CALCIOMERCATO/ Juventus, Borghi (Sportitalia): Paredes è l’erede di Riquelme, ma se lo si vuol prendere… (esclusiva)

In esclusiva a Ilsussidiario.net, il noto giornalista Stefano Borghi, esperto di calcio sudamericano e telecronista di Sportitalia, ha parlato di Leandro Paredes.

31.10.2012 - int. Stefano Borghi
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Beppe Marotta con Andrea Agnelli (Infophoto)

Qualche giorno fa si è disputato al Monumental di Buenos Aires il SuperClasico tra River Plate e Boca Juniors. Un match importante, tradizionale, storico, che è terminato con il punteggio di due a due. Una partita che ha visto spettatori importanti come gli osservatori di Juventus e Inter che sono andati in missione per scovare qualche prossimo colpo per il calciomercato invernale o estivo. La Juventus ha mandato il proprio osservatore Ribalta e ha seguito alcuni giocatori, in particolare Leandro Paredes, classe ’94, giocatore del Boca, che pur entrando nei minuti finali del match è stato decisivo nella rete del due a due nel recupero siglato da Walter Erviti. Il giovane ragazzo piace moltissimo ai dirigenti bianconeri che sono molto attenti per quanto riguarda i talenti del calcio mondiale. Per capire le qualità del giocatore abbiamo intervistato in esclusiva a Ilsussidiario.net Stefano Borghi, noto telecronista di Sportitalia esperto di calcio sudamericano, che ha commentato il SuperClasico: “Paredes è per il Boca Juniors l’erede natuale di Riquelme. E’ un classico trequartista, fantasista, ha ottime qualità tecniche e una struttura fisica importante. Deve ancora crescere, ha giocato poco con la maglia del Boca, ma non dimentichiamo che si tratta di un ragazzo di appena 18 anni”. La Juventus, vedi quanto accaduto con Pogba, potrebbe acquistare il giocatore per valorizzarlo nel campionato italiano. Ma non sarà facile visto che su Paredes ci sono tanti club importanti. Non solo, il ragazzo ha bisogno di giocare e difficilmente potrà farlo in Italia. A questo proposito Borghi è molto critico con i club italiani: “Io non credo che i club italiani siano pronti per acquistare giovani talenti di 18 anni argentini. Non c’è la cultura giusta per acquistare questi giocatori che vengono da un altro campionato e hanno bisogno di capire bene il calcio italiano. Da noi vogliamo tutto e subito e non sappiamo aspettare”. Borghi prende l’esempio di Lamela: “Fin dal primo giorno della scorsa stagione si è detto che non valeva i 19 milioni di euro spesi dalla Roma. Ha fatto una stagione altalenante e in molti hanno sparato giudizi, oggi invece lo descrivono tutti come un fenomeno. E’ passato solo un anno. Anche Lamela ha avuto bisogno di capire bene il calcio italiano”. I club nostrani dovrebbero quindi avere una mentalità giusta soprattutto nei casi dei giovani talenti.

In Italia solo pochi club puntano decisamente forte sui giovani talenti. Problemi che non ci sono soltanto per i talenti stranieri ma, soprattutto, per quelli italiani. Quest’anno però alcuni di loro sono esplosi come Stephan El Shaarawy.



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