JUVENTUS/ Il 16 maggio inaugurazione del J Museum

- La Redazione

E’ il 16 maggio la data scelta dalla Juventus per l’inaugurazione, presso il suo nuovo stadio, del museo che racchiude la storia della società bianconera. Apertura al pubblico il 17 maggio.

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Lo Juventus Stadium nella notte della sua inaugurazione (Infophoto)

Il 13 maggio si concluderà il campionato di calcio di serie A. La Juventus spera di ritrovarsi campione per quella data, e al momento ha tutto il diritto di crederci, con 3 punti di vantaggio sul Milan. Poi si preparerà alla finale di Coppa Italia, che giocherà una settimana più tardi. Può vincere tutto, Antonio Conte, una cosa impensabile a bocce ferme la scorsa estate. Intanto, però, la Juventus mette un altro tassello a livello di “eventi” e organizzazione: dopo l’inaugurazione dello Juventus Stadium, con presentazione in pompa magna, una cerimonia bellissima, a tratti commovente e sfarzosa con tantissimi protagonisti della storia passata bianconera, stavolta è il turno del museo. Da quel primo novembre 1897, data della fondazione della Juventus su quella panchina di corso Galileo Ferraris, sede oggi della società, sono passati 115 anni: saranno racchiusi tutti nel J Museum, questo il nome pensato per la struttura che verrà ospitata dallo stadio stesso, più precisamente nel comparto Est. L’inaugurazione è prevista per il 16 maggio, l’apertura al pubblico per il giorno successivo. Direttore del museo sarà Paolo Garimberti, la realizzazione è stata affidata a Benedetto Camerana insieme a un team di specialisti e sarà incluso all’interno del cosiddetto Stadium Tour, il giro turistico alla scoperta dei segreti del nuovo impianto che sta facendo le fortune della squadra e che, come riporta anche La Gazzetta dello Sport, è già stato visitato da più di 35.000 persone. Di storia, all’interno del museo, ce ne sarà fin troppa: dagli albori della società fino ai cinque scudetti consecutivi, quelli di Combi, Rosetta, Caligaris, Monti e Orsi; la grande squadra degli anni ’60, con il trio Boniperti-Sivori-Charles, e poi giocatori che sono rimasti nella storia come Del Sol, Munerati, il portiere Mattrel, Carlo Parola – immortalato nel logo delle figurine Panini; gli anni ’70, l’avvento di Giovanni Trapattoni e di Zoff, Causio, Cuccureddu, Anastasi; per arrivare agli ’80 e alla squadra che finalmente ha vinto tutto anche in Europa e nel mondo, quella di Platini, Gentile, Tardelli, Boniek, Paolo Rossi, Scirea, campioni indimenticati, molti dei quali protagonisti anche con la Nazionale ai Mondiali di Spagna nel 1982. 

E infine la storia recente, con il ciclo entusiasmente di Marcello Lippi, i nuovi scudetti e la Champions League del 1996, e giocatori come Vialli, Ravanelli, Paulo Sousa, Davids, Deschamps, Trezeguet. A unire questa squadra a quella attuale, Alessandro Del Piero, l’unico superstite di quella squadra che salì sul tetto del mondo battendo il River Plate – proprio con un gol del capitano. Tutto in quattro mura, che a fatica però possono contenere l’orgoglio di un popolo di tifosi, e di una società, che con Antonio Conte e i calciatori di oggi stanno sognando il ritorno al successo.



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