FORMULA 1/ Domenicali (Ferrari) dopo Silverstone: nessun errore di strategia, sono punti importanti

Stefano Domenicali e Pat Fry fanno il punto della situazione della Ferrari dopo il Gran Premio di Gran Bretagna (Silverstone) che ha visto Fernando Alonso secondo e Felipe Massa quarto.

09.07.2012 - La Redazione
Alonso_Webber
Alonso e Webber: guidano la classifica piloti (Infophoto)

La Ferrari può essere molto soddisfatta di come è andato il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone: sabato è arrivata la prima pole position da quasi due anni a questa parte (l’ultima era stata a Singapore 2010), ieri una prestazione in gara altamente competitiva, che da un certo punto di vista è stata addirittura migliore del “miracolo” di Valencia. Certamente a Fernando Alonso si affianca anche un positivo Felipe Massa, quarto, i cui punti sono stati decisivi per il balzo della Ferrari in seconda posizione del Mondiale Costruttori. Potremmo dire che è mancata solo la ciliegina sulla torta, visto che nel finale Alonso è stato sorpassato da Webber ed è mancata la vittoria. Il secondo posto riduce il margine di vantaggio di Fernando proprio nei confronti di Webber, anche se questo potrebbe essere indirettamente un vantaggio perché aumenterà la concorrenza in casa Red Bull tra Vettel e Webber (come pensa anche Giancarlo Minardi). In casa Ferrari però tengono a sottolineare che stavolta la mancata sconfitta non è stata dovuta ad errori di strategia come in Canada; semplicemente la Ferrari, come tutti, ha avuto problemi con le gomme più morbide, che Alonso ha dovuto montare nel finale.

Queste comunque sono state le classiche parole del giorno dopo del team principal Stefano Domenicali: “Quando tra i primi quattro ci sono distacchi così minimi sarebbe assurdo parlare di errori. Soprattutto a freddo. Studieremo e cercheremo di migliorarci dove si deve e dove si può. Sono trenta punti (18 Alonso, 12 Massa ndR) molto pesanti. Fernando ha fatto ancora una volta un’ottima gara, l’ennesima, e ha guadagnato punti su tutti i suoi avversari diretti, tranne Webber. Ma voglio dire che sono particolarmente contento per quanto ha fatto vedere Felipe, in grado di lottare per la pole sabato e per il podio in gara fino all’ultimo istante: per lui è arrivato un bel risultato. Abbiamo fatto un bel lavoro anche a livello di squadra, sia come strategia che come operazioni in pista. Ovvio che quando perdi la leadership della corsa a pochi giri dalla fine c’è un pizzico di amarezza, almeno a botta calda, ma poi subentra la consapevolezza che questo è davvero un risultato molto importante per i due campionati. Siamo stati all’altezza di quella che viene indicata da tutti come la squadra più forte del momento – e sicuramente lo è – e abbiamo tenuto testa ad altri avversari molto competitivi. Certo, c’è ancora molto da fare per migliorare la vettura, soprattutto sul fronte della velocità di punta, dove anche oggi abbiamo sofferto. Ci aspettano due gare consecutive (Hockenheim e Budapest) dove dovremo cercare di migliorare ancora il livello della nostra prestazione: sarà l’obiettivo primario del lavoro dei prossimi giorni”.

Il d.t. Pat Fry parla invece di “una corsa molto tirata, dalla partenza alla bandiera a scacchi, una conferma della competitività del nostro pacchetto su questo tracciato. Dopo due giorni di pioggia il cielo è stato clemente ma questo non si poteva certo prevedere con assoluta certezza alla vigilia. Non avevamo molti punti di riferimento sul comportamento degli pneumatici perché avevamo avuto solamente la terza prova libera a disposizione per saggiarne la prestazione, soprattutto sulla lunga distanza. Anche per questo abbiamo scelto di differenziare la strategia fra i due piloti e, tutto sommato, non abbiamo alcun rimpianto, alla luce di come sono andate le cose: è chiaro che, con le Soft, entrambe le Red Bull erano più veloci di Fernando e dobbiamo cercare di capire come possiamo migliorare il rendimento degli pneumatici in situazioni simili per il futuro. Dobbiamo continuare a spingere sullo sviluppo della vettura perché non siamo ancora i più veloci: c’è ancora molto da lavorare per raggiungere questo traguardo”.

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