campionato del mondo. La cronaca del Gran Premio di Formula 1 di Australia

ferrari_alonso_vettura_R400
Infophoto

Il primo Gran Premio della stagione 2012 di Formula 1 ha vissuto di grandi emozioni e ha subito delineato il quadro di un campionato del mondo che vede già protagoniste la McLaren e la Red Bull. La Ferrari ha deluso, in parte, ma ha mostrato di aver materiale su cui lavorare anche se il mezzo passo falso dopo i test si è fatto sentire soprattutto per quanto riguarda Massa. Alonso ha fatto una gara generosa e intelligente ed è stato premiato anche dalla buona sorte per un errore marchiano di Pastor Maldonado che perde la freddezza proprio all’ultimo respiro quando sembrava poter beffare il campione della Ferrari. Una classifica piloti e costruttori quindi che comincia a delinearsi, con qualche sorpresa (forse troppe), ma all’insegna dell’equilibrio anche se oggi, per quanto visto sul circuito di equilibrio ce ne è stato ben poco: Jenson Button e la sua McLaren hanno dominato.

Il Gran Premio di Forumula 1 di Melbourne si apre sotto un cielo sereno, venato da qualche nube e un po’ di foschia che non ha però minimamente influenzato la gara. Le condizioni della pista sono nettamente migliorate in quanto a grip rispetto alle qualifiche e alle prove libere, tutto come da copione visto che si sa che questo circuito ha la caratteristica per traiettorie e abrasività di mettere a dura prova le vetture sulla tenuta e l’erogazione. Particolarmente infide le zone d’erba sintetica e come vedremo hanno mietuto vittime illustri. 

In griglia di partenza dominano gli inglesi con Lewis Hamilton in Pole position e Jenson Button al suo fianco, ordine che allo spegnimento dei semafori si sovvertirà definitivamente per non cambiare più per tutta la gara. La seconda fila era composta da outsider, la Lotus di Romain Grosjean e la Mercedes di Schumacher (non finiranno entrambi la gara), solo dopo le due Red Bull. In griglia sono indietrissimo le Ferrari, sarà poi l’abilità dei piloti a cambiare le carte in tavola. Due i punti in cui si può usare il DRS in questa pista, ma come vedremo non sono stati determinanti. La partenza è bruciante, ma non è bagarre, con Button che esce splendidamente dai blocchi e brucia Lewis Hamilton. Altrettanto bene parte Nico Rosberg che scatta dalla settima posizioone e alla prima curva  si ritrova quarto dietro a Button, Hamilton e Schumacher (che sopravanza Grosjean) e davanti a Vettel, allo stesso Grosjean e a Maldonado. Pessima partenza di Webber che scivola al nono posto dal quinto (e rischia anche grosso per un doppio contatto con due vetture che fortunatamente capita sui pneumatici e non lascia conseguenze), grande exploit di Massa che invece passa dalla quindicesima alla decima posizione. Al secondo giro c’è il contatto che manda anzitempo ai box Grosjean: è un incidente che coinvolge Maldonado (nessuna conseguenza per lui) e che causa la rottura della sospensione della Lotus del giovane pilota. Per lui la gara finisce qui. Al sesto giro si ritira Hulkenberg a causa di uno scontro avvenuto in partenza che ha compromesso l’integrità della vettura. Le Ferrari acquistano fiducia e provano ad attaccare le vetture che le precedono, ma dopo poco è Massa al decimo giro a inaugurare la girandola dei cambi: le gomme posteriori si stanno degradando a vista d’occhio. Durante l’undicesimo giro si ritira Michael Schumacher, evidenti problemi per lui cominciati nel giro precedente e che cominciavano a ripercuotersi vistosamente sui tempi: parcheggia sull’erba e, come rivelerà poi lui stesso, si arrende ai problemi al cambio della sua Mercedes. Dal quindicesimo al diciassettesimo giro i big rientrano ai box: la Ferrari opta per i pneumatici intermedi, la Red Bull rimane sulle soft per cercare di guadagnare posizioni. Vettel fino a questo momento ha avuto diverse incertezze di guida, ma pian piano il campioncino tedesco sta carburando. La Ferrari evidenzia una certa facilità di far entrare in temperatura le gomme e questa è forse la maggiore nota lieta di giornata: cambiare la sospensione posteriore è servito, almeno, a colmare questo gap che lo scorso anno si era rivelato davvero penalizzante. Perez è l’ultimo a cambiare pneumatici, lo farà solo a metà gara, e crea così un tappo che complica la vita alle vetture che provano a superarlo. Raikkonen intanto guadagna posizioni e in colpo solo supera Kobayashi e Massa impegnati a guerreggire praticamente dall’inizio alla fine della gara. Al trentasettesimo giro l’episodio che rischia di mescolare definitivamente le carte in tavola: Petrov si ferma in traiettoria e i commissari decidono l’ingresso della safety car. Il momento non è l’ideale, visto che Alonso ha effettuato il pit stop solo due giri prima mentre tutto il gruppo di testa ha la possibilità di effettuarlo a “distacchi azzerati”. Un bel colpo di sfortuna per la Ferrari. Al 40° giro i commissari applicano la nuova regola sulla safety car permettendo ai doppiati di superarla per ricollocarsi in coda al gruppo, dopo un giro si riparte. DRS “congelati” per due giri e poi tutto torna alla normalità in questa nuova partenza in movimento. Dopo un paio di giri c’è un contatto tra Senna e Massa: brutto affare perchè se in un primo momento pare che sia Senna ad avere la peggio finendo nella ghiaia, alla fine a ritirarsi sarà il ferrarista proprio per le conseguenze di questo contatto. La gara nelle posizioni di testa non riserva particolari duelli o sorprese perchè a colpi di giri veloci la gerarchia (Button, Vettel, Hamilton e Webber) viene sempre rispettata. Tutti gli occhi sono puntati invece su Maldonado francobollato ad Alonso. E all’ultimo giro il pilota della Williams porta l’attacco. Ma maldestramente. Allarga un po’ troppo e tocca l’erba, la macchina va in testa coda e diventa un proiettile impazzito che sbatte contro il muretto: tanta paura ma nessuna conseguenza per il pilota. Tutti tirano quindi un sospiro di sollievo, a partire da Alonso che chiude quinto. Viste le premesse, è un risultato con più luci che ombre. Di certo però nel prossimo Gran Premio la ferrari dovrà raccogliere molto, molto di più.  

Pos No Driver Team Laps Time/Retired Grid Pts
1 3 Jenson Button McLaren-Mercedes 58 Winner 2 25
2 1 Sebastian Vettel Red Bull Racing-Renault 58 +2.1 secs 6 18
3 4 Lewis Hamilton McLaren-Mercedes 58 +4.0 secs 1 15
4 2 Mark Webber Red Bull Racing-Renault 58 +4.5 secs 5 12
5 5 Fernando Alonso Ferrari 58 +21.5 secs 12 10
6 14 Kamui Kobayashi Sauber-Ferrari 58 +36.7 secs 13 8
7 9 Kimi Räikkönen Lotus-Renault 58 +38.0 secs 17 6
8 15 Sergio Perez Sauber-Ferrari 58 +39.4 secs 22 4
9 16 Daniel Ricciardo STR-Ferrari 58 +39.5 secs 10 2
10 11 Paul di Resta Force India-Mercedes 58 +39.7 secs 15 1
11 17 Jean-Eric Vergne STR-Ferrari 58 +39.8 secs 11  
12 8 Nico Rosberg Mercedes 58 +57.6 secs 7  
13 18 Pastor Maldonado Williams-Renault 57 Accident 8  
14 24 Timo Glock Marussia-Cosworth 57 +1 Lap 20  
15 25 Charles Pic Marussia-Cosworth 53 +5 Laps 21  
16 19 Bruno Senna Williams-Renault 52 +6 Laps 14  
Ret 6 Felipe Massa Ferrari 46 +12 Laps 16  
Ret 20 Heikki Kovalainen Caterham-Renault 38 +20 Laps 18  
Ret 21 Vitaly Petrov Caterham-Renault 34 +24 Laps 19  
Ret 7 Michael Schumacher Mercedes 10 +48 Laps 4  
Ret 10 Romain Grosjean Lotus-Renault 1 Accident 3  
Ret 12 Nico Hulkenberg Force India-Mercedes 0 +58 Laps 9  
DNS 22 Pedro de la Rosa HRT-Cosworth        
DNS 23 Narain Karthikeyan HRT-Cosworth        



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori