CALCIOPOLI/ Chirico: Moggi condannato? Sentenza politica voluta dai poteri forti (esclusiva)

- int. Marcello Chirico

Marcello Chirico non crede alla sentenza di ieri sera: Moggi era il più bravo a fregare gli altri, ma l’associazione a delinquere non esiste… Leggi l’intervista esclusiva.

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Luciano Moggi (Foto: ANSA)

Ieri sera, come ormai tutti sanno, è stata emessa la sentenza di primo grado nel processo contro gli imputati di Calciopoli, ed è stata una sentenza che ha confermato la tesi dell’accusa. Pur con pene leggermente ridotte, quindi, la sentenza confermerebbe l’esistenza della “cupola” che governava a proprio piacimento il calcio italiano fino al 2006, con ben 20 persone condannate (alle 16 di ieri vanno aggiunti i 4 già condannati con il rito abbreviato, tra cui Giraudo). Una sentenza che ha inevitabilmente causato reazioni forti, tra la gioia dei colpevolisti e la delusione degli innocentisti. Tra questi ultimi, inevitabilmente, ci sono molti juventini. Abbiamo sentito il noto opinionista televisivo bianconero di Telelombardia e Antenna 3 Marcello Chirico, che ci ha rilasciato dichiarazioni davvero interessanti. Intervista da non perdere, dai toni forti, in esclusiva per IlSussidiario.net. Abbiamo aperto un dibattito su questa vicenda, sulla quale abbiamo anche sentito il parere di due illustri giornalisti tifosi juventini, Beccantini (clicca qui per leggere l’articolo) e Ostellino (clicca qui per l’articolo), e di un accusatore del sistema-Moggi, l’ex presidente del Bologna Gazzoni Frascara (clicca qui per l’articolo).

Chirico, cosa ne pensa di questa sentenza?

Sono basito. Da ieri sera cerco di darmi una spiegazione a questa sentenza che francamente non riesco a capire. Dico la verità, non mi aspettavo un’assoluzione totale, una lieve condanna era inevitabile. Ma pensavo che l’accusa di associazione a delinquere fosse ormai caduta in virtù di tutto il materiale emerso su altri durante questi anni.

E quindi come giudica il giudizio di colpevolezza?

Per dirla francamente, c’è una sola spiegazione possibile: questa è una sentenza politica. Non si poteva sconfessare Calciopoli, quindi la sentenza era già scritta. In caso contrario si sarebbe sconvolto ancora una volta tutto il calcio italiano, e credo che la Federazione avrebbe potuto anche avere a che fare con forti richieste di risarcimenti danni. E poi credo che ci siano state forti pressioni, anche dai poteri forti…

Può spiegarsi meglio?

Penso ad esempio alle molte banche che hanno interessi nel mondo del calcio. Certamente non vogliono che sia squassato un’altra volta.

In ogni caso, il fatto che probabilmente anche altri fossero coinvolti non può essere una scusante per gli imputati in un processo penale.

La mia idea è semplice: il calcio non è certo un mondo di santi, anzi diciamo pure che è un mondo di “demoni”. Probabilmente i dirigenti di quella Juventus erano i più bravi a fregare gli altri in un mondo di demoni. Ci poteva stare che la Juventus fosse penalizzata come Milan, Lazio, Fiorentina e Reggina. Ci poteva anche stare che la penalizzazione per noi fosse più forte. Ma con tutto quello che hanno combinato mandandoci in B ed escludendoci dall’Europa hanno distrutto la squadra più forte d’Italia.

Una “vittoria” però la Juventus l’ha ottenuta, sui risarcimenti che non dovrà pagare…

Già… Vittoria per modo di dire. Non capisco proprio il tono trionfale del comunicato della società: non c’è nulla da festeggiare.

Moggi condannato (e prima di lui Giraudo), ma Juventus estranea. Non c’è qualcosa che non quadra?

In effetti a Napoli 1+1 non ha fatto 2… Ma su questo punto voglio aspettare le motivazioni della sentenza. E comunque voglio dire una cosa importante: è giunto il momento di pensare a prenderci le nostre rivincite sul campo di calcio, tanto è evidente che nessun tribunale ci darà mai soddisfazione. Bisogna tornare i numeri 1 sul campo, la vendetta migliore è tornare ad essere i più forti.

Chiudiamo quindi con una domanda sul calcio giocato: questa Juventus può vincere lo scudetto?

Io credo di sì, a patto di rafforzare la difesa a gennaio e soprattutto di mettere in campo tutta la rabbia per le vicende di questi anni.

 

(Mauro Mantegazza)



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