PAGELLE/ Inter-Catania (2-0): i voti della partita (ottava giornata serie A)

- La Redazione

L’Inter soffre più del dovuto ma piega il Catania 2-0 e aggancia la Lazio al terzo posto in classifica. Decidono i gol di Cassano e Palacio, uno per tempo. Leggi le pagelle della gara.

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Diego Milito e Rodrigo Palacio sono i grandi ex di Genoa-Inter (Infophoto)

L’Inter supera per 2-0 il Catania al Meazza e raggiunge la Lazio al terzo posto in classifica. Le reti del successo portano le firme di Cassano e Palacio, messe a segno rispettivamente nel primo e nel secondo tempo. Un successo prezioso per la squadra di Stramaccioni che era chiamata a una prova pericolosa contro una squadra aggressiva e organizzata, la quale ha dato filo da torcere fino al termine del match. La quinta vittoria consecutiva dell’Inter ha visto le prestazioni positive di Cassano, Cambiasso e Palacio. Per i siciliani invece c’è un po’ di rammarico per le occasioni sprecate, specie nel primo tempo, ma resiste la consapevolezza di essere una squadra più che attrezzata per questo campinato.

Una partita combattuta fin dal fischio iniziale. La superiorità a centrocampo a  inizio gara permette a Gomez & co. di rendersi più pericolosi. L’Inter si allunga e i settori di centrocampo e attacco mancano di collegamento. La qualità di Milito e Cambiasso però sale in cattedra alla mezzora e il gol di Cassano spacca l’inerzia del match. La risposta del Catania non si fa attendere ma la mira non è delle migliori. Nella ripresa Stramaccioni ricuce lo schieramento dei suoi riorganizzando un 4-4-2 più prudente. L’effetto è quello sperato: le minacce rosso-azzurre sono ben gestite e i rapidi capovolgimenti di fronte obbligano il Catania a limitare le proprie sfuriate. Su uno dei numerosi contropiedi azionati dai padroni di casa Palacio realizza il gol che mette la parola fine all’incontro.

La squadra nerazzurra conosce un nuovo stravolgimento tattico causato dal ribattezzato “Stramaleonte”, il quale sforna il nuovo spregiudicato 3-4-3 con Palacio al posto di Coutinho. L’impatto iniziale non è dei migliori, ma con il passare del tempo la qualità degli attori in maglia nerazzurra la fa da padrone. Cassano e Cambiasso su tutti guidano le rapide giocate che impensieriscono non poco gli avversari. Il ritmo e la condizione fisica di questa squadra sta crescendo vertiginosamente, ma per puntare al primato manca ancora qualcosa.

Gli etnei si presentano a Milano ben disposti e organizzati tanto da prendere in breve tempo il pallino del gioco. Progressivamente però i limiti del Catania emergono e volgono l’indirizzo del match verso la squadra di casa. Va ricordata comunque la prestazione positiva di diversi giocatori soprattutto in zona offensiva e il penalty negato ai rosso-azzurri per un fallo di Guarin nel secondo tempo.

Dirige bene una partita non particolarmente difficile per oltre un’ora. Poi i continui cambi di fronte lo confondono facendoli prendere diverse decisioni inappropriate. Pesa come un macigno il solare rigore negato a Alejandro Gomez.

Si supera nel primo tempo respingendo un tiro violento di Marchese indirizzato all’incrocio. Si fa trovare sempre attento durante la gara, spesso e volentieri risparmiato dall’imprecisione dei siciliani.

Trova l’equilibrio e il controllo delle sue zone fin da subito. Svelto nel ragionamento, non sbaglia nessun intervento, anche se la dormita a inizio gara su Almiron poteva costare cara. Conferma del fatto che gli mancano ancora concentrazione e sicurezza nei propri mezzi.

Ci mette la forza quando deve, urtando spesso contro Bergessio. Non una delle sue gare migliori, ma la condizione è ritrovata.

Prova importante quella del difensore brasiliano prelevato lo scorso inverno dall’Internacional. Interventi efficaci e grande senso della posizione.

OBI 5,5 Ringhia e aggredisce la fascia fin dall’inizio. Si fa schiacciare troppo presto all’indietro e non riesce a proporsi nelle ripartenze.

(17’ s.t. GARGANO 6 Il suo ingresso porta filtro e quantità in un centrocampo in difficoltà.)

Nell’ultimo Inter-Catania qualche fischio ingrato accompagnò la sua uscita dal campo, causando le sue lacrime. Quest’oggi  gli applausi si sprecano. Corre più di tutti, recupera palloni a non finire e mostra quella grinta che sembrava smarrita. Faro del centrocampo.

L’unica nota dolente in questa giornata nerazzurra. Disorientato e confuso sbaglia troppo rischiando di mettere in serio pericolo i suoi compagni. Da rivedere inoltre, la sua posizione in campo.

(dal 26’ s.t. GUARIN 5,5 Avrebbe potuto rovinare la gara dei compagni con un intervento killer in area su Gomez, che però non viene punito. Il suo ingresso però migliora sensibilmente la circolazione di palla a centrocampo.)

Gara sofferta, ma all’altezza. Sulla sua fascia i pericoli non sono pochi e rischia di farsi disorientare dalle folate di Marchese e Gomez. Nella ripresa però Stramaccioni gli dà una mano coprendolo di più e rinasce.

Combattivo e temerario mette in campo tutta la voglia del caso per impressionare il mister. Migliora sensibilmente con il passare del tempo fino a trovare il gol che lo proietta in rampa di lancio.

Ispirato e rinfrancato dalle ottime prestazioni. Si lascia alle spalle le polemiche dei giorni precedenti tra Juve e Nazionale offrendo un’ottima prestazione. Sbaglia pochissimo e ogni tocco leggero di palla, come solo lui sa fare, diventa oro.

(24’ s.t. R. ALVAREZ 5,5 Si conferma il solito jolly incompiuto. Tanta qualità e intelligenza, ma la concretezza latita e si divora due limpide occasioni che permettono al Catania di rimanere pericolosamente a galla ancora per un po’.)

Grande lavoro sporco sulle fasce. Da il là per il primo gol chiamando a sé più avversari che può, mentre offre un assist difficilissimo da realizzare nell’occasione del secondo gol. La sterilità a Ottobre rimane, ma il giocatore è tutt’altro che sottotono.

All. STRAMACCIONI 6,5 Mette in campo una squadra dalla chiara vocazione offensiva. Le mosse offensive però tardano ad arrivare a causa di un Catania pimpante. Nel secondo tempo legge bene la gara passando dal 3-4-3 al 4-4-2 e limitando non poco la spinta rosso-azzurra. Da sottolineare lo spirito positivo dello spogliatoio. I suoi meriti in questa circostanza non glieli toglie nessuno.

 

Incolpevole sui gol. Si rivela parecchio indeciso in alcuni frangenti non trasmettendo serenità al reparto.

Brucia metri e nerazzurri sulla fascia, chiudendo la strada a ogni iniziativa avversaria. Resta in piedi nonostante la piega del match regalando una prestazione costante.

Interventi lucidi. Ci mette il fisico quando deve facendosi sentire anche in uscita.

Tanta aggressività, ma poca precisione.

Bene nel primo tempo, in difficoltà nella ripresa. Lascia pericolose praterie dietro di sé e più volte mette in pericolo la sua difesa.

Il migliore tra gli ospiti. Sempre reattivo e incisivo. Raddoppia e si propone più volte nell’inserimento profondo. In due occasioni sfiora la rete. (36’ s.t. RICCHIUTI s.v.)

Viene affossato fin da subito e non riesce a dare linfa alla manovra dei compagni.

Cuore e sacrificio. Sfiora la rete del pareggio con un colpo di testa in tuffo, ma non è la sua specialità e si vede.

(20’ s.t. LUCAS CASTRO 5,5 Non trova la bussola in campo e rimane spesso fuori dalle azioni.)

Troppo lezioso. Perde numerosi palloni e raramente riesce a fare quello che vuole.

Si aziona come al solito a tutto campo. Sempre in movimento impensierisce gli avversari più di tutti, ma il guizzo vincente oggi non arriva.

Sbatte contro il muro interista più volte. Non riesce quasi mai a liberarsi della marcatura in area e il raggio d’azione dei suoi viene stroncato.

All. MARAN 5,5 La sua squadra parte bene, ma alla lunga mostra i limiti. Una volta chiusi gli spazi sulle fasce il grado di pericolosità cala vistosamente e i necessari cambi di gioco non arrivano.

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