CALCIOMERCATO/ Juventus, Fausto Rossi: la famiglia mi aiuta molto, per il futuro… (esclusiva)

- La Redazione

Gioca nel Brescia, ma è di proprietà della Juventus: Fausto Rossi si racconta in questa intervista esclusiva, parlando di quelli che sono i suoi riferimenti e degli obiettivi per il futuro.

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Claudio Marchisio con moglie e figlio (Infophoto)

Nel breve periodo il suo destino calcistico, forse, rischia di essere un pendolare del mondo del pallone; nel lungo periodo, invece, può costruirsi un futuro da campione. Ci sono tutti i presupposti per fare bene, ma al momento Fausto Rossi è un tesserato della Juventus che può, purtroppo, diventare merce di scambio per le operazioni di mercato bianconere. Rossi con un cognome da predestinato è nato il 3 dicembre del 1990 a Torino e ha tutte le carte in regola per lasciare il segno nella squadra in cui è cresciuto e per la quale tifa mamma Mirella (papà Franco, invece, è granata doc). Ha mosso, infatti, i primi calci a 5 anni con la casacca della Juve. Con la maglia bianconera ha vinto il Viareggio nel 2009 e nel 2010 (capitano). Nel 2010 passa in comproprietà al Vicenza dove resta fino al gennaio 2012 quando passa in prestito dalla Juve al Brescia (12 presenze, 3 gol). A Brescia tutti gli vogliono bene e in questi mesi, colpiti dal suo talento, gli hanno chiesto di restare un altro anno. E lui? Aspetta segnali dalla Vecchia Signora, anche se non è impossibile che possa davvero restare un’altra stagione alla corte delle rondinelle nell’affare Leali. Il giorno dello scudetto era a Torino, ma non ha potuto festeggiare perché era a una comunione: “L’avrei fatto volentieri. Sono contento per loro perché se lo meritano”. Antonio Conte, comunque, crede in questo centrocampista dal piede vellutato e gradirebbe una destinazione in serie A (Parma o Pescara) per farlo crescere. Ha visto da vicino il mito di Pavel Nedved e vuole emulare il percorso sportivo di Claudio Marchisio, un altro che ha fatto tutta la trafila con la maglia della Juve. Appassionato di play station, crede e prega. E il rosario non lo considera un amuleto, ma un qualcosa che fa parte della sua vita. Sarà anche per questo che chi lo incontra ha la giusta impressione di un ragazzo educato e senza tanti grilli per la testa, di un ragazzo che non ha alcuna ritrosia nel firmare autografi ai bambini che, come lui, alla fine inseguono lo stesso sogno: giocare a pallone divertendosi. Nel frattempo prima di un meritato riposo si concentra sull’Under 21 dove il 4 giugno sarà impegnato contro la Repubblica d’Irlanda. Ecco le sue parole, nell’intervista esclusiva rilasciata a Ilsussidiario.net:

Sei soddisfatto della tua esperienza calcistica?

Per un giovane non è mai facile fare il salto dalla Primavera alla serie B: ti confronti con gente con più esperienza, con chi, magari, ha alle spalle una carriera bellissima. Ad oggi sto facendo il mio percorso piano piano, ma devo ancora migliorare molto. Sono abbastanza contento, ma si può fare di più.

Devi migliorare tatticamente o tecnicamente?

Ambedue le cose. Non si è mai arrivati. Alla Juve mi sono allenato con grandi campioni che non sono mai sazi nonostante le vittorie, non sono mai sazi del livello che hanno raggiunto. E questo ti fa capire molto.

C’è un campione della Juve con il quale ti sei allenato che ti è rimasto nel cuore?

Sicuramente prendo come spunto, per la carriera che ha fatto con la trafila dalle giovanili, Marchisio. Come riferimento ho preso sempre Nedved: è un professionista al 100% che mi ha sempre parlato e aiutato tanto.

Se dovessero chiederti qual è la tua posizione preferita in campo, cosa diresti?

Dove mi mettono sto. Quella che prediligo è mezzala. Cosa rispondi a chi dice che devi irrobustirti fisicamente? Vedo tanti giocatori, anche in nazionale, piccoli che fanno la differenza. Sicuramente il peso (66 kg) può essere visto come un difetto, ovviamente devo migliorare dal punto di vista fisico: l’ho fatto e lo farò.

Hai delle amicizie particolari nel mondo del pallone?

Sono legato ai compagni della Primavera per gli anni trascorsi insieme. Quello a cui mi sono legato di più è Martinelli (l’anno scorso e quest’anno sei mesi), il capitano del Vicenza, che è di Torino come me e con il quale ho un rapporto bellissimo: ci sentiamo e ci vediamo spesso.

Per un calciatore quanto è importante la serenità fuori dal terreno di gioco?

Molto. Su questo mi sento un ragazzo fortunato, perché ho sempre avuto una famiglia dietro che mi ha aiutato a crescere con valori e principi sani. Ho, inoltre, da quattro anni una fidanzata (Federica, giovane cantante nota con il nome d’arte Cloe) che mi aiuta sotto tutti i punti di vista. Sono veramente contento della mia vita e credo che questo conti tantissimo per la carriera di un calciatore.

Cosa ti aspetti dalla prossima stagione?

Mi aspetto di continuare il percorso di crescita intrapreso due anni fa a Vicenza e continuato a Brescia. Vedremo dove sarò e con quale formula; spero però di fare il massimo.

 

(Luciano Zanardini)

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