Michael Schumacher, come sta?/ Jean Todt: “Quanto ci manca… Ma sta continuando a lottare per riprendersi”

- Silvana Palazzo

Michael Schumacher, come sta? Jean Todt: “Quanto ci manca… Ma sta continuando a lottare per riprendersi”. Le ultime notizie sulle condizioni di salute dell’ex pilota Ferrari

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Michael Schumacher (Foto: LaPresse)

Il tempo passa, ma non l’affetto per Michael Schumacher. Quando si parla di Formula 1 il pensiero non può che volare anche all’ex pilota tedesco. Non c’è Mondiale o gara che sfugge ai riferimenti al campione, a testimonianza del vuoto che ha lasciato. Schumi però è impegnato in una gara ben più complicata, quella per il recupero. Lo ha confermato Jean Todt, ex direttore generale della Ferrari: “Ci manca Michael. È lì, sta ancora combattendo”, ha dichiarato ai microfoni della rivista Autosport in occasione della serata di inaugurazione della Hall of Fame della Fia a Parigi. L’attuale presidente della Federazione Internazionale dell’Automobilismo è tornato dunque a parlare di Michael Schumacher con il quale ha vinto tutto negli anni trascorsi insieme nella scuderia di Maranello. L’ex pilota tedesco è stato vittima di un grave incidente sciistico nel 2013 sulle nevi di Meribel, in Svizzera. 

COME STA MICHAEL SCHUMACHER? PARLA JEAN TODT

Jean Todt parla con dolore di ciò che è accaduto a Michael Schumacher. Non può essere altrimenti per quanto accaduto al campione tedesco di Formula 1: “Michael è una persona molto speciale, lo è per il mondo dei motori, lo è per me, è un vero amico e continua a lottare per riprendersi”, ha raccontato l’ex Ferrari a margine dell’inaugurazione della Hall of Fame della Fia nella capitale francese. Ma Todt ha raccontato anche un curioso aneddoto del periodo in cui hanno lavorato insieme a Maranello, quando lui era responsabile della Gestione Sportiva della Ferrari: “Stava per iniziare la stagione 2001 e timidamente Michael, nonostante fosse campione del mondo, mi chiese: Mi permettete di fare dei test a Fiorano per assicurarmi di essere ancora in grado di guidare?”. Era sempre pieno di dubbi, nonostante fossero chiare le sue qualità di pilota. “Ciò dimostra la sua umiltà e una totale mancanza di arroganza”, ha concluso Todt.



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