JUVENTUS-ROMA/ Questa squadra che ricorda tanto il primo Lippi

- La Redazione

La Juventus schianta la Roma e si prende tre punti di vantaggio sul Milan, che sono poi quattro considerati gli scontri diretti. E’ una squadra che ricorda molto la prima di Marcello Lippi.

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Andrea Pirlo: per lui, terzo gol in campionato ieri sera (Infophoto)

La Juventus schianta la Roma e fa un altro passo verso il suo 28esimo scudetto. O 30esimo, a seconda dei punti di vista, se quello della giustizia sportiva o del campo. Ieri sera la squadra di Antonio Conte aveva l’occasione d’oro, quella di approfittare del pareggio del Milan contro il Bologna. Sarebbe dovuta essere la partita più difficile delle sei rimaste, quella contro la Roma di Luis Enrique: dopo 7 minuti i bianconeri erano già avanti 2-0, con una doppietta di un sempre più decisivo Vidal. L’espulsione (ingiusta ed esagerata) di Stekelenburg ha solo anticipato quello che sarebbe comunque successo. La Juventus -pare – non si ferma più: sei vittorie consecutive, un solo gol incassato, 18 quelli segnati. Certo, Conte dovrà continuare a intimare ai suoi di stare con i piedi per terra: 4 punti – perchè sono 4, visto che gli scontri diretti con il Milan dicono bianconeri – sono pochissimi, il Milan è una grande squadra e può succedere di tutto. Anche perchè la Juventus nel corso della stagione ha mostrato qualche problemino con le medio-piccole, che sono le squadre che mancano da affrontare alcune peraltro con motivazioni da obiettivi non ancora raggiunti. Scudetto o no, comunque, è una grande annata quella della Juventus; che, come ha detto Barzagli nel post partita, riportate da Il Corriere dello Sport: “Sulla nostra stagione hanno inciso lo stadio, Conte e Andrea Pirlo”. Già, Pirlo: quando arrivò a Torino, pagato zero proprio ai rivali del Milan, si discuteva sulla sua collocazione tattica. Bravissimo ad impostare ma con il bisogno di essere sempre protetto da uno o due mastini, tanto che il 4-2-4 di Conte non dava le necessarie garanzie. Il campo ha detto la sua: l’allenatore ha meriti enormi nell’aver plasmato e modellato una formazione secondo le caratteristiche dei suoi giocatori. Non voleva rinunciare a Marchisio e Vidal, perciò si è inventato il centrocampo a 3 in modo che Pirlo fosse libero di creare gioco mentre gli altri due si preoccupavano degli inserimenti. E’ una Juventus che, a guardarla così, ricorda tantissimo quella del primo Lippi, quella del 1994/1995 che riportò lo scudetto a Torino dopo 9 anni di astinenza. Pensateci: una difesa a 4, con marcatori molto fisici (allora Kohler e Carrera, o Tacchinardi, che all’inizio giocava dietro), il tridente davanti, con caratteristiche diverse ma con gli attaccanti chiamati a compiti di sacrificio e copertura (Vialli, Ravanelli e un Del Piero vecchio stile che partiva largo a sinistra). Poi, il centrocampo. E qui arriviamo al plagio vero: 

Vidal-Pirlo-Marchisio è la fotocopia precisa di quel Conte-Paulo Sousa-Deschamps che fece le fortune bianconere. Il nome comune dovrebbe aver già detto tutto: l’allenatore salentino era in campo allora, era il guerriero di Lippi, il capitano di quella squadra. Logico che abbia tratto insegnamenti preziosi e li abbia poi riproposti sul campo. Lui ha sempre detto che è Marchisio quello che gli ricorda di più se stesso, noi ci vediamo molto anche di Vidal, in ogni caso l’idea di gioco, di pressing alto, di avversario da aggredire, è quella. E c’è di più: Lippi nella sua carriera ha sempre dimostrato di saper cambiare modulo, adattarsi alle esigenze, all’avversario, nel corso di una stagione o nei diversi anni: prima il tridente, poi il trequartista (Zidane), quindi la difesa a 3 con Ferrara-Montero-Iuliano. Conte, sempre tacciato di “integralismo” tattico da 4-2-4, in questo campionato ha già cambiato almeno 3 moduli. Adesso sta puntando sul 3-5-2, ma il 4-3-3 gli ha fatto vincere partite importanti e per esempio contro il Milan ha ripreso la partita cambiando in corsa e riproponendo i due esterni di fianco alla punta. E Pirlo, quel giocatore accantonato dal Milan perchè ritenuto non più indispensabile e regalato alla Juventus senza colpo ferire, quel tipo di calciatore che a Torino non vedevano da tempi immemori, ci ricorda tantissimo Paulo Sousa: che non correva tantissimo, ma non perdeva mai la palla e la metteva sul piede del compagno quando voleva. Il portoghese durò un anno; i tifosi della Juve si augurano che Pirlo duri molto di più. Intanto mancano 5 giornate al termine, ci sono 15 punti in palio e il Milan ne deve recuperare 4: difficile, ma non impossibile. Comunque andrà, salutiamo il ritorno della Juventus a grandi livelli. Perchè, peraltro, la vittoria di ieri sera sancisce il primo traguardo: i bianconeri tornano in Champions League, dalla porta principale e senza passare dai preliminari.

 

(Claudio Franceschini)

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