INTER/ Dalla Coppa del mondo alla retrocessione “virtuale” in 10 mesi: storia di un disastro annunciato

- La Redazione

Un lento declino quello dell’Inter, iniziato nell’estate del 2009. Nessuno si è accorto dei segnali negativi del campo e ora i nerazzurri sono virtualmente in zona retrocessione…

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Ranieri (ansa)

E’ crisi vera in casa Inter. I nerazzurri, nonostante il cambio di allenatore (passaggio da Gasperini a Ranieri) e il cambio di disposizione tattica (dallo sciagurato 3-4-3 ad un 4-3-1-2 e derivati) non riescono a risalire la classifica, anzi, sprofondano. Dopo una timida ripresa contro il Bologna e una vittoria da brividi contro il Cska Mosca, un disastro contro il Napoli e il Catania. Se è vero che da una parte i campioni del mondo uscenti hanno l’attenuante arbitraggio è vero anche che la prestazione dei meneghini negli ultimi 180 minuti è stata degna della sua classifica, da retrocessione. Eppure, 10 mesi fa, questa squadra alzava la Coppa del mondo al cielo, nonostante Rafa Benitez avesse praticamente litigato con tutti all’interno dello spogliatoio. E fu proprio lo spagnolo il prima ad intravedere a cosa andasse incontro la squadra, reduce dal glorioso Triplete di stampo mourinhano. L’ex Liverpool, sbarcato ad Appiano Gentile, chiese diversi innesti e un ringiovanimento netto dello scacchiere, invano. A metà stagione, poi, Moratti decise di accogliere le richieste del tecnico iberico che ormai era lontano da Milano. Leonardo ottenne Ranocchia e Pazzini e complice una forte carica motivazionale e la vittoria in Coppa Italia riuscì a mascherare (per sfortuna dell’Inter) i veri mali della squadra che già si intravedevano. Con l’arrivo dell’estate e l’avvento della nuova stagione il disastro si è completato. Mandato via Samuel Eto’o per ragioni anche extra-calcistiche e per circa 27 milioni di euro, l’Inter ha ben pensato di tappare la falla con Zarate e Forlan. Il primo è reduce da due stagioni passate a Roma più in tribuna e in panchina che in campo mentre il secondo è in netta parabola discendente. Tutto questo mentre Gasperini chiamava a gran voce Palacio (attuale capocannoniere della Serie A) e Kucka. Due rinforzi, che ora come ora, avrebbero fatto molto comodo alla disastrosa Inter. La ciliegina sulla torta, l’arrivo di Ricky Alvarez, il nuovo Kakà argentino, che fino ad oggi non l’ha praticamente mai vista. Dopo un mese l’ex Genoa viene quindi appiedato, anche per motivi tecnico-tattici e d’incomprensione, e sostituto con Claudio Ranieri. Al povero allenatore testaccino l’arduo compito di risollevare una squadra malata nel profondo ma che necessita di un’opera immensa di ristrutturazione.

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