FERRARI, LICENZIATO IL MOTORISTA/ Perché Lorenzo Sassi è stato rimosso in piena corsa al titolo?

Ferrari: licenziato il motorista Lorenzo Sassi: perché è stato rimosso in piena corsa al titolo? Le ultime notizie e gli aggiornamenti sulla scuderia di Maranello

07.07.2017 - Silvana Palazzo
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Video Formula 1, highlights Gp Canada 2018 (Foto LaPresse)

I progressi della Ferrari dal punto di vista motoristico sono evidenti, eppure Sergio Marchionne ha silurato Lorenzo Sassi, il capo progettista delle power unit di Maranello. La notizia clamorosa è stata svelata da Il Giornale, poi è stata confermata: ufficialmente però non è stata fornita alcuna spiegazione. «Non so bene, ma credo che la domanda vada posta a chi è più in alto di me», ha dichiarato Sebastian Vettel in dribbling durante la conferenza stampa del Gran Premio di Austria. Il pilota tedesco ha glissato, ma l’interrogativo resta: il licenziamento del motorista avrà un impatto sul resto della stagione? Il motorista toscano sarebbe stato sollevato dall’incarico per una decisione presa proprio dal presidente Sergio Marchionne. Un addio che fa rumore, perché Sassi era a Maranello da 11 anni. Per anni è stato il braccio destro dell’attuale direttore tecnico Mattia Binotto e su di lui si basava quel processo di rinnovamento voluto fortemente dal presidente della Ferrari e fondato sull’emersione delle competenze interne. Sassi del resto è una delle eccellenze italiane. Questo avvicendamento arriva alla vigilia dell’introduzione della nuova power unit Ferrari: è in programma, infatti, a Silverstone. Sono previste novità tecniche importanti per proseguire il duello con la Mercedes per il Mondiale. 

Al di là dell’addio del motorista Lorenzo Sassi, in casa Ferrari tiene banco anche la “ruotata” di Sebastian Vettel su Lewis Hamilton. In realtà si tratta di un tema di cui si sta discutendo ancora in tutto il Circus e, infatti, l’argomento è tornato d’attualità nella conferenza stampa del Gran Premio d’Austria. Il primo a parlare è stato Sebastian Vettel, che ha spiegato di aver rivisto le immagini e di essersi reso conto di aver avuto una prospettiva diversa: «Ho parlato a Lewis dopo la gara a telefono, ma non voglio pompare la questione più di quanto sia stato già fatto. È nostro diritto che quanto detto resti fra di noi». Il pilota della Ferrari ha ammesso di aver preso la decisione sbagliata affiancandosi a quello della Mercedes, colpito poi con una gomma. «Sono stato sorpreso perché credevo che avesse frenato di colpo, ma dopo mi reso conto che non aveva fatto il brake testing». Questione chiusa anche per Lewis Hamilton, il quale ha dichiarato di aver accettato le scuse del rivale. Il britannico però non si è scusato per averlo definito «una vergogna per lo sport». Su una cosa sola concordano: Fernando Alonso. Nessuno dei due vorrebbe lo spagnolo compagno di scuderia. «Io in realtà sono contento del compagno che ho ora», ha affermato Hamilton. «Non sono responsabile delle firme della Ferrari, ma se posso esprimermi preferisco Kimi», ha chiosato Vettel.



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