INTER-NOVARA/ Boninsegna: attenzione alle insidie di una partita “facile” (esclusiva)

Si gioca Inter-Novara di campionato: l’occasione per parlare con ROBERTO BONINSEGNA di questa gara e per discutere del delicato momento e sul futuro nerazzurro: “Capello non arriverà”. 

12.02.2012 - int. Roberto Boninsegna
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Diego Alberto Milito (Infophoto)

Una partita sulla carta dal risultato scontato, quella che vedrà l’Inter affrontare oggi allo stadio San Siro il Novara. All’andata i nerazzurri uscirono sconfitti (3-1). Ora c’è voglia di riscatto, anche per dimenticare le pessime figure negli ultimi incontri della formazione diretta da Claudio Ranieri. Bisogna inseguire quel terzo posto che è il vero obiettivo di questa Inter ultimamente tanto discussa. Lo scudetto sembra un obiettivo invece molto lontano, ma certo nel calcio non si sa mai. Bisognerebbe però che la Juventus e il Milan dessero segni di cedimento. Il Novara dal canto suo non è certo messo bene, visto che occupa l’ultimo posto in classifica e vede il traguardo della salvezza molto lontano. Emiliano Mondonico è chiamato a compiere un autentico miracolo calcistico. Innanzitutto facendo risultato a Milano, contro questa Inter arrabbiata e desiderosa di riprendersi dopo la sconfitta di Roma. 36 i punti dell’Inter, 13 quelli del Novara, il divario in classifica è grandissimo. Per commentare questo match abbiamo sentito Roberto Boninsegna. Eccolo in questa intervista in esclusiva a ilsussidiario.net.

Inter-Novara, partita scontata, i nerazzurri non possono lasciarsi sfuggire la vittoria.

Nel calcio italiano non c’è niente di scontato e quindi anche questa partita è tutta da giocare. Certo l’Inter avrà motivi di rivalsa vista anche la sconfitta dell’andata, e ovviamente parte favorita. Deve anche dimenticare gli ultimi risultati negativi.

Se l’aspettava un momento così della squadra nerazzurra dopo la striscia di risultati utili ottenuti?

No, dopo il derby pensavo a un’Inter in grande salute. Invece, probabilmente, c’è stato un rilassamento della squadra e così sono arrivati questi risultati negativi.

E’ un Inter che può puntare ancora in alto?

Il terzo posto è l’obiettivo a cui può puntare l’Inter, con il raggiungimento della zona Champions. Lo scudetto è più difficile.

Come giudica, da grande attaccante qual è stato, il reparto offensivo della squadra di Ranieri?

Milito sta giocando bene. Per quanto riguarda Forlan spero che torni ai livelli che gli competono dopo questa serie di infortuni. In realtà l’attacco dell’Inter non sta demeritando. Certo poi nei risultati negativi di una squadra bisogna attribuire le colpe a tutti i giocatori. Si vince e si perde in undici.

Forse questa Inter è alla fine di un ciclo, bisogna rinnovare ampiamente, ci sono troppi ultratrentenni, a cominciare da Zanetti…

Zanetti è quello che gioca meglio, nonostante l’età. Sul fatto che l’Inter possa essere alla fine di un ciclo vincente sono d’accordo; credo però che non sia così facile rinnovare. Bisogna stare sempre attenti. E poi secondo me questa Inter è in grado di fare ancora buone cose.

Le critiche a Moratti sono ingiuste: un presidente che ha consentito all’Inter di vincere tanto in questi anni…

Non si possono addossare critiche a Moratti. Ha costruito una grande Inter, ha vinto tutto. Lui è la garanzia anche per l’Inter del futuro, per una squadra che parte sempre con l’obiettivo di vincere.

C’è il problema allenatore: cosa succederà con Ranieri?

Se l’Inter dovesse arrivare terza credo che Ranieri verrebbe confermato. Altrimenti non lo so, non conosco i programmi della società.

Capello?

No, non penso che arriverà all’Inter. Il suo futuro potrebbe essere in Russia.

Magari potrebbe arrivare Walter Zenga, un allenatore dalla “pelle nerazzurra”.

Di allenatori con la pelle nerazzurra ce ne sono tanti. Zenga ha fatto molto bene all’estero. Non so se Moratti pensi a lui come futuro allenatore dell’Inter, se possa sedere sulla panchina nerazzurra.

(Franco Vittadini)

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