CALCIOMERCATO/ Inter, rivoluzione a centrocampo: con Guarin e Palombo una nuova fase

- La Redazione

L’Inter ha agito soprattutto a centrocampo in questo mercato: via Thiago Motta e Muntari, arrivano Guarin e Palombo. Si va verso un ritorno al rombo, per aiutare Wesley Sneijder.

Guarin
Guarin (infophoto)

Il mercato di gennaio dell’Inter è stato come minimo bizzarro: i nerazzurri sono stati quasi immobili fino al 29 gennaio ma poi hanno rubato a tutti la scena negli ultimi due giorni. I movimenti principali sono stati gli arrivi di Guarin, Palombo e Juan e le cessioni di Thiago Motta e Muntari, senza dimenticare alcuni movimenti “minori” come i prestiti di Coutinho all’Espanyol, per farlo finalmente giocare con continuità, e di Jonathan al Parma per capire se il brasiliano possa essere degno del calcio italiano. Quello che emerge con evidenza è che l’Inter ha agito profondamente su un solo reparto, cioè il centrocampo. In attacco non è cambiato nulla, in difesa c’è stato solamente l’arrivo di Juan, per il quale alla fine si è optato di tenerlo in rosa senza girarlo in prestito ad altre squadre: farà esperienza allenandosi tutti i giorni con i campioni che compongono la rosa degli ex campioni del Mondo. Insomma, sostanzialmente non cambia nulla in queste parti del campo. Ranieri invece dovrà cambiare molto a centrocampo: né Guarin né Palombo (che ritroverà Pazzini, con il quale formava l’asse portante dell’ultima grande Sampdoria) hanno le caratteristiche di Thiago Motta, per cui sarà quasi inevitabile passare a giocare in un modo diverso. Questa può essere una buona notizia per Sneijder, perchè sia il colombiano sia l’ex sampdoriano sono giocatori adatti a supportare la presenza in campo di un trequartista: insomma, se tutto va come deve andare l’olandese potrà giocare nel modo e nella posizione che più gli piace, e ciò è oggettivamente un bene, visto che Wes è senza dubbio il giocatore dotato di maggior classe nella rosa nerazzurra (e non solo…). Insomma, si dovrebbe risolvere il tormentone legato al modulo di gioco e all’utilizzo di Sneijder. Guarin, inoltre, sembrava un obiettivo soprattutto della Juventus fino a poco tempo fa, per cui può anche esserci la soddisfazione di aver strappato un giocatore a una grande rivale. Certo, il progetto non potrà essere attuato immediatamente – perchè Guarin deve completare il recupero dalla lesione al polpaccio che l’ha bloccato negli ultimi mesi (nella peggiore delle ipotesi, l’Inter si è cautelata ottenendo che il prestito fosse con diritto di riscatto, e non obbligo) – e in Champions League se ne riparlerà addirittura nella prossima stagione, perchè il colombiano è già stato utilizzato dal Porto.

La sensazione dunque è che il grande obiettivo di questa stagione non sia inseguire il bis di Madrid 2010 (oggettivamente molto difficile) ma attrezzarsi nel modo migliore per arrivare – almeno – al terzo posto, per giocare la Champions League anche nella prossima stagione, preparando un significativo mercato estivo. Per quanto riguarda Muntari, è evidente che ormai non rientrava più nei piani dell’Inter, per cui la sua partenza era normale; anzi, ha consentito di risparmiare gli ultimi mesi d’ingaggio; certo, la destinazione lo manterrà sotto gli occhi di tutti: seguirà l’esempio di Pirlo e Seedorf (come sperano i rossoneri) o quello di West, Simic e Vieri (come si augurano i nerazzurri)? Di certo il mercato invernale è stato positivo dal punto di vista economico: sia Palombo sia Guarin sono arrivati in prestito con diritto di riscatto, mentre 11,5 milioni di euro per Thiago Motta erano un’offerta difficile da rifiutare per un giocatore che voleva andarsene, allettato dall’ingaggio offerto dal Psg. In tempi di fair-play finanziario, anche questo è un aspetto da non sottovalutare…

 

(Mauro Mantegazza)

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