CALCIOMERCATO/ Inter, Moratti vuole dismettere: perché non puntare sull’azionariato popolare?

- La Redazione

L’idea dell’azionariato popolare in casa Inter potrebbe risolvere gran parte dei problemi attuali della società di corso Vittorio Emanuele: come l’accoglieranno i tifosi?

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Massimo Moratti (Infophoto)

CALCIOMERCATO – Un periodo di crisi, qualche investimento sbagliato, una stagione carica di infortuni. Ecco in estrema sintesi il campionato dell’Inter 2011-2012. Diversi sono infatti i mali della società di corso Vittorio Emanuele a cui nessun medico/allenatore sembra porre rimedio. Ci hanno provato Rafa Benitez e Leonardo prima, poi Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri, ma nessuno dei quattro, soprattutto gli ultimi due, è riuscito a dare continuità al progetto di Josè Mourinho, iniziato in particolare nell’estate del 2009, di certo non un’eternità fa. Secondo i tifosi, però, la maggior parte delle colpe le ha il presidentissimo Massimo Moratti, il loro storico idolo, persona sempre pronto a lottare contro tutto e tutti, ma che alla fine, a loro avviso, avrebbe gettato la spugna. Il petroliere milanese è accusato infatti di scarsa volontà di investimento, evidenziata soprattutto dalla cessione di Samuel Eto’o risalente all’estate del 2010. Come fare quindi per risolvere tale crisi che in vista del 2012-2013 non promette nulla di buono? Gli scorsi giorni si è spesso ventilata la possibilità che la società meneghina possa accogliere dei soci esteri, particolarmente di natura araba o indonesiana. Un’idea non nuova nel mondo del calcio e le società della Premier League inglese ne sono un grande esempio. In Inghilterra sono infatti moltissime le squadre che non appartengono agli inglesi, a cominciare dalle iper-blasonate Manchester United e Chelsea, così come il Manchester City ed altri ancora. Ma c’è un’altra possibilità che potrebbe far tornare grande l’Inter: l’azionariato popolare. Un’usanza in voga in particolare in Spagna, leggasi Barcellona. Per chi non sapesse di cosa si tratta, l’azionariato popolare fa diventare, in poche parole, i tifosi i veri proprietari del club. Pagando una quota associativa annua, che varia a secondo degli obiettivi della società, dalle 50 alle 100 euro di solito, un tifoso, in cambio di determinate agevolazioni, aiuta la propria squadra ad ottenere i traguardi prefissati. In Italia i tifosi dell’Inter sono circa 7 milioni e ipotizzando una quota misera di 10 euro a testa si potrebbe arrivare ad un totale di 70 milioni. Pensate se la quota dovesse raddoppiare a cosa si potrebbe arrivare…

Una mano importante quindi dei tifosi ai proprio beniamini che anche in periodo di crisi non rinunciano mai a spendere per la propria squadra del cuore. E magari, con tale mossa, anche Messi potrebbe avvicinarsi un po’ di più…



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