MICHAEL SCHUMACHER/ Inaugurato un museo dedicato alle sue vittorie (Formula 1, oggi 16 febbraio 2016)

- La Redazione

A Marburg, in Germania, è stato inaugurato un museo in onore di Michael Schumacher: attraverso oggetti e trofei mai esposti al pubblico si ripercorre la carriera dell’ex pilota tedesco

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Michael Schumacher (Infophoto)

I trofei e la carriera di Michael Schumacher racchiusi in un museo. Succede a Marburg, nel land dell’Assia (nella Germania centro-occidentale): qui è stata inaugurata una mostra che resterà aperta due anni, ed esporrà oggetti e trofei appartenuti all’ex pilota tedesco nel corso della carriera, mai esposti al pubblico.

Saranno presenti anche delle vetture che il sette volte campione del mondo ha guidato, e che ha portato al successo; ancora oggi Schumacher è il recordman in Formula 1 per vittorie (91), pole position (68) e appunto titoli mondiali, conquistati con Benetton (1994-1995) e Ferrari (ininterrottamente dal 2000 al 2004). In più è il pilota ad aver collezionato più prime file (116) e giri veloci (77), facendo segnare anche la striscia più lunga di stagioni con almeno un giro veloce (15). All’inaugurazione della mostra erano presenti anche la moglie Corinna, papà Rolf e i due figli Gina Maria e Mick (il quale sta provando a ripercorrere le orme del padre). “La mostra” ha detto la portavoce e manager Sabine Kehm, come si legge su Sportmediaset “ravviva il ricordo dei tempi in cui Michael correva con Benetton, Ferrari e Mercedes”. Sono queste infatti le vetture sulle quali Schumacher si è particolarmente messo in mostra; l’esordio, nel 1991, era invece avvenuto con una Jordan e dopo il ritiro nel Gran Premio del Belgio il tedesco era riuscito ad andare per tre volte consecutive a punti (Monza, Estoril e Catalunya). Per quanto riguarda le condizioni di salute di Schumacher, in coma a seguito della caduta dagli sci avvenuta il 29 dicembre 2013 (a Méribel), purtroppo non ci sono novità; sono passati alcuni giorni da quando Luca Cordero Montezemolo aveva fatto sapere di avere notizie “non buone”, ma non si sa molto di più. 

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