CALCIOMERCATO/ Juventus, ecco perchè Verratti va preso subito e tenuto a Torino

- La Redazione

La Juventus segue con attenzione Marco Verratti, che non ha fatto mistero di preferire i bianconeri ma di voler rimanere un altro anno a Pescara. Sarebbe la scelta giusta per la carriera?

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Uno striscione dedicato ad Alessandro Del Piero (Infophoto)

Verratti subito, o in prestito per un anno? E’ il dibattito del giorno: il centrocampista del Pescara, appena promosso in serie A con gli abruzzesi, ha parlato oggi, dichiarando di preferire la Juventus ma di voler restare un altro anno in Abruzzo. La domanda è questa: sarebbe giusto, per la carriera di Verratti (ma anche per la Juventus) una soluzione del genere? La storia ci insegna che l’esperienza maturata in piazze in cui la pressione minore non può che fare bene: non sono pochi i casi di giocatori esplosi definitivamente dopo essersi fatti le ossa in realtà di provincia o in serie minori. Nel caso di Verratti, all’ombra di Pescara avrebbe la possibilità di esordire in serie A e di crescere nella categoria, confrontandosi con i grandi campioni, per poi essere pronto a ricoprire il ruolo di vice Pirlo. C’è da dire un’altra cosa, però: il prossimo anno la Juventus affronterà il doppio impegno campionato-Champions League, senza dimenticarsi della Coppa Italia. La rosa vista questa stagione andrà necessariamente allungata; comprare un ottimo giovane come Verratti, per poi “parcheggiarlo” altrove e nel frattempo però dover ancora cercare rincalzi, non appare come una soluzione ottimale. Senza voler passare per esterofili, negli altri campionati non è affatto raro (anzi, è quasi la norma) vedere giovani di talento subito protagonisti in grandi club. Rooney a 19 anni affiancava Van Nistelrooy nell’attacco del Manchester United, e sempre a Old Trafford nel 2002 esordiva un 17enne Cristiano Ronaldo, che l’anno seguente era già titolare. Per non parlare di tutti i canterani del Barcellona, ventenni o gù di lì, quando hanno messo piede in prima squadra; ma anche di Sergio Ramos, che aveva 19 anni quando mise per la prima volta i piedi sul campo del Santiago Bernabeu. Giocatori che poi sono diventati campioni. In che modo? Allenandosi con altri campioni, saggiando e testando ogni giorno l’atmosfera di club e spogliatoi abituati a vincere, tradizioni vincenti, obiettivi che guardano solo alla vittoria finale. Diciamola tutta: quello dei giovani che devono maturare senza pressioni rischia di diventare un luogo comune senza troppi fondamenti. Le pressioni ci sono a Pescara come a Torino, in serie B come in serie A; Verratti, arrivando subito alla Juventus, avrebbe l’occasione di imparare tantissimo anche solo scambiandosi il pallone in allenamento con uno come Pirlo, sicuramente…

… guardarlo dalla panchina sarebbe un corso accelerato di come si può diventare grandissimi. In Abruzzo sarebbe inamovibile in formazione, con tutta probabilità; ma arriverebbe poi alla Juventus con un anno di ritardo, e vai a sapere cosa potrebbe succedere da qui al 2013. Guardate Giovinco: andò a Empoli per maturare esperienza, quando tornò alla Juventus erano arrivati altri giocatori, Ranieri puntò su altri perchè nel frattempo aveva trovato altre soluzioni tattiche e la Formica Atomica dovette andare a esplodere calcisticamente da un’altra parte. Insomma, la Juventus non dovrebbe fare l’errore di perdere un talento come quello di Verratti con l’idea di farlo maturare: un campionato da titolare e regista in un torneo difficile come quello della serie B è una gavetta sufficiente, se unita al fatto che per un paio di stagioni ancora sarà considerato una riserva di lusso di Pirlo, giocando partite meno “pesanti”, magari partendo nell’undici titolare in coppa Italia, intanto respirando l’atmosfera bianconera. A rafforzare questa scelta c’è poi il consueto paragone, che non fa mai male: Verratti è il principale candidato a prendere in consegna il numero 10 che fu di Del Piero. Ebbene, il tale Del Piero arrivò a Torino a 19 anni non ancora compiuti; passò un anno all’ombra di Roberto Baggio, ebbe le sue occasioni, esordì. L’anno seguente era già titolare, perchè nel frattempo il Divin Codino ebbe screzi con Lippi e si allontanò dalla Juventus; nell’estate del 1995 era già un punto fermo della squadra che sarebbe andata a prendersi la Champions League. Che Del Piero alzò a 22 anni e mezzo, avendo segnato 5 gol nella manifestazione. E poi, se Prandelli l’ha convocato in Nazionale, un motivo ci sarà…

 

(Claudio Franceschini)



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