PAGELLE/ Inter-Chievo (1-0): i voti, la cronaca, il tabellino (ottava giornata)

- La Redazione

Inter-Chievo termina sul risultato di 1-0. Seconda vittoria consecutiva per Ranieri, che interrompe il ramadan casalingo con il pane azzimo di questo uno a zero

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Foto (Ansa)

Inter-Chievo termina sul risultato di 1-0. Seconda vittoria consecutiva per Ranieri, che interrompe il ramadan casalingo con il pane azzimo di questo uno a zero, specchio della semplicità invocata e perseguita dal tecnico romano sin dal primo giorno, quando rilevò la truppa dopo il naufragio gasperiniano. Cose facili, naturali, a cominciare dal punteggio, striminzito ma fruttifero: di questi tempi è vietato fare gli schizzinosi. Le banalità scontate di un tempo s’arricchiscono oggi di nuovo sapore: la zuccata vincente di un Thiago Motta ritrovato, la cavalcata a briglie sciolte di Maicon, il sudore intelligente dei senatori, Zanetti e Lucio in primis. Gli ingredienti, insomma, che hanno fatto dell’Inter la miglior portata d’Europa. Tre punti che non risolvono i problemi dell’Inter ma che testimoniano la buona strada intrapresa dal nuovo tecnico. Sul versante opposto, Di Carlo si porta a casa il contentino di una prima mezz’ora accattivante, cui però non ha fatto seguito una reazione adeguata dopo il gol subito.

Buon Chievo in avvio, per l’appunto: la manovra, imperniata sulle geometrie puntuali di Cruzado (trequartista con licenza d’arretramento), passa rapida da un versante all’altro, mantenendo al contempo ordinati i reparti. Va da sé che l’angosciata Inter, pur volitiva nell’imbastire, risulti sterile nei succulenti metri della trequarti offensiva. Gli unici brividi arrivano da un tiro-cross di Zanetti al 23’ e dalle bordate da fuori di Sneijder. Che non sia tempo di artifici per l’Inter si è capito da tempo: ecco allora tornare buoni i cari vecchi calci piazzati, arma fine di mondo negli anni di Vieri e Di Biagio riposta in magazzino durante le campagne mourinhane. Maicon e Thiago Motta rispolverano l’antica tecnica con cross e zuccata da manuale. Lo speaker della San Siro nerazzurra torna al lavoro dopo trecento minuti di sofferta disoccupazione. Come dopo parto cesareo, i nerazzurri ritrovano sollievo e voglia d’accrescere il vantaggio generato. La difesa si fa più sicura, mentre in avanti Maicon scioglie i freni inibitori proponendosi con costanza. In chiusura di frazione Pazzini manca il raddoppio scucchiaiando oltre la traversa l’invito a cena di Sneijder, mentre nel Chievo sembra prevalere la paura di non prenderle.

L’Inter legittima, il Chievo s’adegua: questo è il motivo. Almeno sino a quando Di Carlo si decide a zavorrare l’attacco con l’ingresso di Moscardelli al posto dell’ombroso Paloschi (21’). Dall’altra parte, un uomo solo al comando: passa tutto da Maicon, che sgomma, s’accentra e sbuffa come nei giorni di gloria. Le sue accelerazioni, diluite in quindici minuti di fuoco (dal 19’ al 29’), spaventano Sorrentino e scuotono la traversa. I compagni altro non fanno che assecondare l’impeto del terzino innescandolo appena possibile e dialogando con lui. Ulteriore chance capita sui piedi del neo entrato Castaignos, che però passa cordialmente a Sorrentino il confetto di Stankovic (36’). Forse, meglio così: nella dieta delle cose semplici un 2-0 sarebbe stato troppo. Sui veneti, basti dire che la conclusione più insidiosa, ad opera di Moscardelli, è partita da metacampo: ripresa troppo rinunciataria, sconfitta meritata.

Il tabellino

Reti: 34’pt Thiago Motta

Inter (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Chivu, Nagatomo; Zanetti, Thiago Motta, Cambiasso; Sneijder (22’st Stankovic); Pazzini (34’st Castaignos), Zarate (45’st Obi). (Castellazzi, Cordoba, Jonathan, Milito). All.Ranieri.

Chievo (4-3-1-2): Sorrentino; N.Frey, Morero, Cesar, Jokic; Vacek, Bradley, Hetemaj (31’st Thereau); Cruzado; Paloschi (21’st Moscardelli), Pellissier. (Puggioni, Andreolli, Mandelli, Rigoni, Sammarco). All.Di Carlo.

Arbitro:  Celi di Campobasso

Ammoniti: Maicon e Thiago Motta (I), Jokic (C).

Espulsi: nessuno.

 

Le pagelle

Inter

Tiri veri non gliene arrivano, puntuale nelle uscite.

Nostalgia quasi commossa nel vederlo sferragliare come ai vecchi tempi. Nella ripresa avrebbe potuto giocare da solo.

Lentamente, l’antibiotico semplicità sta facendo effetto anche su di lui. Finalmente, fa solo quello che deve: senza bonus o malus, pulisce l’area e imposta senza ghirigori.

Chiusure in smoking che erano il suo marchio di fabbrica ai tempi dell’Ajax. Spazza quando serve.

Bilancia la samba esplosiva di Maicon con la calma raziocinante del samurai. Cosa più importante, la sicurezza in fase difensiva.

La solita cassaforte: gli consegni la palla, se la blinda tra i piedi pur scarrozzandola ovunque. Intelligente nel coprire le folate di Maicon, che nella ripresa lo scavalca sempre.

Rieccolo nella sua veste migliore: ragioniere prezioso e goleador decisivo. Così, del resto, s’è meritato la nazionale.

Copre tutto il centrocampo assistendo un po’ tutti. La cosa più impressionante è che il grosso del suo lavoro spesso non si vede.

Nella semplicità imperante un artista come lui sembra quasi trovarsi a disagio. Ci prova da fuori senza fortuna. 22’st STANKOVIC 6 Birra fresca al servizio della squadra più assist non sfruttato da Castaignos.

Braccato, maltrattato, spesso anticipato: i centrali clivensi gli riservano un trattamento da carcerato, altro che pandori. Non si abbatte e lotta per la squadra.  34’st CASTAIGNOS 6 Buon movimento che lo porta in area al posto e al momento giusti. Peccato che al dunque lo tradisca l’emozione.

Sull’impegno niente da dire, ma pecca di frenesia negli ultimi metri. Comunque, meglio del genietto anarchico da un quarto d’ora a partita. 45’st OBI s.v.

All.RANIERI 6,5 Avanti così, un passettino alla volta: la sua creatura sta imparando a camminare dopo l’incubatrice.

 

Chievo

Incolpevole in occasione del gol, sicuro su tutto il resto.

Anestetizza Zarate senza troppi problemi e sostiene la mediana in appoggio.

Ruvido ma efficace su Pazzini

Di testa le prende tutte. Meno una.

Travolto dall’uragano Maicon dopo un primo tempo accorto.

Preferito all’ultimo a Rigoni, non giustifica la scelta rimanendo nascosto tra le zolle di competenza.

Un pò troppo passivo, costruisce poco pensando quasi solo ad arginare.

Il bel duello con Maicon insaporisce un primo tempo coraggioso. Non a caso, quando abbandona per infortunio il brasiliano dilaga. 31’st THEREAU  5 Con la puzza sotto al naso tipicamente francese, spreca i pochi palloni che trova.

Anima della squadra del primo tempo in cui lega con sagacia gli sforzi del centrocampo ai guizzi dell’attacco. Calo evidente, anzitutto fisico, nella ripresa.

Salvate soldatino Paloschi. Mosca sulle sabbie che pur dovrebbe conoscere. 21’st MOSCARDELLI 6 Niente di trascendentale, ma andava inserito molto prima. Dall’inizio? Già.

Si ritrova solo complice la nullità di Paloschi, di cui può solo compensare il movimento. Chiedergli anche di tirare sarebbe troppo.

All.DI CARLO 6 Si porti a casa la prima mezz’ora, interessante per coraggio e circolazione della palla. Dimentichi il resto.

 

Arbitro CELI di Campobasso 6 La partita, pur frequentemente spezzettata, non offre particolari problemi. Le ammonizioni paiono giuste.

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