JUVENTUS-ATALANTA/ Tacchinardi: bianconeri e nerazzurri, così diversi ma così simili (esclusiva)

ALESSIO TACCHINARDI presenta in esclusiva la partita di oggi pomeriggio Juventus-Atalanta. Il doppio ex delle due compagini fa il suo pronostico e fa un interessante confronto tra…

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Antonio Conte (Infophoto)

Juventus-Atalanta è una delle partite più interessanti della giornata del campionato di serie A. I bianconeri sono logicamente favoriti, come dimostra la lettura della classifica. Si aggiunge a questo l’entusiasmo che ha la Juventus, qualificata in Champions League e che ha ritrovato il suo condottiero, Antonio Conte, ritornato di nuovo in panchina. I precedenti confermano tutto questo. Sono 50 le gare in campionato tra Juventus e Atalanta disputate a Torino. Il bilancio è nettamente a favore dei padroni di casa, con 32 vittorie, 14 pareggi e 4 sconfitte, e l’ultima risale alla stagione 1989-1990, autore del gol decisivo l’argentino Caniggia. La più importante delle sfide recenti coincise con la conclusione del campionato 2011 -2012 e l’assegnazione dello scudetto alla Juventus, con l’ultima partita in bianconero di Alessandro Del Piero. L’Atalanta però anche in questa stagione sta facendo molto bene: i nerazzurri non sembrano soffrire troppo per la penalizzazione, e hanno già battuto Milan, Napoli e Inter. Per parlare di quest’incontro abbiamo sentito il doppio ex Alessio Tacchinardi, cresciuto nell’Atalanta e poi passato alla Juventus, dove raccolse i suoi maggiori successi. Eccolo in questa intervista per IlSussidiario.net.

In Juventus–Atalanta il pronostico della vigilia sarà rispettato? Dovrebbe essere così perché la Juventus sta attraversando un grande periodo di forma, ma attenzione all’Atalanta perché è una buonissima squadra, in grado di mettere in difficoltà i bianconeri.

L’Atalanta quali mezzi dovrà usare per bloccare la squadra di Conte? Non dovrà giocare in difesa, racchiusa nella sua metà campo, ma non è sua abitudine farlo. Dovrà fare pressing a centrocampo e cercare di colpire la Juventus con qualche suo giocatore importante, come Denis.

Quanto pesa il problema della mancanza di un grandi centravanti? Direi che la Juventus gioca senza un punto di riferimento in attacco, un giocatore che sia il finalizzatore di tutte le azioni del gioco dei bianconeri. Va bene ugualmente perché la quantità di reti segnate è sempre notevole.

Si parla tanto di Drogba: sarebbe lui il top player giusto? Drogba è un fenomeno, io stravedo per lui, ma non mi sembra il giocatore giusto per l’attacco della Juventus. Didier è statico, è fermo, non partecipa all’azione della squadra. Vedrei bene piuttosto Sanchez o David Villa.

Intanto con il ritorno di Conte in panchina l’entusiasmo dei bianconeri è ancora di più aumentato… E’ normale che sia così. Già senza Conte la Juventus andava bene, ora col suo condottiero in panchina i bianconeri sono ancora più motivati a far bene.

Qual è il segreto di una piccola società come l’Atalanta, “regina delle provinciali”? Il segreto è quello di lavorare bene, con tanta umiltà, tanto equilibrio e perseveranza. Direi che la Juventus e l’Atalanta, pur con obiettivi diversi, si assomigliano in questo modo di gestire il calcio.

Come si vive il calcio a Bergamo? Con passione, cercando di curare ogni minimo particolare, curando il settore giovanile. Sono tutti elementi che permettono di mantenere l’Atalanta nella elité del calcio italiano.

Come vede il futuro della squadra bergamasca? 

Il presidente Percassi ha entusiasmo. Tanto, tanto entusiasmo: vuole costruire lo stadio nuovo e vuole puntare a traguardi importanti. Credo che questo sia possibile.

E cosa vede nel futuro della Juventus? Può ritornare a essere un grande club europeo. Per la Champions League attualmente vedo ancora superiori il Real Madrid e il Barcellona, ma con le altre squadre già da questa stagione la Juventus se la potrà giocare.
Qual è il suo pronostico per questa partita? Vedo un 2-0 per la squadra di Conte. Mi farebbe ovviamente piacere se vincesse la Juventus, ma guardo sempre con simpatia l’Atalanta, la squadra dove sono cresciuto, calcisticamente parlando.

 

(Franco Vittadini)

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