CALCIOMERCATO/ Inter, Ranieri in panchina: lo sgarbo a Mourinho per “punire” i senatori (esclusiva)

- La Redazione

Claudio Ranieri è il nuovo allenatore dell’Inter. Non per uno, ma per due anni. Pareva uno scherzo, ieri sera invece no. L’anti-mourinho diventa nerazzurro e i ‘senatori’ tremano…

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Claudio Ranieri è il nuovo allenatore dell’Inter. Non per uno, ma per due anni. Pareva uno scherzo, ieri sera, ai tifosi dell’Inter che non volevano crederci. Troppo fresca la polemica con Ranieri quando sedeva sulla panchina della Roma, e ancor prima, quando guidava la Juventus. Scontri, parole forti tra lui e l’ultimo idolo degli interisti, Josè Mourinhho.
Polemiche che il popolo nerazzurro non ha mai dimenticato. E nemmeno alcuni giocatori “influenti” che militano ancora nell’Inter. In più, Ranieri non gode di ottima reputazione. Romano e romanista dichiarato, definito da Mourinho eterno secondo, ha la fama del perdente. E se la porta dietro dai tempi del Chelsea. Data questa breve premessa, la scelta di Moratti appare ancora più bizzarra ma in realtà ha una sua precisa logica.
Il presidente nerazzurro ha voluto dare un “calcio nel sedere” alla squadra, da cui si è sentito tradito. Ha scelto un allenatore che sa essere indigesto ai senatori dello spogliatoio, che avrebbero preferito un’autogestione “stile Leonardo” con l’accoppiata Figo-Baresi in panchina. E invece no, Moratti ha deciso che la Luna di Miele è finita, così come il credito di cui i suoi giocatori godevano dopo lo strepitoso triplete. Ora si fa come dice lui, e i giocatori devono tornare a fare il loro lavoro. Da veri professionisti.
Accettando le decisioni della società. Ranieri è un sergente di ferro, forse un po’ troppo permaloso, ma sicuramente navigato e d’esperienza tanto quanto basta a mettere in riga alcune teste “calde” dello spogliatoio e a dare qualche regola elementare per gestire la rivalità tra le diverse bande. Ranieri è stato scelto non certo per un Progetto o per dare un gioco alla squadra ma per rimettere ordine, dare disciplina e definire le gerarchie.
Ci riuscì, con buoni risultati ma per poco tempo, quando subentrò a Spalletti alla guida della Roma e lì il compito fu ben più arduo. Ranieri è stato scelto perché è bravissimo quando si tratta di subentrare a stagione in corso. Ed è una qualità molto rara negli allenatori. Lo ha dimostrato recentemente a Parma e Roma. E così farà anche nell’Inter. Comincerà curando molto la fase difensiva, accorcerà le distanze tra i reparti e rispolvererà il suo 4-4-2 che all’occorrenza diventerà un 4-3-1-2.

Nei piani del tecnico di Sabaudia c’è anche l’idea di riproporre il modulo di Mourinho rivisto e corretto. Nonostante lo scetticismo generale i risultati arriveranno e subito. Il problema-Ranieri, piuttosto, è impostare le nuove stagioni da zero. In questo nella sua carriera ha sempre fallito. Sia nella Juventus che nella Roma. Un altro piccolo handicap: Ranieri soffre le rose troppo ampie. 
A parte un inevitabile turnover iniziale, una volta individuato l’11 titolare da quello non si schioda, lasciando i giocatori in “esubero” ai margini dello spogliatoio, con gli inevitabili “mal di pancia” che ne conseguono. Si delinea una newInter targata Moratti-Ranieri da secondo posto in campionato e da buon piazzamento in Champions. E magari vittoriosa nei derby col Milan. 
Non dimentichiamo, infatti, che Ranieri è un grandissimo motivatore, un martello, e a Roma è riuscito a vincere quattro derby consecutivi. Se la stagione andasse veramente come abbiamo pronosticato ci sarebbe da esserne felici, a partire da Moratti fino a quei tifosi che ancora soffrono di sindrome da abbandono da Mourinho. Proprio a questi nostalgici e al suo ex allenatore, Moratti ha voluto mandare con la scelta di Ranieri un chiaro segnale, forse il più forte e di rottura. Ha detto una volta per tutte, a chiare lettere, che “M-o-u-r-i-n-h-o n-o-n t-o-r-n-a!”. E’ stata una decisione sofferta, maturata in questi ultimi mesi. 
Ma Moratti, per primo, ha dovuto tagliare il cordone ombelicale che lo legava ancora allo Special One, e lo ha fatto in modo violento, facendogli uno sgarbo, come spesso si fa con le persone a cui dobbiamo dire addio ma che ancora amiamo. E questo sgarbo si chiama Ranieri. Mourinho ieri, da Madrid, ha incassato lo schiaffo e ha deciso di ributtarsi anima e cuore sul suo Real. 
Il futuro dell’Inter, dopo Ranieri, si chiama Pep Guardiola. Arriverà a giugno 2013, il Barcellona ha già scelto il sostituto: un certo Luis Enrique la cui scadenza di contratto con la Roma coincide, guarda caso, proprio con quelle di Ranieri e Guardiola.



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