JUVENTUS/ Un tifoso: terza stella, ecco perchè Moratti sbaglia

- La Redazione

La Juventus lotta per vincere lo scudetto: sarebbe il trentesimo sul campo, ma gliene sono stati revocati due. Cosa fare con la terza stella? Personalmente, sarei per metterla sulle maglie.

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La Juventus festeggia lo scudetto nel 2006 (Infophoto)

“Mi sembra una questione poco logica. Vediamo se la FIGC accetta la provocazione: a quel punto, liberi tutti. E’ una questione di buon senso”. Parole e musica (si fa per dire) di Massimo Moratti, presidente dell’Inter, che ha voluto intervenire sulla questione più “calda” del momento: se la Juventus vincerà lo scudetto, dovrà mettere la terza stella sulle maglie? Già, perchè sembrerebbero problemi minori, ma non lo sono, quando di mezzo ci sono i tifosi. Ufficialmente, la Juventus ha vinto 28 scudetti: così recitano gli albi d’oro della Lega Calcio. Ma, tecnicamente, i tricolori sono trenta: sono quelli conquistati sul campo, al di là di tutto quello che è venuto fuori dopo. Ora, non si tratta certo di un problema di vita o di morte: di fatto, che le stelle siano due o tre, o una, o nessuna, poco importa. Non è la scritta sulla maglietta che fa la differenza, non è il simbolo. Tecnicamente, sempre tecnicamente. Ecco dove sbaglia Moratti: non si può dire che sia una questione di buon senso. Non quando il tifoso juventino sa che quei due scudetti, quelli di Fabio Capello, la Juventus li ha vinti, perchè nelle 38 giornate è stata superiore, ha battuto gli avversari, nel 2006 (già, il famoso 2006: quello dello scudetto passato all’Inter, addirittura terza in campionato) ha perso una sola partita, contro il Milan, alla decima giornata, dopo un inizio da nove vittorie consecutive. Poco importa, al tifoso e alla società, che la Federazione abbia tolto due titoli nazionali a tavolino, poco importa che ufficialmente ci sia scritto “28”, poco importano le parole di Moratti che parla di poca logica nel rivendicare le tre stelle, in caso di vittoria il 13 maggio, o prima. E c’è di più. Si può anche accettare il fatto che la Juventus debba sottostare alla regola, per cui le vittorie sono 27 e diventerebbero 28; ma, posto che una regola non c’è e che ognuno è libero di mettere sulla maglia ciò che ritenga più opportuno (l’unica stella riconosciuta è la prima, quella dei 10 scudetti); si può anche pensare che in fondo in fondo, per l’appunto, non sia quello a fare la forza e la storia della squadra. Si può soprassedere su tutto; però, caro Moratti, ci deve spiegare perchè proprio lei parla di “buon senso” e “poca logica” (rigorosamente virgolettati) quando lei, da sei anni a questa parte, va dicendo che lo scudetto del 2006 è dell’Inter, appartiene all’Inter e nessuno ha il diritto di portarglielo via. 

Ci deve spiegare perchè rivendica con accanimento forsennato un tricolore la cui classifica finale recitava Juventus punti 91, Milan punti 88, Inter punti 76. Deve convincerci del fatto che sia più di buon senso sentire proprio un campionato chiuso al terzo posto – a 15 punti dalla prima – piuttosto che affermare che la Juventus debba apporre la terza stella sulla maglia perchè sul campo i 29 scudetti li ha vinti, e quindi questo sarebbe inevitabilmente il trentesimo. Restituisca il titolo del 2006, lo lasci “revocato” piuttosto, come quello del 2005, e forse allora comprenderemo di più. Fino ad allora però, e forse anche dopo, i tifosi della Juventus continueranno a rivendicare le 29 vittorie nei campionati nazionali. Sperando che quest’anno, finalmente, arrivi il numero 30.

 

(El Merendero)



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