PAGELLE/ Juventus-Napoli (3-0): i voti, la cronaca e il tabellino (trentesima giornata)

- La Redazione

La Juventus annichilisce un Napoli piccolo piccolo e si regala il -2 dalla vetta. Partita decisa nella ripresa quando i bianconeri consumano la vittoria con Bonucci, Vidal e Quagliarella.

antonio_conte_juve_r400-1
Conte (infophoto)

La Juventus annichilisce un Napoli piccolo piccolo e si regala il -2 dalla vetta. Partita decisa tutta nella ripresa, quando i bianconeri di Conte consumano la vittoria con le reti di Bonucci, Vidal e Quagliarella. Partita senza storia e che rilancia le ambizioni di bianconeri nella lotta scudetto. Per il Napoli, invece, la rincorsa Champions si mette in salita, la distanza dal terzo posto resta invariata, ma alla sfida dell’Olimpico gli azzurri dovranno fare a meno di molti uomini chiave e con il morale sotto i tacchi.

Per servire il pesce d’Aprile all’imbattuta Juventus di Conte, Mazzarri punta forte sui suoi titolarissimi, recupera Maggio sulla destra e dirotta Zuniga dall’altro lato. In attacco lo spauracchio numero uno è Cavani, supportato dalla coppia Hamsik-Lavezzi. Tra le fila dei bianconeri, invece, il ballottaggio in attacco viene vinto da Vucinic e Borriello, con Conte che conferma il 3-5-2 dell’andata e sprigiona la verve di Lichtsteiner e De Ceglie sugli esterni. La sfida dello Juventus Stadium è però anche l’incrocio tra Inler e Vidal, contesi dalle due squadre nell’ultima sessione di calciomercato. Il copione tattico della partita è chiarissimo sin dalle prime battute: Napoli rintanato nella propria metà campo per resistere alla sfuriata iniziale e pronto per le ripartenze qualora si dovessero aprire degli spazi. Spazi che in realtà non si aprono mai, la squadra bianconera corre e pressa a tutto campo evidenziando le lacune tecniche della retroguardia partenopea, spesso costretta a lanci lunghi ed infruttuosi. Nonostante la gabbia predisposta su Pirlo, il regista bianconero fa il bello ed il cattivo tempo nella trequarti partenopea, supportato dal moto perpetuo di Vidal, sempre prezioso in entrambe le fasi. Proprio da un cross dell’ex Milan, Borriello manca l’appuntamento con il tap in di testa e tiene in partita i partenopei. Solo virtualmente però, perché la squadra di Conte arriva sempre prima su ogni pallone e non segna solo per un difetto di fabbrica purtroppo evidentissimo: l’assenza di un rapace dell’area di rigore. In questo modo, di riffa o di raffa, i partenopei restano aggrappati alla partita. Il bistrattato pacchetto arretrato partenopeo regge all’onda d’urto e prova a dare speranze ai tre tenori. La scintilla delle punte partenopee con lo Juventus Stadium però non scatta e quando Hamsik, liberato a tu per tu con Buffon, si trascina il pallone sul fondo nel tentativo di scartare l’estremo difensore bianconero, diventano chiare le difficoltà della squadra di Mazzarri. Difficoltà acuite dall’infortunio di Maggio che si ferma nuovamente dopo solo 25 minuti, al suo posto entra Dossena e gli azzurri non spingono più nemmeno sulle fasce. De Sanctis disinnesca un paio di punizioni del solito Pirlo, il primo tempo è tutto qui.

Dalla riunione tecnica dell’intervallo non emergono varianti tattiche degne di nota ed al rientro dal campo il copione resta immutato. Sul terreno di gioco c’è solo la squadra di Conte che con disinvoltura si presenta nella metà campo partenopea ma fa fatica a pungere. Campagnaro rischia l’autorete sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma viene salvato da De Sanctis; poi sempre da calcio piazzato l’incontro si sblocca. Rete tanto fortunosa quanto meritata. Pirlo mette nel mezzo, Vucinic corregge una mischia in area con una conclusione che trova la deviazione di Bonucci (in fuorigioco millimetrico). L’errore del guardalinee fa il paio con quello annullato a Vucinic che scatta in posizione regolare e batte De Sanctis in diagonale, gioco fermo ed un errore per parte. Quantomeno ci si risparmiano un bel po’ di polemiche arbitrali. La reazione dei partenopei comunque non arriva mai. Gli unici tre tenori in campo sono quelli che compongono il terzetto difensivo bianconero, capace di annullare sul nascere ogni sortita offensiva degli ospiti. Anche sfruttando una condotta di gara molto british da parte di Orsato. Arriva allora il momento dei cambi, Conte richiama Borriello (fischiatissimo) e lancia l’ex più temuto: Fabio Quagliarella. Il raddoppio arriva pochissimi minuti dopo con Vidal. Il cileno condisce una prestazione sontuosa realizzando una rete capolavoro: si beve Campagnaro con disinvoltura pazzesca e piazza la palla all’incrocio del palo lontano. Crolla definitivamente il Napoli che rischia di capitolare già su una conclusione da metà campo di Quagliarella; il momento della vendetta per l’ex partenopeo viene però servito all’83esimo. L’attaccante stabiese, servito da Del Piero scarica sul primo palo e realizza la rete del 3-0, senza poi esultare. Lo Juventus Stadium chiude la partita intonando O’Surdat Nnamurato, il Napoli, invece, finisce perdendo i pezzi. Prima Gargano diffidato si fa ammonire, poi Zuniga rifila una gomitata a Chiellini e viene espulso. Finisce con i poli estremi della gioia e del rammarico a stretto contatto questo Juventus-Napoli. I bianconeri sognano lo scudetto, gli azzurri, invece, andranno a Roma per cercare una reazione ad oggi impensabile.

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (21′ st Caceres), Vidal, Pirlo, Marchisio, De Ceglie; Borriello (25′ st Quagliarella), Vucini (38′ st Del Piero) A disp: Storari, Pepe, Giaccherini, Matri. All.: Conte 

Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio (25′ Dossena), Gargano, Inler (17′ st Pandev), Zuniga; Hamsik (26′ st Dzemaili); Lavezzi, Cavani A disp.: Rosati, Fernandez, Britos, Vargas.All.: Mazzarri

Arbitro: Orsato

Reti: 9′ st Bonucci (J); 30′ st Vidal (J); 38′ st Quagliarella (J)

Ammoniti: Lichtsteiner (J), Vidal (J), De Ceglie (J), Gargano (N), Cannavaro (N), Marchisio (J)

Espulso: 41′ st Zuniga (N)

 

 

 

Juventus

 

Buffon 6: Non si sporca mai i guantoni.

Barzagli 7: Annulla chiunque orbiti dalle sue parti.

Bonucci 7: Un gol fortunoso, ma anche una prestazione autoritaria in fase difensiva.

Chiellini 7: L’unico modo per metterlo fuori gioco lo trova Zuniga (e viene giustamente espulso).

Lichtsteiner 6.5: Una maggior precisione nell’ultimo tocco poteva mettere in discesa la partita molto prima. (Dal 21’st Caceres 6.5: 25 minuti di pura passione).

Vidal 8: Migliore prestazione con la maglia della Juventus.

Pirlo 7.5: Non stupisce più. Elude la gabbia partenopea da vero fuoriclasse.

Marchisio 6: Il meno appariscente del centrocampo bianconero.

De Ceglie 6.5: Discorso simile a quello fatto per Lichtsteiner. Spinta continua ma anche poca qualità al momento della rifinitura

Borriello 5: Partita impalpabile nonostante la Juventus passi 90 minuti in attacco. (Dal 26’st Quagliarella 7: Sfiora il gol capolavoro da metà campo, ne realizza un altro ben più semplice. Non esulta, ma quanti sassolini dalla scarpa si è tolto stasera)

Vucinic 6: Si accende a sprazzi, quando lo fa il Napoli va in panico. (Dal 37’st Del Piero 6.5: Fa più lui in sette minuti che i compagni di reparto nel resto della partita).

All. Conte 7.5: La scelta di giocare a specchio paga. Il Napoli non trova mai spazi e la vittoria è meritatissima.

Napoli

 

De Sanctis 5.5: Qualche buon intervento, potrebbe forse qualcosa di più sul gol di Quagliarella, ma la partita era già finita.

Campagnaro 5: Bene nel primo tempo, poi nel pallone come tutta la retroguardia. Colpe evidenti sul gol di Vidal.

Cannavaro 5: Prestazione da dimenticare.

Aronica 5: Regge non si sa come nel primo tempo, crolla completamente nella ripresa.

Maggio sv (Dal 23’st Dossena 4.5: In affanno fisico e psicologico. Pensare che dovrebbe sostituire Maggio rende evidenti le lacune delle seconde linee partenopee).

Inler 5.5: Tra i meno peggio. Spesso è troppo lento nel far girare il pallone, ma comunque fa sentire la sua presenza. (Dal 16’st Pandev 5: Fa poco ma quantomeno sembra più in palla dei tre tenori; meriterebbe più spazio).

Gargano 5.5: L’ultimo ad alzare bandiera bianca. Ingenuo sul fallo da ammonizione che lo costringerà a saltare lo scontro diretto con la Lazio.

Zuniga 4: Assurda la gomitata a Chiellini.

Hamsik 4: Una vita passata spalle alla porta. Non accende mai la luce. (Dal 26’st Dzemaili 5: Avvia l’azione del secondo gol juventino perdendo ingenuamente il pallone con la difesa scoperta).

Lavezzi 4.5: Non crea mai nemmeno un potenziale pericolo.

Cavani 4: Controfigura del cannoniere implacabile ammirato nelle ultime due stagioni.

 

All. Mazzarri 5: Errare è umano, perseverare è diabolico. Il Napoli viene meno nei suoi uomini migliori e le sue colpe sono ovviamente relative, tuttavia insistere con il 3-4-2-1 senza Maggio è un suicidio calcistico.

 

(Massimiliano de Cesare)

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori