INTER/ Tramontana esclusiva: dalle batoste gli spunti per ripartire

FILIPPO TRAMONTANA traccia un bilancio dopo l’eliminazione in Champions League per mano dei tedeschi dello Schalke. Una stagione comunque da non buttare e sicuramente positiva

14.04.2011 - La Redazione
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Eto'o (Ansa)

ESCLUSIVA INTER: PARLA FILIPPO TRAMONTANA – Ilsussidiario.net ha raggiunto in esclusiva l’opinionista Filippo Tramontana, tifoso ed esperto del mondo nerazzurro, per fare con lui una chiacchierata a tutto campo sulla situazione attuale dell’Inter, dopo l’eliminazione della Champions League. Con un occhio al futuro di Leonardo e la rincorsa al Milan. Cullando i sogni Sanchez e Tevez.

Lo Schalke ha eliminato l’Inter dalla Champions League: ti aspettavi di uscire ai quarti di finale contro una squadra ritenuta inferiore?

Dopo la partita di andata me lo aspettavo. E’ stato bello sognare e parlare di “rimonte” e “imprese” Si sapeva che vincere 4 a 0 a Gelsenkirchen era praticamente impossibilie, anche perchè di fronte avevi una squadra solida e compatta che doveva difendere un vantaggio importante. E l’Inter era arrivata a questo momento con poca benzina in corpo: in Germania ci sarebbe voluto un miracolo.

Hai avuto l’impressione di una squadra stanca fisicamente e mentalmente?

Al di là della fatica fisica e mentale mi sembra che l’Inter abbia poche idee, poca organizzazione e giochiamo con la paura di poter prendere gol ad ogni azione. L’Inter è andata avanti finora aggrappandosi ai propri campioni, ma nel momento in cui questi campioni sono calati fisicamente c’è stato il conseguente calo di tutta la squadra.

Cosa pensi di chi parla di una “squadra da rifondare”?

Rifondare è una parola troppo forte per una squadra che l’anno scorso ha vinto la Champions, è campione del Mondo in carica e che, soprattutto, ha giocatori importanti che possono dare ancora il loro apporto. E’ una squadra che è a 5 punti dal Milan, è in semifinale di Coppa Italia ed è stata l’unica italiana capace di andare avanti in Europa: quindi “rifondare” non è il termine più corretto. Due o tre innesti mirati quelli sì…

C’è chi parla di un’Inter alla “fine di un ciclo”?

Quest’anno le cose sono andate meno bene della stagione scorsa, certo, ma mi sembra esagerato l’uso di certi termini…

Come vedi la rincorsa al Milan?

E’ difficile: 5 punti sono tanti e 6 partite sono poche. C’è un calendario ostico e il Napoli non mollerà facilmente la presa. Questo lo scudetto può perderlo solo il Milan.

 

Come valuti la stagione di Leonardo? Resterà sulla panchina dell’Inter anche l’anno prossimo?

Io penso che da giugno Leonardo non sarà più l’allenatore dell’Inter. La sua stagione la valuto comunque in maniera positiva: è arrivato a gennaio, quando l’Inter versava in una condizione disastrata. Leo ha fatto una serie incredibile di vittorie, ci ha riportato a lottare per lo scudetto, ci ha portato ai quarti di Champions League e ha eliminato il Napoli in Coppa Italia. Quindi per quello visto fino ad ora mi sento di dire che il brasiliano ha fatto un ottimo lavoro, nonostante un po’ di inesperienza.

 

Arriva Guardiola al suo posto?

Spero. L’’Inter non ha molta scelta: per una delle squadre più forti del mondo devi prendere un allenatore tra i più forti del mondo. Guardiola ha vinto tantissimo e penso che a quel livello ci sia solo Mourinho e i grandi maestri come Ferguson e Capello. Il catalano può essere l’uomo giusto con la sua esperienza e la sua fame di vittorie.

 

I tifosi interisti possono sognare Sanchez a Milano?

Certo, ma possiamo sognare anche qualcun altro, visto che non c’è solo Sanchez sul taccuino dell’Inter. Io non trascurerei nemmeno la pista che porta a Carlitos Tevez. L’importante è che chi arriva sia congeniale al progetto del nuovo allenatore.

 

Cosa ti senti di dire ai tifosi nerazzurri in questa giornata difficile?

Credo che i tifosi dell’Inter siano molto sereni, consapevoli di dover ringraziare questo gruppo per quello che ci ha regalato nell’ultimo anno e mezzo. Quest’anno, comunque vada a finire, ci ha offerto degli spunti di riflessione: sono emersi problemi da risolvere, abbiamo capito che ci sono buchi da tappare e un mercato da fare specialmente in alcuni settori. Stiamo tranquilli: Moratti non ha mai sbagliato operazioni negli ultimi anni. E non lo farà nemmeno la prossima stagione.

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