PAGELLE/ Novara-Inter (3-1): i voti, la cronaca, il tabellino (quarta giornata)

- La Redazione

Novara-Inter finisce 3-1 e si trasforma da partita ordinaria in un match che rimarrà – nel suo piccolo – nella storia. E potrebbe segnare anche la storia professionale di Gasperini

gianpiero_gasperini_viso_R400
Giampiero Gasperini, foto Ansa

Novara-Inter finisce 3-1 e si trasforma da partita ordinaria in un match che rimarrà – nel suo piccolo -nella storia. Per il Novara, che riassapora il gusto dei tre punti in Serie A dopo un’attesa decennale. Per l’Inter, che tocca uno dei punti più bassi degli ultimi anni. Per Gasperini, sempre più sulla graticola, che affonda col suo veliero logoro. Non si può discutere l’uomo, né tantomeno il tecnico, ma l’esonero è oramai incombente. Non si può discutere nemmeno Tesser, comandante operaio che guida i suoi bucanieri di provincia ad un’impresa da Master&Commander.

Inizio horror per Gasp. Neanche 180 secondi e Julio Cesar è già chiamato al miracolo: deve sfigurarsi per respingere il sinistro da un-metro-uno di Meggiorini, innescato da una leggerezza di Ranocchia. Sul corner seguente altro brivido: Chivu sventa sulla linea il traversone al veleno di Rigoni. Seguono minuti di studio ma l’impressione resta: è il Novara che prova a fare la partita rimanendo più aggressivo. L’Inter ancora una volta trasuda sterilità, e soprattutto è appesa ad un filo dietro. Il gioco, macchinoso e privo di slanci, passa tutto in dogana da Sneijder (suo il tiro più pericoloso al 36’), mentre le punte si agitano senza incidere. Anche dopo la mezz’ora, quando i padroni di casa allentano un pò la pressione, i milanesi non sporcano il foglio delle emozioni. Ci pensa allora il Novara: proprio Meggiorini, cucciolo allattato nel vivaio di Appiano, punisce col mancino capitalizzando l’assist di Mazzarani e la tardiva chiusura di Lucio. Clamoroso al Silvio Piola, sul Gasp c’è la nuvola di Fantozzi.

Il Gasp rimescola le carte buttando nella mischia il Pazzo (bocciato Castaignos) e l’aitante Joel Obi ad innervare la mediana (fuori Forlan). Il Novara rientra guardingo ed aspetta la sfuriata del Biscione ferito. Prima occasione in avvio per Nagatomo: sinistro da fuori a lato di poco. Ma la difesa resta di burro: occasionissima per Mazzarani che al 7’ fallisce il contropiede uno vs uno con Julio Cesar. Anche qui, difensori dell’Inter come omini del calciobalilla: distanti e statici, la difesa a tre imbarca acqua. Cercando di spingersi in avanti, i nerazzurri scoprono sempre il fianco: ogni ripartenza è un potenziale ratto delle sabine. Tesser, previdente, si abbottona: dentro Giorgi a rimpolpare il centrocampo, standing ovation per Meggiorini (17’). Poco dopo (22’) Zarate per Sneijder acciaccato: Gasp le prova tutte, ma la musica, almeno inizialmente, non cambia. Poi, finalmente, nella foschia, un lampo (30’): Cambiasso fende l’arcigna difesa piemontese trovando Pazzini che però sfoga il diagonale sul fondo. Intanto piove sul bagnato: s’azzoppa Ranocchia a sostituzioni terminate; si preannuncia un finale thrilling. Ma di thrilling rimane solo la retroguardia interista. Morimoto fugge, il povero Ranocchia non ne ha più, lo spintona: il samurai vola, il penalty è al limite ma ci può stare,  dal dischetto l’infallibile Rigoni non perdona. 41’st: leggere bene il tabellone, Novara 2 Inter 0. Leggere bene e in fretta, perché tre minuti dopo c’è già una modifica: nella meno architettata delle occasioni Cambiasso sfrutta un rinvio maldestro di Giorgi e buca Ujkani di sinistro. Arrembaggio? Pareggio? Macchè, Rigoni, killer scuola Juve, punisce ancora al 46’, capitalizzando un’incursione personale di Giorgi, che affonda nella retroguardia come il coltello nella Nutella. Bergonzi ormai ne ha viste abbastanza e manda tutti sotto la doccia, nel tripudio del Silvio Piola. Auguri, sin da ora, al Gasp. E attenzione: complimenti a Tesser.

: Meggiorini al 37’ p.t.; Rigoni su rig. al 39’, Cambiasso (I) al 44’, Rigoni al 45’ s.t. 
 

: Ujkani; Dellafiore, Paci, Lisuzzo, Gemiti; Porcari, Radovanovic (dal 19’ s.t. Marianini), Rigoni; Mazzarani (dal 21’ s.t. Jeda); Morimoto, Meggiorini (dal 17’ s.t. Giorgi) 
Panhina: Coser, Ludi, Morganella, Granoche. All. Tesser. 
 

: Julio Cesar; Lucio, Ranocchia, Chivu; Zanetti, Cambiasso, Sneijder (dal 21’ s.t. Zarate), Nagatomo; Castaignos (dal 1’ s.t. Obi), Milito, Forlan (dal 1’ s.t. Pazzini). Panchina: Castellazzi, Samuel, Jonathan, Coutinho. All. Gasperini. 

: Bergonzi di Genova. 

: Espulso Ranocchia al 39’ s.t. per gioco scorretto. Ammoniti Chivu, Pazzini, Obi per gioco scorretto, Lucio per simulazione. Recuperi: 1’ p.t.; 3’ s.t..

Novara

Guantoni nemmeno troppo sporchi, trasmette sicurezza. Puntuale nelle uscite.

Altro arbusto della serra di Appiano, meno reclamizzato del Meggio ma altrettanto utile: soldatino in copertura.

Vallo a dire a lui, una vita da randellatore nelle serie minori, che ha annientato Milito e Pazzini. Merita questa gioia.

PACI 7 Di testa o di piede, di riffa o di raffa, in area troneggia lui.

TAV nel primo tempo, con sovrapposizioni a raffica. Ripresa più accorta.

Farebbe bene a Gasperini. Verticalità e corsa no-stop: sorpresona.

Non fa mancare l’impegno ma risulta poco lucido. 19’st Intasa il traffico in mediana, con esperta applicazione.

Iniziative a sprazzi, ma sempre di qualità. E poi la double che decide il match: nei libri di storia lui sarà…il Gasp-killer.

Si muove con intelligenza, anche se l’esecuzione non è sempre felice (vedi erroraccio a tu per tu con Julio: poteva costare). Si conferma prospetto interessante. 23’st JEDA 6 Aiuta ad impedire che la squadra si comprima in difesa.

Due gol hanno retrogusto al sushi: rigore procurato e numero su Obi per il tris. In più, ronzio incessante sul fronte offensivo.

 Punisce proprio quell’Inter che l’ha cresciuto e sgrezzato su e giù per lo stivale. Ma il gol è la punta dell’iceberg. 17’st Entra bene in partita, si macchia sull’2-1 ma pulisce tutto personalmente con la maiconiana discesa finale.

Questa non è l’Inter. Ma questo è grande Novara. Coraggioso: non snatura la squadra dinanzi ad una grande. Giustamente ripagato, continui così.

 

Addirittura limita il passivo.

Benedetti difensori brasiliani, lo sappiamo che siete bravi coi piedi: statevene lì dietro che c’è bisogno. La spinta non conta se si lasciano voragini.

Dispiace punire la sua faccia pulita, ma davvero non si trova nel pacchetto a tre. Patisce oltremodo la rapidità delle zanzare piemontesi.

Orfano di Lucio, deve mettere più pezze di Cenerentola. Imbarca acqua ma se non altro salva due gol.

Se tradisce pure il capitano… Segni di cedimento anche fisico.

Ma solo per il gol. Surclassato da Porcari: con tutto il rispetto, si parla di Cambiasso.

 Lo chef è solo in cucina: aiutanti e camerieri sono ancora in ferie. Non può essere l’unica via di gioco. 22’st Increspa le acque, passa in fretta.

Solita applicazione da pokèmon, si rende anche pericoloso al tiro. Chiaramente non può bastare.

 L’Inter non l’aveva certo immaginata così. Forse nemmeno aveva immaginato di giocare. 1’st Un diagonale a lato e una litania di proteste: la panchina lo stizzisce.

AAA Principe cercasi. Quasi totalmente innocuo.

Le praterie laterali non s’addicono ad un puma dell’area di rigore. Si sbatte rispettando le consegne ma non morde. 1’st OBI 6 Fisicità e volontà, non può essere lui l’arma letale dalla panca.

Confuta da solo le proprie scelte. La parola a Moratti. 

 

(Carlo Necchi)




© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori