TROFEO BERLUSCONI 2012/ Juventus, vittoria convincente aspettando il Parma

Altra vittoria in questo precampionato per la Juventus: i bianconeri vincono il Trofeo Berlusconi battendo 3-2 il Milan e mostrano di essere ancora la squadra da battere in campionato.

20.08.2012 - La Redazione
Pogba_Carrera
Paul Pogba con Massimo Carrera (Infophoto)

Altra prova convincente della Juventus in precampionato. Dopo aver vinto il primo trofeo ufficiale della stagione, la Supercoppa Italiana che mancava dalla bacheca di corso Galileo Ferraris dal 2003, i bianconeri si sono presi anche il Trofeo Berlusconi, che avrà un peso minore in termine di prestigio ma, essendo una gara che arriva a ridosso dell’inizio del campionato e visto l’avversario, il Milan, non può che essere un ottimo indicatore dello stato di salute della squadra. La vittoria per 3-2 sul Milan ci ha consegnato una squadra in forma, che sa aggredire l’avversario a piacimento ma anche aspettarlo (una novità rispetto all’anno scorso); e, soprattutto, che a tratti pare giocare a memoria. Importante questo aspetto: la scorsa estate Conte si era soffermato più volte sull’alchimia che i bianconeri ancora non avevano, e che dunque li poneva un gradino sotto le avversarie. Stavolta, i ruoli sono invertiti: la Juventus è una macchina perfetta, che corre e lotta e conosce bene gli schemi; le altre (il Milan per esempio) devono inseguire. E’ chiaro che i campioni d’Italia restano resta quelli da battere, almeno in Italia: in Europa la storia è forse diversa, perchè ci sono degli squadroni con cui sarà difficile competere. Ad ogni modo, analizziamo la prova della Juventus reparto per reparto, cercando di capire cos’ha funzionato e cosa invece ci sarebbe da sistemare.

Conte (ovviamente non era in panchina: a farne le veci Carrera, sarà così per tutta la stagione a meno che non arrivi qualche sconto dal processo sul calcioscommesse) insiste con il reparto a tre uomini. Barzagli e Bonucci sono ormai delle garanzie: giocano insieme da un anno e mezzo, sanno come muoversi in sincronia e, singolarmente, sono complementari. Bonucci si occupa di impostare l’azione con lanci lunghi o uscendo palla al piede quando Pirlo è marcato, Barzagli si francobolla all’attaccante più pericoloso o all’avversario che transita in zona, e non lo molla. Sono le due certezze di una difesa che per il resto deve inserire ancora Lucio: anche ieri sera il brasiliano, pur senza troppo demeritare, è parso alieno ai movimenti dei suoi compagni, denotando un’attitudine all'”anarchia tattica” che aveva già manifestato nel corso del suo periodo in nerazzurro. Attenzione a Marrone: provato come difensore centrale per tutto il precampionato, il ragazzo in cui Conte ha grande fiducia mostra ancora qualche limite, ma sta imparando in fretta, e i piedi da centrocampista compensano qualche lacuna tattica. Può essere lui il nuovo acquisto di cui tanto si è parlato, permettendo di risparmiare soldi che andrebbero invece investiti nel top player. Chiellini potrebbe già essere pronto per la prima di campionato, e in più c’è Masi, che aveva iniziato molto bene in luglio, poi ha leggermente accusato l’inesperienza (ingenuo il suo fallo da rigore ieri sera); all’occorrenza Caceres può essere impiegato in posizione più arretrata.

Partiamo dagli esterni: ieri la Juventus ha iniziato con Padoin e De Ceglie. Bene il valdostano, ormai una certezza della squadra anche se lì a sinistra non sarebbe male trovare un’alternativa. Potrebbe essere Asamoah, che in questo senso ha dato ottime risposte in Supercoppa ma è stato comprato per fare l’interno. A destra, si accendono delle spie: Padoin sembra inadeguato per agire sulla corsia da quella parte, mentre Lichtsteiner, sirene parigine a parte, ieri sera ha accusato un lieve problema e la sua tenuta fisica potrebbe preoccupare. Con Isla che non ha ancora recuperato e Caceres fermo, forse Conte potrebbe studiare qualche soluzione alternativa, e guardare al mercato per essere più sicuro. In generale, comunque, gli automatismi funzionano alla grande, soprattutto se guardiamo agli interni: non c’era Pirlo a San Siro, ha giocato Pogba che è stato una grande sorpresa: personalità, piedi buoni, senso della posizione pur se tendeva ad abbassarsi troppo. Non è ancora l’ex Milan e ci mancherebbe, ma sta crescendo e può decisamente agire come riserva per tutta la stagione, imparando dal migliore. Vidal e Marchisio sono delle garanzie, ormai sono top player a tutti gli effetti e non potranno che migliorare; occhio a Giaccherini, che è piaciuto come interno e può rappresentare un’ottima soluzione. 

 Per quello che si è visto ieri sera, il top player serve fino a un certo punto. E’ vero che la Juventus ha evidenziato problemi in zona gol (anche in Supercoppa) ed è vero che nè Matri nè Quagliarella sono attaccanti da 20 gol a campionato; però, la coppia Vucinic-Giovinco ha funzionato decisamente bene. Pur se la Formica Atomica ha convinto solo in parte, i due gol del primo tempo sono nati dal movimento costante dell’ex Parma e di Vucinic, che partendo larghi e aprendo la difesa hanno favorito gli inserimenti di Marchisio prima e Vidal poi. Del resto lo scorso anno i due insieme a Pirlo hanno segnato 19 gol, sintomo che non sempre c’è bisogno di una punta che risolva tutti i problemi. Matri non piacerà a Conte, ed è vero che spesso è impreciso, ma quando c’è da spingerla in porta non si fa pregare, e il lavoro che fa lui difficilmente si trova in altri giocatori d’attacco. Discorso diverso per Quagliarella: il campano è paciuto poco, probabilmente sente la poca fiducia su di sè e questo lo condiziona, ma oggi come oggi sembra essere lui il più sacrificabile. La sensazione, comunque, è che la Juventus sia davvero ad un goleador dal trovare la quadratura perfetta del cerchio, ma per la Champions League: in campionato, la squadra attuale parte comunque con i favori del pronostico.

 Due partite, due vittorie: forse la sparata di John Elkann su come Carrera abbia vinto più di Zeman resta esagerata nei toni, ma è vero che l’ex difensore di Juventus, Bari e Atalanta ha un ruolino invidiabile. Certo, gli allenamenti li dirige Conte, la formazione la fa lui e i cambi in corsa anche; ma l’atteggiamento di Carrera in panchina piace. In Supercoppa lo abbiamo visto incurante della pioggia gridare ordini ai suoi, e anche ieri non si è risparmiato. Non avrà il carisma di Conte, ma per il momento non lo sta facendo rimpiangere. Vedremo, quando arriveranno gli impegni più importanti, come si comporterà.

 

(Claudio Franceschini)

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