PAGELLE/ Juventus-Atalanta (3-0): i voti della partita (serie A, 17esima giornata)

- La Redazione

La Juventus sbriga la pratica Atalanta in meno di mezz’ora: Vucinic torna al gol in campionato dopo tre mesi, Pirlo e Marchisio chiudono. I bianconeri allungano sulla seconda in classifica.

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Ivan Radovanovic, 24 anni, e Mirko Vucinic (a terra), 29, al quinto gol stagionale (INFOPHOTO)

La Juventus abbatte l’Atalanta per 3-0. Decidono le reti messe a segno nel primo tempo da Vucinic, Pirlo e Marchisio. Vittoria indiscutibile quella dei bianconeri che spendendosi in un primo tempo giocato ad alta intensità sbrigano prima del previsto la pratica Atalanta. Gli orobici, inoltre, dalla mezzora del primo tempo rimangono in 10 a causa dell’espulsione di Manfredini. Con la vittoria odierna la Juve stacca l’Inter di 7 punti e consolida il suo primato in classifica giungendo a quota 41 punti. L’Atalanta invece resta invece a + 7 dalla zona retrocessione.

La squadra di Antonio Conte scende in campo con il piglio giusto. Pressing asfissiante, rapidità di movimenti e di pensiero e pioggia di gol. Così il primo tempo finisce in un baleno tra gli applausi dello Stadium. Nella ripresa la gara è chiusa. Gli ospiti, privi del loro capitano espulso, preferiscono non sbilanciarsi eccessivamente evitando rischi inutili. I bianconeri provano a segnare costruendo molto, ma Consigli e la scarsa precisione sotto porta mantengono le distanze invariate.

I bianconeri colpiscono per l’assoluta autorevolezza con cui conquistano la posta in palio. Ritmi infernali fin dal fischio d’inizio e per gli avversari c’è poco da fare. Conte richiama più volte Lichtsteiner e Asamoah a maggior attenzione nel primo tempo. La squadra trova il giusto assetto tattico con il passare del tempo e nella ripresa i nuovi ingressi si calano bene nella costruzione del gioco. Una Juve che non dà l’impressione di voler rallentare e già venerdì contro il Cagliari potrebbe conquistare il titolo di campione d’inverno.

Gli orobici non riescono ad addomesticare la Juve e subiscono la rete di Vucinic al pronti-via. Dopo la rete la manovra nerazzurra esce allo scoperto e mette in difficoltà il reparto difensivo della Juve. Peluso e Schelotto fanno un buon lavoro aprendo spazi, ma non basta. Una magia di Pirlo, un missile di Marchisio e l’espulsione di Manfredini chiudono i conti, convincendo Colantuono a limitare i danni. Nella ripresa la transizione difensiva resiste ai continui attacchi dei padroni di casa.

Arbitra con pazienza e giudizio una gara non difficile. Giusta l’espulsione per somma di ammonizione inflitta a Manfredini. Come risultano corrette le decisioni dell’assistente di gara nei gol annullati a Giovinco e Quagliarella.

Replica bene su Denis nel primo tempo, preservando il vantaggio da poco conquistato. Per il resto molte uscite sicure.

Solita sicurezza in difesa. Affronta senza problemi Moralez costringendolo a svariare per altre zone del campo.

(dal 18’ s.t. PADOIN 6 Entra bene nel vivo del match offrendo diverse soluzioni ai compagni.)

Inizio sporcato da un errore che aziona Denis solo davanti a Buffon. Con lo scorrere del tempo il giovane di  Torino non sbaglia un colpo. Ottima risposta.

Recupera più palloni di tutti (20) e sbroglia con decisione diverse situazioni complesse.

Semina il panico sulla fascia, facendosi trovare pronto alla ricezione alta o all’inserimento che non ti aspetti. Termina la gara tra i tre di difesa rimanendo sicuro e preciso.

VIDAL 6,5 Gioca su ogni fronte cercando spesso i compagni tra le linee. Nel finale si divora una rete già fatta da pochi passi. Conferma il suo ottimo stato di forma.

Sale in cattedra fin da subito e detta legge. Una punizione calciata in maniera perfetta lo porta ad arricchire il suo score in campionato (4) e raggiungere Baggio e Mazzola nelle reti siglate da calcio da fermo in A (20). Gli aggettivi si sprecano.

Delizia il pubblico con le sue doti naturali: freddezza, ragione ed esplosività. Trova la rete che chiude i conti.

(dal 25’ s.t. GIACCHERINI 6 Si cala bene nel ruolo di mezz’ala, offrendo a Giovinco la possibilità per il poker.)

Un po’ timido e confuso nel primo tempo. Si stabilizza nella ripresa grazie a un ottimo supporto in fase offensiva.

Dinamico e incontenibile. Si muove all’impazzata tra le linee, mandando in tilt fin da subito i radar dei difensori avversari. Arriva più volte vicino alla rete, ma non la trova.

Spende ogni energia dall’inizio al momento della sua sostituzione. Ritrova il tanto ricercato gol in campionato e sfodera una prestazione da big.

(dal 11’ s.t. QUAGLIARELLA 6 Ci tiene a far bene e si propone più volte. La tenacia messa in campo è da elogiare, ma la posizione assunta in campo è spesso troppo libertina.)

La squadra messa in campo è una macchina feroce e organizzata. Lui la collauda perfezionandola in ogni dettaglio e chissà se davvero “il meglio deve ancora venire…”

 

Appare incerto sul terzo gol bianconero. Nel secondo tempo salva più volte sulle fiondate continue degli avversari.

Si perde Vucinic nell’occasione del primo gol e fatica molto a contenere gli avversari.

Si fa prendere dall’eccesiva foga e guadagna anzitempo gli spogliatoi, lasciando i compagni in 10. Non è da lui, ma può capitare.

Si fa attrarre troppo facilmente fuori area, lasciando scoperto diverse zone pericolose. Resta però il migliore in difesa.

Spesso si complica la vita, rallentando le ripartenze. Troppi errori.

Confuso e sottotono. Sbaglia troppi palloni sulla tre quarti.

(dal 1’ s.t. BIONDINI 6 Si conferma elemento indispensabile. Resta al suo posto provando a spezzare spesso la manovra bianconera.)

Prova a alimentare costantemente la manovra orobica, rifornendo le fasce e non solo. Sbaglia pochissimo.

(dal 29’ s.t. CAZZOLA 5,5 Fa rimpiangere ben presto Cigarini perdendosi tra le maglie avversarie. )

Si comporta bene, minacciando più volte il cross dalla fascia e mettendo in difficoltà Lichtsteiner. Con il passare del tempo non si demoralizza e dà una buona impressione.

Non riesce a velocizzare la manovra nei momenti opportuni. Poco influente sul match.

Svaria per ogni versante facendo da collante tra il centrocampo e l’attacco. Il risultato ormai compromesso convince il tecnico a risparmiarlo per la prossima gara.

(dal 39’ p.t. STENDARDO 5,5 Troppo statico. Perde spesso le marcature.)

Lotta con ogni mezzo a disposizione in avanti, ma con scarsi effetti.

La decisione di non sacrificare un uomo alla marcatura su Pirlo diventa decisiva. Anche se contro questa Juve ci sarebbe stato ben poco da fare…

 

(Francesco Davide Zaza)

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