CALCIOMERCATO/ Juventus, Barillà: la nuova Juve, tra Rossi e una ritrovata voglia di vincere (esclusiva)

In esclusiva a ilsussidiario.net è intervenuto il giornalista del Corriere dello Sport Antonio Barillà: una voce autorevole, direttamente dal ritiro di Bardonecchia, sulla nuova Juventus.

11.07.2011 - La Redazione
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Milos Krasic sorridente (Foto Ansa)

La Juventus è in ritiro già da cinque giorni a Bardonecchia. La squadra bianconera, agli ordini di Antonio Conte, ha iniziato la preparazione in vista della prossima stagione, nella quale sarà chiamata ad un pronto riscatto dopo un’annata davvero deludente, conclusasi con l’esclusione dalle competizioni europee. A tenere banco però sono soprattutto le numerossisime voci di mercato che vedono la società impegnata in prima linea: dalla ricerca del top player all’ipotesi Vidal, dai malumori di Storari alle dichiarazioni dei primi arrivi bianconeri, l’ambiente juventino è in fermento costante. In esclusiva a ilsussidiario.net è intervenuto Antonio Barillà, noto giornalista del Corriere dello Sport, che dal ritiro bianconero ha fatto con noi il punto della situazione su tutti i temi caldi in casa Juventus.

La Juventus è già al lavoro a Bardonecchia: che impressione ha avuto dai primi allenamenti?

Innanzitutto ho visto un entusiasmo incredibile attorno alla squadra, che ha caricato a mille i giocatori già in queste prime giornate di allenamento. Vedo una squadra grintosa, decisa a tornare ad essere la vera Juventus: una squadra capace di colmare il gap con Inter e Milan e potersi giocare lo scudetto alla pari.

Il popolo bianconero ha risposto “presente” pur dopo un’annata negativa: se lo aspettava?

E’ vero e non era facile immaginarlo, soprattutto per due fattori: l’esito della passata stagione e il fatto che il mercato, sinora, non ha ancora riservato i colpi eclatanti di cui tanto si parla. Però sono arrivati in migliaia qui a Bardonecchia per stringersi attorno alla squadra.

Sono i primi giorni anche di Antonio Conte…

Del mister mi ha colpito la velocità con cui ha messo sotto torchio la squadra, cercando di trasmettere sin da subito non solo il suo credo tattico, ma anche il suo DNA mentale.

Quale?

La sua voglia di vincere, di fare bene e la volontà di ritrovare quella “fame” capace di far uscire la Juventus dall’empasse delle ultime stagioni difficili.

Eccoci ai primi acquisti: Pirlo, Pazienza, Ziegler e Lichtsteiner. Sono nomi da grande Juventus?

Pirlo è un giocatore di qualità assoluta, uno dei migliori interpreti nel mondo del suo ruolo: se non ci saranno incovenienti fisici vedremo a Torino un giocatore straordinario. Ziegler e Lichtsteiner sono giocatori che hanno sempre fatto bene nelle loro squadre e Pazienza è stato un protagonista della cavalcata del Napoli dello scorso anno. Sono acquisti importanti, che non devono essere sviliti dall’attesa del “top player”.

Cosa manca adesso alla Juventus?

Oltre al “bomber” offensivo serve un esterno sinistro alto, che sappia interpretare il modulo di Conte e un centrocampista centrale.

 

Cominciamo dal “top player”: Rossi o Aguero?

Più Rossi che Aguero. Sull’italiano la Juventus è in vantaggio grazie ad un lavoro costante con il manager Pastorello (procuratore del giocatore n.d.r.) e la dirigenza del Villareal che sta dando buoni frutti, mentre per Aguero vedo il Manchester City in vantaggio: l’offerta dei citiziens – 39 milioni di euro – difficilmente potrà essere pareggiata dalla Juventus.

 

Si è parlato a lungo anche di Benzema, Higuain e altri grandi attaccanti: nessuna possibilità per loro?

La Juventus, come è giusto che sia, non ha mollato le piste che portano a questi campioni, tanto che anche Andrea Agnelli, a margine della presentazione delle nuove maglie, ha parlato pubblicamente di Sanchez e Higuain. Certo, la strada che porta a Rossi è di gran lunga la più agevole.

 

Non servirebbe un innesto al fianco di Chiellini, magari uno tra Silvestre e Fernando (Porto)?

Le priorità della Juventus adesso sono altre. Diciamo che potrebbe servire un centrale d’esperienza solo in due casi: la cessione di un difensore centrale della rosa oppure in seguito alla scelta di schierare Chiellini come esterno sinistro. Bonucci è stato un investimento, anche costoso, per il futuro e Barzagli ha dimostrato di essere un difensore ancora integro e completo: non serve tornare sul mercato.

 

A centrocampo Vidal può essere l’uomo giusto?

Assolutamente sì e nella corsa al cileno la Juventus è nettamente favorita. Il Leverkusen è stato molto chiaro nell’escludere da questa corsa al centrocampista i club della Bundesliga – altrimenti il Bayer Monaco sarebbe stata la prima scelta – e tra le italiane la Juventus è sicuramente in testa rispetto al Napoli e al Genoa, le uniche due squadre ad essersi interessate a lui.

Chi è destinato a partire?

Innanzitutto Amauri, che vive una situazione ambientale molto difficile e Iaquinta, anche se la sua cessione è complicata dall’ingaggio piuttosto alto e dal recente nuovo infortunio subìto in questi giorni. A centrocampo c’è un vero e proprio overbooking, con Sissoko, Melo e Giandonato destinati a non rimanere a Torino. In difesa invece potrebbe partire uno tra Motta, Grygera e Sorenseen. 

 

Buffon sicuro titolare?

Non c’è neanche da parlarne. Buffon è il migliore al mondo e, dopo il recupero dall’infortunio, non ha rivali. Storari sa benissimo che farà il secondo per un motivo molto semplice: ha davanti il numero uno al mondo. Al momento l’indiziato a partire è Manninger, ma se Storari chiedesse di essere ceduto, la Juventus non metterà ostacoli alla sua cessione. 

 

Dove può arrivare questa Juventus?

Quattro giorni di lavoro sono pochi per poter farsi un’idea chiara sugli obiettivi reali, soprattutto sapendo che questa Juventus non è quella che si presenterà ai nastri di partenza. Però si respira feeling, voglia di vincere e l’ambiente è carico: la partenza della nuova Juventus è davvero incoraggiante.



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