FORMULA 1/ Ferrari, il momento difficile condiziona Alonso. Anche in Bahrain bisognerà difendersi

- La Redazione

La Ferrari in Cina ha fatto una gara decisamente brutta, che lo stesso Domenicali ha definito “frustrante”. Alonso ha perso la leadership mondiale, le strategie non hanno funzionato.

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Fernando Alonso (Infophoto)

Non sempre si possono fare miracoli come a Sepang: la Ferrari a Shanghai – nel Gran Premio della Cina – non è andata oltre il nono posto di Fernando Alonso e il tredicesimo di Felipe Massa. Tiene banco soprattutto la situazione di Alonso, bloccato in Cina da una Ferrari a corto di spunto velocistico e penalizzata da una strategia non felice: tutto ciò che funzionò oltre le previsioni in Malesia (grazie alla pioggia), in Cina è andato male. Davvero un peccato non poter sfruttare appieno il grande talento di questo campione, che a Shanghai in gara è stato scavalcato persino dalle due Williams di Bruno Senna e Pastor Maldonado, che gli partivano alle spalle e hanno sfruttato la strategia con due soste invece delle tre effettuate dalla Ferrari. Strategia sbagliata: “In Malesia è stata ottima, in Cina no – ha detto Alonso a caldo -: con tre soste sei costretto a sorpassare, ma ci manca velocità sul dritto per farlo, dovevo superare in curva e quando prendi dei rischi, è facile sbagliare”. Alonso in Cina ha sbagliato per la necessità di andare oltre i limiti della vettura: il suo attacco a Maldonado con uscita nell’erba gli è costato almeno tre posizioni, visto che dopo il pit-stop Fernando era rientrato in scia ad Hamilton, e invece si è dovuto accodare pure a una Lotus e alle Williams. Il potenziale della Ferrari in questo momento non è da podio; se Alonso sbaglia nel tentativo di fare di più il team è senza alternative, visto che Massa è ancora a secco di punti in classifica. Lo spagnolo non si arrende: “L’obiettivo resta il campionato, non perdiamo la speranza, ma prima dobbiamo mettere la macchina a posto. Non sono ottimista per il Bahrain dove trazione e velocità, in cui siamo carenti, sono fondamentali: anche lì dovremo cercare di limitare i danni”. Nel deserto non si può sperare nella pioggia, e la situazione attuale stride con il ricordo del 2010 (ultima volta che si corse a Sakhir): primo Fernando e secondo Felipe nella prima gara stagionale, esordio di Alonso sulla Rossa. Anche l’analisi di Stefano Domenicali è dura: “In Cina è stato frustrante. Fernando e Hamilton hanno corso spesso attaccati, ma lui è arrivato terzo e Fernando nono. Paghiamo la non velocità della vettura: abbiamo molto da approfondire e da sistemare, e pure nel minor tempo possibile. Non sono assolutamente contento dello stato attuale della monoposto, mi aspetto una reazione veloce del team per ritrovare competitività, ma i conti si fanno alla fine e Fernando è sempre terzo nel mondiale”.

Posizione difficile da conservare, almeno finché non arriveranno le migliorie attese per Barcellona (e sperando che diano i frutti attesi), e anche illusoria, perché in questo momento la Ferrari deve inseguire tante rivali. Niki Lauda mette il dito nella piaga: “La dimostrazione dell’impotenza del pilota è Alonso: è al momento il migliore in F.1 e quello che ha più esperienza, eppure guardate dov’è: la Ferrari non funziona e lui non può far niente”.

 

(Mauro Mantegazza)

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