RITIRO DEL PIERO/ Il suo primo presidente: un’amichevole per rivedere Alex con la maglia del Padova (esclusiva)

L’annuncio era nell’aria e adesso ha tutti i crismi dell’ufficialità: sarà l’ultimo anno di Del Piero alla Juventus. Il commento di MARINO PUGGINA, il presidente che lo scoprì a 16 anni 

19.10.2011 - La Redazione
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Alex Del Piero (Foto: ANSA)

A 19 anni firmò il primo contratto professionistico con la maglia della Juventus. A fine stagione, 19 anni dopo, Alessandro Del Piero toglierà gli scarpini e la maglia bianconera. L’annuncio era nell’aria e adesso ha tutti i crismi dell’ufficialità dopo le parole di Andrea Agnelli. Nel futuro di Alessandro, però, ci sarà ancora la Juventus. Non può essere altrimenti visto che per la causa bianconera il Pinturicchio ha sofferto anche l’amarezza di una retrocessione in serie B, ma forse sarebbe meglio ricordare i tanti successi raggiunti grazie alle prodezze (su tutte il marchio di fabbrica del tiro a giro nell’angolo lontano) del capitano bianconero. Un campione di classe e di stile. E’ passato molto tempo da quando Boniperti in persona scommesse sul talento di San Vendemiano e si presentò alla corte del Padova dello storico (sotto la sua gestione ha lanciato diversi calciatori fra cui Albertini e Di Livio solo per fare due nomi) presidente Marino Puggina. Marino, oggi 91enne, dalla sua casa di Selvazzano Dentro ricorda in esclusiva per ilsussidiario.net «il ritratto eccezionale di un giocatore completo. Avevamo visto subito il tipo di calciatore (calciava di destro e di sinistro con la stessa intensità), si vedeva che era un predestinato. I miei collaboratori mi dicevano che ogni volta (ancora giovanissimo visto che il Padova l’aveva prelevato a 16 anni dal San Vendemiano) che tirava le punizioni, anche in allenamento, faceva gol. E poi si distingueva (cosa non da poco) per il comportamento». Sulla classe di Del Piero i numeri parlano da soli: ha segnato 284 reti (185 in serie A) e ha vinto 17 trofei, tra cui sette scudetti, una Champions League e una Coppa Intercontinentale contro il River Plate grazie proprio a una sua stoccata. Per tutti è stato ed è un esempio di correttezza e di umiltà, un giocatore che ha saputo calarsi anche nella parte di gregario di lusso, mostrandosi sempre un professionista esemplare. In passato ha sofferto molto per le sostituzioni sistematiche operate da Fabio Capello e le critiche (troppo ingenerose) sulle sue prestazioni in azzurro (agli Europei del 2000 fu massacrato dallo stampa), anche se si è preso una bella rivincita con il Mondiale 2006. Attaccato alle sue origini venete, portò la Coppa anche a casa sua, perché era lì che «l’aveva sognata fin da bambino». L’ipotesi di ritiro di una bandiera come Del Piero ha quasi il sapore di una sconfitta per il mondo del calcio, che rischia così di restare impoverito. E’ anche vero, come sostiene il commendatore Puggina, che Alessandro ha «già fatto molto» per portare nel mondo una bella immagine di questo sport. Il desiderio dei tifosi bianconeri è quello di vedere Del Piero alzare un ultimo trofeo dopo gli anni bui del post calciopoli e magari di festeggiare la stagione numero 20 e il 200° gol nella massima serie. Chiedono troppo? No. Il 10 bianconero, se pur utilizzato con il contagocce da Conte, quando entra lascia il segno. A proposito di sogni nel cassetto, il presidente che riportò il Padova nella massima serie dopo più di 30 anni oggi è ancora affamato di calcio e spera un giorno di assistere con l’amico Boniperti in tribuna a un amichevole Juventus-Padova. «Che bello – confida Puggina –. Mi farebbe molto piacere; vediamo cosa si può fare magari per festeggiare il Padova che quest’anno è molto forte e sicuramente andrà in serie A». L’altro sogno nel cassetto (si è avverato) era quello di… 

…ricevere una telefonata dallo stesso Alessandro Del Piero: «Non molto tempo fa mi ha telefonato per salutarmi e per sapere come stavo. La telefonata di Alessandro mi ha fatto molto piacere». I campioni si riconoscono anche da questi particolari. I due sogni erano stati lanciati due anni fa dallo stesso Marino Puggina attraverso le pagine de ilsussidiario.net: uno si è realizzato, per l’altro qualcosa ci dice che si farà.

Luciano Zanardini

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