CALCIOMERCATO/ Juventus: tutti i retroscena del Cda di ieri

- La Redazione

SALVATORE COZZOLINO piccolo azionista bianconero, analizza il cda di ieri della Vecchia Signora. Spiegando ai lettori anche alcuni lati poco chiari della vicenda

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Riceviamo e pubblichiamo quest’analisi sul cda della Juventus di ieri di Salvatore Cozzolino membro del team ju29ro (www.ju29ro.com)

Un aumento di capitale annunciato, e inevitabile. Sicuramente non discrezionale. Ne avevo cominciato a parlare nel Gennaio del 2010 (leggi qui) anche se in realtà fin dal 2007, anno della precedente ricapitalizzazione da 105 milioni di Eur, quella post-Calciopoli, ebbi la sensazione che il denaro generosamente versato dai piccoli azionisti sarebbe stato velocemente dilapidato a causa dell’assoluta inadeguatezza del management. Vengo dunque a commentare questa operazione di aumento di capitale annunciata ieri. Innanzitutto le cifre. La ricapitalizzazione sarà di 120 mln Eur. Il 60% deve essere sottoscritto da Exor, e sono circa 72 milioni. Il resto, 48 milioni, dagli altri azionisti, piccoli e grandi, come ad esempio i libici di Lafico, che dovrebbero sottoscrivere circa 9 mln Eur e che però al momento sono sottoposti alle misure di congelamento delle loro quote, ai sensi della Decisione 2011/137/PESC del Consiglio dell’Unione Europea del 28 febbraio 2011 e del Regolamento (UE) 204/2011 del Consiglio dell’Unione Europea del 2 marzo 2011 ( http://www.mincomes.it/embarghi/regolamenti/reg_204_2011.pdf ). L’art. 7, comma c) del Regolamento citato potrebbe però permettere alla Lafico di ottenere una deroga nel caso in cui i fondi siano “destinati esclusivamente al pagamento di diritti o di spese connessi alla normale custodia o gestione di fondi o risorse economiche congelati”. Lafico quindi, in linea teorica, potrebbe partecipare all’aumento regolarmente. In caso contrario, Exor ha manifestato la disponibilità a sottoscrivere la quota inoptata dai libici, portando quindi il proprio impegno finanziario da 72 mln Eur a 81 mln Eur e riducendo sensibilmente, in proporzione, la percentuale di azioni in possesso dei libici.

Questo è infatti tecnicamente un aumento di capitale molto diluitivo per chi non sottoscrive i propri diritti di opzione. Ai piccoli azionisti, circa 40.000, spetterà la facoltà, ma non l’obbligo, di sottoscrivere il rimanente 32,5% delle azioni emesse, pari a circa 39 mln Eur. Chi non volesse sottoscrivere ha la possibilità di vendere in Borsa il suo diritto, il cui valore teorico si potrà calcolare solo al momento in cui si sapranno le condizioni a cui l’aumento verrà deliberato. Parliamo cioè di un qualcosa che avverrà non prima di novembre. Gli aumenti di capitale, infatti, devono essere deliberati dall’Assemblea Straordinaria che, con scelta molto azzeccata, in termini di economicità organizzativa, stavolta verrà convocata a fine ottobre, insieme a quella ordinaria. L’incasso quindi della sottoscrizione dell’aumento di capitale avverrà entro dicembre 2011, come specificato nel comunicato della società. Tutti i diritti non sottoscritti dai piccoli azionisti potranno essere raggruppati ed esercitati da un eventuale Consorzio di Banche e/o da un ulteriore impegno dell’azionista di maggioranza.

 

In realtà la Juventus non può permettersi di aspettare Dicembre. Deve infatti riequilibrare molto prima la sua situazione patrimoniale, perciò è stato stabilito che un importo di poco inferiore alla somma che Exor dovrà pagare a dicembre per l’aumento di capitale, circa 70 mln, sarà messa a disposizione della Juventus fin dal 1 Luglio, sottoforma di linea di credito a breve termine. Al momento opportuno poi, eventuali utilizzi saranno scalati dall’importo che Exor verserà a titolo di aumento di capitale. Tale anticipo servirà a ricostituire immediatamente una riservà di liquidità pper l’ordinaria gestione della società. Nel frattempo le riseve di Patrimonio verranno utilizzate per il ripianamento delle cospicue perdite dell’esercizio in corso 2010/2011, che già da quest’inverno avevamo stimato intorno ai 65-70 mln Eur. Non immaginiamo al momento quale potrà essere la risposta dei piccoli azionisti, anche se prevediamo che possa essere un po’ più tiepida del 2007, quando ci fu praticamente un plebiscito di adesioni. Questa volta i fattori che ci fanno essere pessimisti sono molteplici.

 

Senza dubbio in primo piano le conseguenze della crisi economica in atto, ma anche una certa delusione per i risultati del precedente aumento del 2007. In effetti, se proprio vogliamo dirla tutta, questo aumento dovrebbe essere sottoscritto integralmente da Exor, proprio in virtù dei gravi errori commessi nell’affidare la società a manager inesperti e per aver colpevolmente ignorato i suggerimenti dei piccoli azionisti. Chiedere un ulteriore atto di fiducia agli azionisti di minoranza è sicuramente un esercizio impegnativo, soprattutto se, come prevedibile, non si coglierà l’occasione per inserire uno dei loro rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione, come previsto dalla normativa vigente.

 

 

Nel frattempo il nostro consiglio è quello di aspettare prima di decidere e di farlo anche alla luce dei comportamenti che la società metterà in atto nel prosieguo della annosa vicenda di Calciopoli. Non si dimentichi infatti il discutibile atteggiamento tenuto dalla società e dai vecchi amministratori in merito alla vicenda del ricorso al Tar del 2006. In quella occasione, a nostro parere, non furono infatti efficacemente tutelati gli interessi innanzitutto patrimoniali, ma anche morali, dei piccoli azionisti. Si tratta quindi, come abbiamo detto in apertura, di un aumento di capitale indispensabile e non facoltativo. Indispensabile non per finanziare la campagna acquisti, come fantasiosamente i tifosi e i giornalisti stanno commentando sui Forum e su molti giornali, ma per riportare in equilibrio una situazione che tra crescente indebitamento e decrescenti ricavi è diventata pesante. Probabilmente in Exor la decisione di finanziare nuovamente la Juventus è stata presa dopo un aspro confronto tra le varie componenti della Famiglia Agnelli/Elkann, alcune delle quali profondamente contrarie a mettere altri soldi nel calcio.

 

Ma, come spiegato, stavolta era necessario, e alla fine si sono rassegnati e hanno dovuto chinare la testa per causa di forza maggiore, per proteggere il loro “asset” ed evitare ulteriori deprezzamenti. Parallelamente è stato anche approvato un Piano di Sviluppo per il quadriennio 2011/2012 > 2015/2016, i cui dettagli però sono al momento sconosciuti, nonostante un poco convincente John Elkann, in una intervento subito dopo il Cda Exor, abbia fatto capire che prevede il maggior coinvolgimento di azionisti e tifosi. Noi ci auguriamo ovviamente che questo “maggor coinvolgimento” non si materializzi in ulteriori richieste di denaro, tipo l’indecente ipotesi SMS che qualche tempo fa era apparsa sui principali quotidiani.

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