CALCIOMERCATO/ Inter, Silvestre dista 2 milioni di euro: oggi si chiude?

Ieri sera nuovo incontro fra l’Inter e il Palermo per Matias Silvestre. Le due società distano due milioni di euro ed oggi potrebbero ritrovarsi per chiudere definitivamente

04.07.2012 - La Redazione
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Matias Silvestre, difensore Palermo (Foto Infophoto)

Il prossimo acquisto del calciomercato Inter dovrebbe essere, a meno di colpi di scena, quello di Matias Silvestre. Dopo il riscatto di Fredy Guarin dal Porto e l’operazione Palacio i nerazzurri stanno stringendo per avere il centrale argentino ex Catania e Boca Juniors. Acquisto diventato necessario e prioritario dopo che i nerazzurri hanno rescisso il contratto con Lucio che, a sorpresa (testimoniata anche dalle parole di Javier Zanetti) ha scelto di rinunciare all’offerta del Malaga per accasarsi alla Juventus, chiaro segnale di rivalsa nei confronti di un club che non credeva più in lui. Ad Appiano Gentile temono di aver preso un granchio e che il brasiliano, sulla scia di Andrea Pirlo, possa rinascere proprio con la maglia bianconera dei rivali; non si aspettavano certo che Lucio scegliesse di giocare per Antonio Conte, Moratti e Branca, ma è ormai è fatta e bisogna guardare avanti. Il che significa stringere con Perinetti e Zamparini per Silvestre, obiettivo numero uno e ormai molto vicino a vestire il nerazzurro. Ieri sera, attorno alle ore 19.30, si è tenuto un nuovo meeting fra la società di corso Vittorio Emanuele e il Palermo. Un incontro durato circa due ore, al termine del quale la distanza fra i rosanero e i nerazzurri è risultata essere di 2 milioni di Euro. Da Milano hanno presentato un’offerta da 7 milioni, mentre i siciliani sono fermi alla richiesta di nove. Non un grosso problema, almeno sulla carta: vista la volontà di tutte le parti in gioco di chiudere, è molto probabile che alla fine si troverà un’intesa a metà strada, attorno agli 8 milioni di Euro più magari l’aggiunta di bonus. Dovrebbero essere escluse contropartite tecniche, a meno che il Palermo non individui qualche giovane interessante da far crescere e che potrebbe essere subito utile alla causa. In realtà le dichiarazioni rilasciate dai protagonisti dello stesso vis-a-vis non sono sembrate poi così ottimistiche: Il direttore generale del Palermo Perinetti, ha infatti confessato: «Abbiamo parlato. Se siamo più vicini? Forse più lontani. Per ora non ci siamo. Bisogna lavorare». Parole simili quelle pronunciare dal direttore dell’area tecnica dell’Inter, Marco Branca: «Col Palermo c’è stato uno scambio di idee. Ma non c’è intesa. La loro disponibilità è sempre buona. Se siamo più avanti di lunedì? Ci rivedremo». Insomma, a parole parti ancora lontane, in realtà decisamente vicine nonostante il Milan sia sempre alla finestra. La sensazione è che per Silvestre all’Inter sia solo questione di ore, quei due milioncini che ballano in un modo o nell’altro verranno limati. Nel frattempo, Branca ha parlato anche del mercato in uscita, soffermandosi in particolare su Maicon, vicino al Chelsea ma tentato anche dal Real Madrid, e su Giampaolo Pazzini, che potrebbe tornare alla Sampdoria: «Su Maicon non c’è nessuna novità. Se siamo in attesa di fax? Se qualcuno vuole fare qualcosa si farà vivo. Pazzini viene con noi a Pinzolo. Per Forlan siamo vicini alla risoluzione del contratto». Tre situazioni spinose, dei tre molto probablmente rimarrà solo Pazzini, ma la fiducia è a tempo; 

Di fronte a un’offerta giusta, l’attaccante arrivato ad Appiano Gentile nel gennaio del 2011 potrebbe davvero partire. Se non ora, magari si farà a gennaio. Intanto si prepara una nuova riorganizzazione societaria in corso Vittorio Emanuele. Nel vertice tenutosi ieri con Andrea Stramaccioni è stato stabilito che Ivan Cordoba sarà il nuovo team manager (oggi potrebbe essere il giorno del grande annuncio) e l’ex calciatore colombiano sarà di fatto l’uomo che si interfaccerà fra giocatori e dirigenza, come fece al suo tempo il tanto amato Lele Oriali. Un incarico di responsabilità per una vera e propria colonna della storia recente nerazzurra: arrivato nel 2000, Cordoba nel corso di dodici stagioni è stato un’intramontabile colonna difensiva, partecipando a tutti i grandi successi del club, quelli con Mancini e quelli targati Mourinho, inizialmente come titolare inamovibile e poi come leader dello spogliatoio in posizione più “defilata” sul campo di gioco. Un riconoscimento anche dovuto per chi è sempre rimasto attaccato alla maglia. 



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